Con l’acceleratore sul fattore nostalgia, senza polemiche o grandi scossoni, si è conclusa la cerimonia dei 98° Premi Oscar, che si è svolta a Los Angeles tra la notte del 15 e del 16 marzo.

L’unico guizzo? L’accenno all’uscita infelice di Timothée Chalamet sul balletto e sull’opera lirica. Forse la gaffe gli è costato l’Academy Award (a cui puntava dopo la vittoria ai Golden Globes) ma nessuno può ormai dirlo con certezza, anche perché le votazioni per i riconoscimenti più importanti di Hollywood si erano chiuse prima che il video diventasse virale. In prima fila con la fidanzata Kylie Jenner in versione Jessica Rabbit, è stato anche al centro di un dietro le quinte tenerissimo in cui la sorella Pauline è corsa ad abbracciarlo.



I best moment della serata

Tra i momenti iconici una menzione speciale merita la presenza sul palco di Anna Wintour, in veste di presentatrice assieme ad Anne Hathaway. Per celebrare il ritorno de Il diavolo veste Prada con il secondo capitolo, la storica direttrice di Vogue ha chiamato l’attrice con il nome di Emily, strizzando l’occhio al nome dell’assistente di Meryl Streep interpretata da Emily Blunt.

Tanto, tantissimo glamour sul red carpet ma anche alcune dichiarazioni politiche, come Javier Bardem che ha gridato il suo no alla guerra e ha ribadito lo slogan “Palestina libera”.

I film più premiati

Trionfo assoluto per Una battaglia dopo l’altra di Paul Thomas Anderson, che si è portato a casa sei statuette, seguito a ruota da Sinner – I Peccatori con quattro: aveva il record di 16 candidature, il più alto nella storia degli Oscar e ha visto trionfare come miglior attore Michael B. Jordan, che ha voluto salutare non solo la mamma ma il papà che è arrivato dal Ghana per assistere alla cerimonia. È stato un testa a testa molto bilanciato, che ha accontentato un po’ tutti.

Jessie Buckley si è portata a casa la statuetta come miglior attrice per Hamnet ed è la prima interprete irlandese a raggiungere questo risultato. Lo ha dedicato anche alla figlia di otto mesi, oltre che ai genitori.

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PATRICK T. FALLON//Getty Images

Nessun discorso particolarmente memorabile, comunque, ma tante emozioni, come quelle del momento padre-figlio tra Bill e Lewis Pullman e per la doppia vittoria di K-Pop Demon Hunters, non solo come miglior film d’animazione ma anche per la canzone-fenomeno Golden. Si tratta del primo progetto sud coreano a trionfare in entrambe le categorie. «Questo brano – hanno detto durante la premiazione – non racconta il successo, ma la resilienza».

Per la prima volta è stato attribuito un Oscar al miglior casting (per Una battaglia dopo l’altra) mentre il segmento Ad memoriam è stato particolarmente lungo: negli ultimi mesi sono scomparsi giganti della settima arte, come Robert Redford e Diane Keaton, Rob Reiner e Claudia Cardinale.

Sean Penn – che non si è presentato – detiene il primato di essere il quarto interprete maschile ad essersi aggiudicato tre Premi Oscar.
Jacob Elordi non si è portato a casa l’ambita statuetta ma almeno si è goduto uno scrosciante applauso per le 400 ore al trucco per il suo Frankenstein
. Tra le battute più riuscite spicca quella sui meme di Leonardo DiCaprio, che si è prestato alle gag del conduttore Conan O’Brien e ha confermato la sua proverbiale affabilità.

Il momento più pop, comunque, resta l’arrivo sul tappeto rosso di Hudson Williams, star del fenomeno tv Heated Rivalry (che il 17 marzo arriva anche in libreria con l’omonimo romanzo). Il 26enne canadese si è portato dietro un ventilatore portatile lamentandosi scherzosamente per il clima hot della California e intanto ha riassunto in una sola parola («Sex») l’essenza della nuova stagione del progetto, che girerà ad agosto.

Una notte tutto sommato tranquilla, conciliante e sobria, in linea con un mondo in pieno fermento. Ma, si sa, lo spettacolo deve continuare…

Ecco l’elenco dei vincitori dei 98° Academy Awards:

  • Miglior film: Una battaglia dopo l'altra
  • Miglior regia: Paul Thomas Anderson per Una battaglia dopo l'altra
  • Miglior attore protagonista: Michael B. Jordan per Sinners - I Peccatori
  • Miglior attrice protagonista: Jessie Buckley per Hamnet
  • Miglior attore non protagonista: Sean Penn per Una battaglia dopo l'altra
  • Miglior attrice non protagonista: Amy Madigan per Weapons
  • Miglior film d’animazione: KPop Demon Hunters
  • Miglior film internazionale: Sentimental Value
  • Miglior sceneggiatura originale: Sinners - I Peccatori
  • Miglior sceneggiatura non originale: Una battaglia dopo l'altra
  • Miglior fotografia: Sinners - I Peccatori
  • Migliori costumi: Frankenstein
  • Miglior montaggio: Una battaglia dopo l'altra
  • Miglior casting: Una battaglia dopo l'altra - Cassandra Kulukundis
  • Miglior trucco e acconciatura: Frankenstein
  • Miglior colonna sonora: Sinners - I Peccatori
  • Miglior canzone originale: Golden per KPop Demon Hunters
  • Miglior scenografia: Frankenstein
  • Miglior sonoro: F1 - Il Film
  • Migliori effetti visivi: Avatar: Fuoco e Cenere
  • Miglior documentario: Mr. Nobody Against Putin
  • Miglior corto documentario: All the Empty Rooms
  • Miglior corto animato: The Girl Who Cried Pearls
  • Miglior corto: The Singers, Two People Exchanging Saliva