Ammettetelo, almeno una volta vi è successo di replicare una ricetta vista sulla home di Instagram o TikTok. Nata da questa mania collettiva per i fornelli, arriva "Social Bites", la nuova rubrica in cui i food creator più seguiti svelano a Cosmopolitan i segreti del mestiere. A inaugurare questo viaggio è Andriana Kulchytska, cuoca di origine ucraina e italiana d'adozione, con la sua ricetta dei Kluski Śląskie, primo piatto a base di gnocchi di patate che ha imparato a cucinare durante la sua esperienza lavorativa in Polonia.
Ricetta dei Kluski Śląskie: ingredienti
- 500 g di patate
- 150 g di farina
- 1 uovo
- 15 g di burro
- 1 cipolla
- olio di semi e sale
Ricetta dei Kluski Śląskie: procedimento
Sbucciare le patate e metterle in una pentola con acqua bollente. Cucinare le patate per circa 25-30 minuti.
Quando saranno cotte, schiacciare le patate con uno schiacciapatate e lasciarle riposare e raffreddare per circa 20 minuti.
Aggiungere alle patate il burro, l'uovo, la farina, il sale e mescolare fino a ottenere un impasto omogeneo e senza grumi.
Tagliare la cipolla finemente e farla soffriggere in una padella con olio e burro fino a quando non prenderà un colore dorato.
Dividere e lavorare l’impasto fino ad ottenere delle piccole forme come mostra la foto.
Realizzare dei cilindri sui quali andare a creare un piccolo buco al centro.
Cucinare gli gnocchi ottenuti in acqua bollente salata, per 4-5 minuti.
Gustare così oppure condirli con olio e cipolla soffritta per un sapore più intenso.
Intervista ad Andriana Kulchytska
Quando e come è nata la tua passione per la cucina? C’è un ricordo o un momento particolare che ti ha ispirata?
«Iniziamo con una domanda difficile, in realtà (ride, ndr). La considero una "domanda difficile" perché, a dire il vero, non ho mai avuto una vera e propria passione per la cucina, come capita a chi da bambino è già affascinato dai cibi e dalle ricette. Quando mi sono trasferita in Polonia, però, ho dovuto imparare a cucinare per necessità. Era la mia prima esperienza fuori casa. All'inizio, mangiavo solo snack e cibo spazzatura, che ovviamente non possono costituire la base di una dieta sana. Dopo un mese di solo junk food, ho cominciato a sentirmi un po' male, e da quel momento ho deciso che dovevo imparare a cucinare piatti più salutari. Man mano che miglioravo, mi sono appassionata sempre di più alla cucina, ma, in realtà, tutto è iniziato dal desiderio di mangiare in modo più sano».
Per Cosmopolitan hai scelto di preparare i “Kluski Śląskie”. Perché hai deciso di puntare su questo piatto e che significato ha per te?
«È un piatto molto semplice che mangiavo spesso a casa in Ucraina. Mi piaceva tantissimo. Quando mi sono trasferita in Polonia è stato il primo piatto che ho imparato a cucinare grazie a una signora anziana che ho conosciuto durante questa esperienza lavorativa e che considero come una nonna».
Vivi in Italia dal 2020. Cosa ti ha spinto a trasferirti qui e come hai vissuto il primo impatto con questo paese?
«Innanzitutto, ci tengo a dire che in Polonia stavo molto bene ma ho avuto molta difficoltà con la lingua. Ho sempre fatto molta difficoltà ad imparare le lingue e con la lingua polacca è stato ancor più difficile. Faticavo a pronunciare le parole e mi sentivo profondamente a disagio. All'epoca avevo da parte qualche risparmio e alcuni amici già in Italia, così mi sono detta: "Perché non provare a trasferirmi lì?". Inoltre, fin da piccola ho sempre avuto una visione positiva dell'Italia, grazie ai film con Adriano Celentano che guardavo con la mia famiglia e grazie a una pubblicità che vedevo spesso in TV, in cui veniva mostrato il Carnevale di Venezia. Prima di trasferirmi qui, non avevo mai assaggiato un piatto tipico italiano, ma vedevo in televisione o sui giornali immagini di cibi come il gelato e il caffè, che avevano sempre un aspetto fantastico e sembravano deliziosi. Quando ho deciso che sarei venuta a vivere in Italia, mi sono fatta una lista di cose che avrei voluto provare, e devo dire che tutte quelle cose le ho provate e mi sono piaciute moltissimo. Sono anche riuscita ad andare al Carnevale di Venezia, che avevo sempre visto solo in televisione».
A soli 18 anni ti sei trasferita in Polonia per lavoro. Com’è stata quella esperienza e cosa ti ha lasciato?
