Torna #CosmoIAm – il censimento emotivo narrativo della Generazione Z, un vero e proprio laboratorio di riflessioni e espressione artistica – costruito in un patto di fiducia e collaborazione con alcune tra le più prestigiose realtà accademiche italiane. Dopo aver indagato il tema dell’identità e poi quello del futuro, questo 2025, nel cuore della Design Week e in linea con il suo filo rosso “Mondi Connessi”, abbiamo chiesto agli studenti di rappresentarci, raccontarci, tematizzare, sviscerare, narrare, dipingere il tema delle Connessioni o iperconnessione, in relazione al loro personalissimo vissuto di studenti di design, moda, comunicazione, arte. Ciò che emerge con prepotenza viscerale dalle opere – più di un centinaio - che dal primo giorno della Design Week potrete osservare, commentare e soprattutto condividere dal nostro profilo social in collaborazione con ogni singola realtà accademica è che questa iperconnessione è ampiamente discussa.

CosmoIam è anche questo ed è stato tutto reso possibile da QC Spa of Wonders, partner d'eccezione che ha sostenuto fin da subito l'iniziativa, credendo nei valori della creatività e del sostegno alle realtà accademiche coinvolte.

I lavori del Politecnico di Milano - Scuola del Design

Convergenza, di Andrea Ferrario - COSMO FAVOURITE

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Andrea Ferrario

«Convergenza cattura l'essenza dell'essere umano iperconnesso, dove i confini tra fisico e virtuale si dissolvono mentre il corpo diventa un nodo di intersezione tra dimensioni parallele di esperienza e comunicazione».

Drifting, di Nasim Aliyarimolani

«Un vuoto cosmico, un loop senza fine, un viaggiatore senza identità - collegato a tutto, ma isolato da tutto. Nuovi orizzonti, o scivolamento dalla realtà?».

Lost in the Office Maze, di Doga TAS, Semiha Nur KORKMAZ e Mukerrem Seca KISMIR

«Questo video esplora il paradosso della connessione moderna. Mentre il movimento accelera da una lenta camminata a una corsa frenetica, ci si chiede se l'iperconnessione porti vicinanza o alimenti semplicemente il distacco».

Connessioni illusorie: Fuga dalla realtà, di Amira Soussi

«Siamo una generazione intrappolata in schermi che ci illudono che la connessione sia solo digitale. Ma la vera vita pulsa nel silenzio degli sguardi, nell’abbraccio del presente. È tempo di spegnere il digitale e risvegliare l'umanità che dorme in noi».

Courage is Freedom, di Aleksandra Szwarc, Zahra Fathi, Sunjae Kim e Doğa Taş

«Questa installazione è un riflesso dei nostri diversi background culturali e delle esperienze condivise che simboleggiano la ricerca universale di giustizia e uguaglianza. L'opera invita gli spettatori a guardare in alto, ad abbracciare il coraggio e ad aspirare a un futuro più luminoso e migliore, creando uno spazio pieno di ispirazione e di connessione».

Dnd - Do Not Disturb, di Nicole Gregorio, Camilla Iussa, Martina Pastorelli, Caterina Vale, Rebecca Viola

«Quando la connessione virtuale prende il posto di quella reale, le relazioni si sgretolano. Essere presenti non significa solo esserci, ma ascoltare davvero».

REVERIE, di Yu-Hao Shao

«Nei sussurri delicati dello stupore, qual è la REVERIE dell’esistenza, questa magnifica illusione? Attraversando il dominio dello splendore astratto di Kapoor, le sue sculture intrecciano i confini della fusione visiva. Il rigonfiarsi e il declinare, il legame ombelicale, uniscono la realtà ai sogni vividi».

Veil of Solitude, di Renata Katsapina - COSMO FAVOURITE

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Renata Katsapina
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Renata Katsapina

«Quest'opera – spazio di introspezione e erogatore di forza interiore - affronta il profondo senso di solitudine che emerge nei momenti più bui della vita: riflette la lotta silenziosa, il momento di autoconservazione e la resilienza necessaria per confrontarsi con se stessi nel mezzo del vuoto. Confido che possiate trovare nella mia opera più di una semplice esperienza visiva, vi invito proprio a confrontarvi con i vostri momenti di solitudine, a riflettere su cosa significhi essere soli, non solo fisicamente, ma anche emotivamente nella nostra società, che è sempre connessa».

