Se non la conoscete, segnatevi questo nome: Jessie Buckley. È lei la protagonista di Hamnet, capolavoro in arrivo nelle sale tra qualche settimana, ed è sempre lei la più bella conferma della stagione degli Awards cinematografici: i Cristic's Choice, i Gloden Globe e - chissà - i prossimi Oscar. Conoscete la sua storia? Qui tutto quello che c'è da sapere.

    Jessie Buckley, dai reality tv ai red carpet più glam

    Jessie Buckley (Killarney, Irlanda, 1989) capì presto che diventare una star dall’oggi al domani non sarebbe stato facile (e forse non faceva per lei). La sua era una strategia fondata su un lavoro duro e silenzioso, lontano da clamori e fuochi d’artificio, orientata piuttosto a conquistare rispetto e ad apprendere costantemente.

    Questa lezione la imparò partecipando al reality show della BBC I’d Do Anything, che cercava un volto sconosciuto per il ruolo principale del musical Oliver!, in scena nel West End di Londra. Non esiste un format simile in Italia, ma sarebbe interessante vederne uno. Buckley non vinse, però si classificò seconda, risultato che le avrebbe garantito il ruolo di controfigura della vincitrice nello spettacolo. Rifiutò l’offerta perché aveva altri progetti, tra cui lo studio del pianoforte e del clarinetto alla Royal Irish Academy of Music e l’iscrizione alla prestigiosa Royal Academy of Dramatic Art (RADA) di Londra.

    Trascorse così diversi anni ad allenarsi e a fare teatro, in quella che appariva come una fuga consapevole dal successo televisivo. Poi la decisione di tornare sullo schermo, questa volta attraverso serie prestigiose come Guerra e pace (2016), Taboo (2017) e The woman in white (2018). Il suo debutto cinematografico avviene con Beast, è nata una stella (2017), un thriller psicologico in cui interpreta un personaggio oscuro e inquietante. Buckley non aspira a essere amata né a guidare blockbuster: cerca piuttosto di mettersi alla prova attraverso personaggi emotivamente intensi, come Lyudmilla Ignatenko in Chernobyl (2019) in Italia su Sky Atlantic.

    Segue poi una sfida importante che, nonostante il forte riscontro critico, ottiene un successo commerciale limitato: A proposito di Rose (2019), film in cui può finalmente unire il talento musicale a quello attorale, dando vita a una giovane madre che insegue il sogno di diventare una cantante country. Buckley interpreta personalmente tutti i brani del film, come ha dimostrato nell’estate dello stesso anno salendo sul palco del Glastonbury Festival per eseguire dal vivo la colonna sonora.



    jessie buckley
    Amy Sussman//Getty Images
    La actriz, con su Globo de Oro por ’Hamnet’.

    La sua prima nomination agli Oscar

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    La svolta decisiva nella sua carriera arrivò quando registi affermati iniziarono a notarla per ruoli che, pur essendo secondari, risultavano centrali e determinanti per la narrazione. Fu il caso di Sto pensando di finirla qui (Charlie Kaufman, 2020) visibile su Netflix e La figlia oscura (Maggie Gyllenhaal, 2021), interpretazione che le valse la nomination all’Oscar come migliore attrice non protagonista. In seguito si prese una pausa per tornare dove tutto era iniziato: il teatro e i musical. Questa volta non come controfigura, ma come Sally Bowles, protagonista assoluta di Cabaret, nella produzione del West End in cui recitò accanto a Eddie Redmayne.

    jessie buckley y eddie redmayne con el premio olivier por 'cabaret'
    Gareth Cattermole
    Jessie Buckley y Eddie Redmayne con el Premio Lawrence Olivier por ’Cabaret’

    In seguito l’abbiamo vista negli eccellenti Men (Alex Garland, 2022) e Women Talking - Il diritto di scegliere (Sarah Polley, 2022), film che confermano il suo interesse per progetti poco commerciali e guidati dal desiderio di essere più "umani", un’espressione che ama ripetere. «Si tratta di abbracciare la gamma più ampia e profonda di emozioni che noi, come persone, siamo capaci di provare», ha dichiarato in una recente intervista a Fotogramas ES. Poi è arrivato Hamnet - Nel nome del figlio, adattamento dell’omonimo e acclamato romanzo di Maggie O’Farrell e in uscita il 5 febbraio nel nostro Paese, con un ruolo che mezza Hollywood si sarebbe contesa. Interpretare Agnes, la straordinaria moglie di William Shakespeare, accanto all’attore del momento Paul Mescal e sotto la direzione di una regista capace di trasformare in oro tutto ciò che tocca, imprimendovi una visione poetica e personale come Chloé Zhao, rappresenta il sogno di qualsiasi attrice. Proprio questa partecipazione nel film la ha permesso di aggiudicarsi qualche giorno fa il Golden Globe come miglior attrice protagonista.

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    Jessie Buckley en ’Hamnet’

    La sua interpretazione è mozzafiato, soprattutto nelle due scene del film in cui dà alla luce i suoi figli. «E non ero nemmeno madre quando le ho girate», ci ha raccontato, riferendosi al suo bambino, nato lo scorso aprile. Ha già vinto il Critics' Choice Movie Award come migliore attrice e si è appena aggiudicata per l'appunto il Golden Globe. Le nomination agli Oscar non sono ancora state annunciate, ma al momento è senza dubbio la favorita, nonostante durante l’intenso tour promozionale della pellicola abbia evitato con cura l’argomento. Tra le sue possibili rivali figurano Julia Roberts (The Blair Witch Project), Renate Reinsve (Sentimental Value) e Jennifer Lawrence (Die My Love), anche se, come abbiamo visto lo scorso anno, quando Mikey Madison ha strappato la statuetta a Demi Moore contro ogni previsione, tutto resta possibile.

    jessie buckley en 'hamnet'
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    Jessie Buckley en ’Hamnet’

    Vale la pena ricordare che Chloé Zhao ha già vinto l'Oscar come miglior film e miglior regista per il suo film Nomadland (2020), e che la protagonista del film, Frances McDormand, ha vinto anche il premio come migliore attrice. Forse è un buon auspicio.

    DA FOTOGRAMAS ES

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    Traduzione e adattamento a cura di Luca Guarneri