L’emozione del grande cinema ha illuminato il Cinema Adriano di Roma, teatro di una anteprima stampa per la presentazione di Notte prima degli esami 3.0, pronto a conquistare il pubblico nelle sale dal prossimo 19 marzo.

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Il cast in conferenza stampa: «Raccontiamo l'ansia dei giovani senza cliché»

A vent’anni di distanza dal fenomeno che ha segnato un’epoca, il titolo che è diventato un rito di passaggio torna nelle sale con una veste rinnovata. Notte prima degli esami 3.0 non è un semplice sequel né un'operazione nostalgia fine a se stessa, ma un tentativo di fotografare il cambiamento dei tempi mantenendo intatto quel nucleo emotivo che accomuna ogni studente davanti alla commissione. Come sottolineato durante la conferenza stampa, la sfida era complessa: «Questo film aveva una difficoltà, non è un sequel e non è un reboot. Doveva avere lo stesso sapore dell'originale, ma è un film a sé».

Il film si muove su un doppio binario: da un lato è dichiaratamente orientato alla Generazione Z, raccontandone la "liquidità" e l'iper-connessione, dall'altro offre ai più grandi uno spaccato utile per decifrare i codici di ragazzi che vivono in un mondo profondamente diverso da quello del 2006.

Cambiano i mezzi, ma non l’adrenalina del momento. Fausto Brizzi ha infatti ribadito come la vigilia dell'esame di Maturità resti un punto fermo dell'esistenza: «La notte prima degli esami resta sempre il momento prima di gettarsi nel futuro e tutte le paure si concentrano lì. Cambia la società, ma non cambia l'emozione. Sarà così tra 20 anni e tra 30 anni, ci sarà sempre bisogno di raccontare la notte prima degli esami».

Questo terzo progetto introduce una figura iconica rivisitata: la professoressa temuta. Interpretata da Sabrina Ferilli (nel primo film interpretato dall'indimenticabile Giorgio Faletti), questa figura porta con sé sfumature inedite. L'attrice ha lodato il lavoro del regista Tommaso Renzoni, spiegando che: «Tommaso ha una grazia particolare stilistica. Ha un modo di raccontare aggraziato. Il mio personaggio ha una cifra femminile che non si sentiva 20 anni fa». Anche Brizzi ha evidenziato questo cambio di prospettiva, descrivendo il ruolo come: «La professoressa cattiva virata al femminile che dà un sapore del Laureato».

Da Venditti alla liquidità dei sentimenti: perché il nuovo Notte prima degli esami non è un semplice reboot

Il protagonista Tommaso Cassissa affronta il ruolo con il peso di un'eredità importante, ma con la consapevolezza di dover parlare ai suoi coetanei. Per lui, partecipare a questo progetto è stato: «Un grande privilegio un grande onore. L'ansia per i sentimenti in generale restano sempre uguali, quindi il fulcro delle cose è sempre lo stesso. Serviva l'occasione per raccontare una generazione che vive in un contesto diverso. Siamo tutti diversi e mettiamo in scena le cose che non cambiano, poi ogni spettatore fa suo il film».

Il cast corale ha lavorato per evitare di cadere nella parodia dei giovani d'oggi, cercando invece di restituire la preoccupazione reale per un domani incerto. Adriano Moretti ha sottolineato questa difficoltà: «Noi siamo molto più preoccupati del futuro rispetto alle generazioni precedenti, quindi non era facile raccontare questa sensazione di ansia che ci accomuna tutti. Era facile cadere nei cliché e siamo stati tutti molto bravi a non essere macchiettistici. Riuscire a restituire questa cosa alle persone è un ottimo risultato».

Sulla stessa linea Alice Lupparelli, che ha messo l'accento sulla complessità dell'identità moderna: «Per la generazione attuale è difficile pensare ad un'idea di futuro come accadeva prima. Cerchiamo di comunicare a una generazione diversa ma anche molto più fluida, rappresentare questa liquidità dell'identità. L'abbiamo fatto in maniera simpatica senza cadere nella macchietta».

In questa ricerca di evasione, non manca il momento puramente magico che lega tutte le versioni di questo racconto: la musica. Ditonellapiaga ha ricordato con emozione il set: «A volte questa fuga costante e questo senso di ribellione era una ricerca di evasione dall'emotività. Quando è venuto Antonello Venditti a cantare in palestra è stato emozionante davvero, anche perché per alcuni di noi era l'ultima scena». Il risultato è un film che cerca di essere un manifesto liquido e interconnesso, sperando che ogni spettatore possa ritrovarsi in quei volti pronti a sfidare il domani.