La spinta verso, di Aleksandr Mitsikulev

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Aleksandr Mitsikulev

«L’autore esprime il suo desiderio di connessione con idee e persone attraverso l’arte. L’angoscia per la propria inadeguatezza lo fa sentire come se stesse marcendo. Nonostante ciò, è motivato da un senso di dovere verso gli altri che lo spinge a superare la sua condizione».

Lo specchio dell’anima, di Ilaria Farfaglia

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Ilaria Farfaglia
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Ilaria Farfaglia
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Ilaria Farfaglia
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Ilaria Farfaglia
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Ilaria Farfaglia
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Ilaria Farfaglia

«Le connessioni più profonde le ho avute durante i miei viaggi, con sconosciuti che, nonostante le nostre numerose differenze, riuscivano a trasmettermi una sensibilità e una purezza tale da essere commoventi. Nulla potrà mai sostituire i legami che si creano e si intrecciano fra sguardi e gesti umani».

Filo rosso, di Lucrezia Polini

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Lucrezia Polini

«Un tempo simbolo del destino che intrecciava le vite delle anime gemelle, il filo rosso ora lega le persone ai loro dispositivi. Schermi luminosi e notifiche incessanti sostituiscono il contatto umano, mentre una rete invisibile di connessioni digitali trascina l’attenzione lontano dalla realtà».

Labyrinthine, Giada Stanziano

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Giada Stanziano
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Giada Stanziano

«Il mondo odierno è caratterizzato da un’iperconnessione forzata che sembra avvicinarci agli altri, ma in realtà ci isola, amplificando la sensazione di solitudine. Districarsi da questi fili è faticoso e spesso accettiamo lo status quo, anche se opprimente. Rimanere connessi, a volte, diventa un male necessario».

No Signal, di Yiming Bao

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Yiming Bao

«Uno scorre, l'altro aspetta: entrambi cercano una connessione al di là dello specchio nero. La connessione è presente, ma è reale? In un mondo di segnali infiniti, i due si perdono nell'assenza di una vera connessione».

Climb, di Lorenzo Zordan

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Lorenzo Zordan
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Lorenzo Zordan
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Lorenzo Zordan
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Lorenzo Zordan
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Lorenzo Zordan
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Lorenzo Zordan

«Tramite l’iperconnessione è possibile raggiungere luoghi altrimenti irraggiungibili. Tuttavia, bisogna fare attenzione: c’è chi riesce a sfruttarla per muoversi, chi finisce intrappolato e chi, addirittura, precipita».


Osservazioni sull’iperconnessione, di Maali Selmi


«In questo video racconto alcuni aspetti dell’iperconnessione da social media, le conseguenze e l’impatto considerando diverse idee il tutto mentre disegno qualcosa di incomprensibile».

The Balance of Opposities, di Selen Cakir, Irem Nur Kalkan e Helin Balaban

«Utilizzando lo split-screen, il progetto contrappone le scene dei film, mostrando il tavolo da pranzo come uno spazio sia di intimità che di conflitto. In un mondo iperconnesso, dove essere “insieme” non sempre significa essere vicini, la sala da pranzo diventa un microcosmo di tensioni più ampie. È uno spazio in cui le relazioni si costruiscono e si rompono, in cui la presenza può sembrare distante e in cui i rituali di condivisione del pasto mettono in luce fratture emotive di fondo».

La trama dell’universo, Davide Benetton

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Davide Benetton

«Tutte le persone del mondo sono connesse tra loro. L’esperienza umana è caratterizzata da scambi di energia in quanto l’uomo è un animale sociale che si nutre dei legami che instaura con l’altro. Ogni individuo si definisce e viene condizionato dalle sue connessioni e grazie ad esse partecipa alla creazione della trama dell’universo».