«Sebbene, come dicevo, l'impatto con la lingua non sia stato dei migliori, sono stata molto fortunata: lungo il mio percorso ho incontrato tante persone gentili, sempre pronte ad aiutarmi. Dalle piccole cose, come pagare una bolletta della luce, fino a situazioni più complesse, come leggere e valutare un contratto di lavoro. Ripensandoci oggi, ricordo quel periodo come un momento difficile ma, allo stesso tempo, prezioso. Mentre lo vivevo, però, la situazione mi pesava molto. Avevo sottovalutato quanto potesse essere complicato ambientarsi in un paese con una lingua diversa dalla mia. Mia mamma mi aveva avvisata, ma non le avevo dato ascolto (sorride, ndr), e ormai era troppo tardi per tirarmi indietro».
Se non fossi diventata una food influencer, quale altra carriera avresti voluto intraprendere?
«Ho sempre amato lo sport e, appena posso, cerco sempre di fare attività fisica. Probabilmente, se non avessi intrapreso il mio attuale percorso, mi sarei dedicata al mondo del fitness, magari lavorando come personal trainer o istruttrice di pilates.
Un'altra strada che mi affascina è quella legata agli animali, che adoro. Mi piacerebbe fare la dog sitter o, addirittura, aprire un asilo per cani. Credo molto nei benefici della pet therapy e nell'energia positiva che gli animali possono trasmettere».
Se dovessi scegliere un piatto preferito per ciascuna delle cucine che ami – italiana, ucraina e polacca – cosa sceglieresti?
«Da quando mia mamma si è trasferita in Italia, ogni weekend le chiedo di prepararmi il Borsch, una zuppa tradizionale ucraina a base di verdure, barbabietole e brodo di carne. Da bambina non la amavo particolarmente, ma con il tempo ho imparato ad apprezzarne il gusto unico, reso ancora più particolare dalla panna acida che tradizionalmente accompagna questo piatto. Per quanto riguarda la cucina polacca, invece, ho sempre adorato un dolce tipico che mi aveva insegnato a preparare la mia "nonna polacca", l'anziana signora di cui vi parlavo che che mi ha insegnato a preparare anche i Kluski Śląskie. Ricordo che era un dolce a base di formaggio, zucchero e ciliegie che all'epoca consideravo sorprendentemente salutare. In realtà, avrei dovuto mangiarlo con più moderazione, perché ne ero talmente golosa da prendere cinque chili. Con la cucina italiana invece è davvero troppo difficile scegliere un solo piatto. Amo tantissimo i primi piatti come il risotto o la pasta con i gamberi».
C’è un sogno nel cassetto che speri di realizzare un giorno?
«Il mio sogno è vivere in un luogo di mare, dove il caldo dura tutto l'anno. Mi piacerebbe lavorare come istruttrice di pilates o yoga, tenendo corsi sul posto o online. Vorrei una vita serena, tranquilla, lontana dallo stress, immersa nella natura incontaminata e circondata dagli animali».
Quali sono i tuoi progetti futuri? Puoi anticiparci qualcosa?
«Ho deciso di dedicare quest'anno allo studio, a partire dalla patente. Nel frattempo, sto frequentando dei corsi di italiano per migliorare la lingua e ottenere un attestato che certifichi il mio livello. Mi piacerebbe anche iscrivermi all'università. In Ucraina mi sono laureata in Economia, ma purtroppo il mio titolo non è riconosciuto qui in Italia. A dire la verità, non sono nemmeno così interessata a proseguire gli studi in ambito economico. Avevo scelto quella facoltà soprattutto per accontentare mia mamma, più per renderla felice che per una vera passione personale.Ora, invece, mi piacerebbe iscrivermi a Scienze Motorie e intraprendere un percorso che sento davvero mio.»
Il numero di febbraio di Cosmopolitan è dedicato alle icone. Chi è la tua icona preferita e perché?
«In realtà, non sono una persona particolarmente "social" né attenta al mondo delle celebrity. Pensa che, prima di aprire la pagina Instagram @andrianakulchytska, non avevo nemmeno un profilo. Quindi, se dovessi scegliere un'icona di riferimento, direi senza dubbio mia mamma. La ammiro profondamente, prima di tutto perché è sopravvissuta al suo passato. È una donna incredibilmente forte, che ha affrontato grandi difficoltà senza mai arrendersi. Nonostante tutto, è rimasta la stessa: gentile, generosa e sempre curiosa di imparare cose nuove, anche oggi. Quando è scoppiata la guerra in Ucraina, ha lasciato il suo paese per raggiungermi in Italia. Alla sua età, ha dovuto rimettersi in gioco, affrontando un paese sconosciuto, senza amici e senza conoscere la lingua. Eppure, si è adattata benissimo… tanto che ora ha più amici di me qui in Italia! La stimo davvero molto».























