Se chiudiamo gli occhi e torniamo con la memoria al 1993, anche se non tutti c'eravamo, ci possiamo ritrovare con l'immaginazione davanti a quel cancello gigantesco che, sulle note maestose di John William, prometteva l'impossibile: Jurassic Park.
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Diretto da Steven Spielberg e tratto dal romanzo omonimo di Michael Crichton, la pellicola ha segnato un punto di svolta nella storia del cinema contemporaneo. Non era solo un film sui dinosauri: era un'esperienza visiva rivoluzionaria, capace di unire la fantascienza con la suspense, la meraviglia con il terrore, e la tecnologia con l'etica della scienza. Al centro della storia, l'idea, tanto geniale quanto pericolosa, di riportare in vita i dinosauri attraverso l'ingegneria genetica: un miliardario, John Hammond, crea un parco tematico su un'isola sperduta, popolata da creature estinte da milioni di anni. Ma quando la natura prende il sopravvento sulla presunzione umana, il sogno si trasforma presto in incubo. Oltre al puro intrattenimento, Jurassic Park è anche un monito sulle conseguenze della manipolazione genetica, sullo scontro tra natura e controllo umano, e sull'eterna illusione di poter dominare la vita.
Il successo planetario del primo film, anche grazie agli effetti speciali all'avanguardia per l'epoca, ha dato vita negli anni a un vero e proprio franchise. Nel 1997, arrivò infatti Il mondo perduto – Jurassic Park, un'avventura forse ancora più selvaggia; nel 2001, Jurassic Park III ci lasciò sospesi tra cielo e terra. Un silenzio durato più di un decennio ci regalò poi Jurassic World (2015), in cui il parco riaprì con effetti moderni, seguito da Jurassic World – Il regno distrutto (2018) che mostrò le conseguenze della clonazione su scala globale. Nel 2022, Jurassic World – Il dominio ci portò poi in un mondo in cui dinosauri e umani convivono, sempre più difficilmente, fianco a fianco.
Jurassic World 2025: la trame e l'eroina femminile, Zora Bennett, di Scarlett Joahnsson
Ora, tornati al presente, Jurassic World – La Rinascita, uscito sul grande schermo il 2 luglio 2025, ci invita a ricominciare il viaggio con lo stesso brivido primordiale. Diretto da Gareth Edwards, il film ci catapulta cinque anni oltre gli eventi de Il dominio: la maggior parte dei dinosauri è confinata in lembi equatoriali dove il clima li tollera ancora, e un colosso farmaceutico pensa di raccoglierne il DNA per un medicinale rivoluzionario. Le vicende seguono la missione guidata dall'ex militare Zora Bennett (Scarlett Johansson) insieme al paleontologo Henry Loomis (Jonathan Bailey) e al capitano Duncan Kincaid (Mahershala Ali). Il loro obiettivo – prelevare campioni dalle tre creature più imponenti di terra, aria e mare – si trasforma presto in una lotta per la sopravvivenza quando sull'isola emergono ibridi sinistri, frutto di nuove manipolazioni genetiche.
Il ruolo pivotale del film è affidato proprio a Johansson, l'eroina femminile nei panni di una comandante determinata, empatica e originale. La sua interpretazione riporta la saga verso il suo cuore primario: la paura primitiva di fronte a esseri che l'umanità non può completamente controllare, ma anche la speranza insita nella loro stessa esistenza. Zora Bennett è presentata come una ex-militare e operatrice covert ops, con esperienza in contesti bellici e missioni complesse, che poi decide di lavorare come freelance dopo essersi disillusa dalle logiche di profitto. Ha vissuto tragedie personali – tra cui la morte dell’amico Booker in un attacco – che ancora la segnano interiormente. Il background dell'attrice trasforma il personaggio in una protagonista femminile forte e autonoma, dotata di ruoli e motivazioni propri. Zora viene assunta da ParkerGenix, su proposta dell'antagonista Martin Krebs (Rupert Friend), per condurre un'operazione clandestina verso l’isola di Saint-Hubert allo scopo di estrarre sangue da tre dinosauri giganti a scopo farmaceutico. Inizialmente il suo coinvolgimento è motivato dal profitto, ma la missione prende una piega diversa quando incontra una famiglia in difficoltà e si trova di fronte crimini ambientali e dilemmi morali. Il film tenta di tracciare un arco di redenzione: Zora passa da mercenaria cinica a figura protettiva e collaborativa. Johansson viene apprezzata per aver evitato cliché e sconti, contribuendo ad una Zora che unisce pragmatismo, leadership empatica e humour asciutto, senza affidarsi a romanticismi gratuiti, rendendo così il personaggio più autentico e sfaccettato.
Si nota l'assenza di legami affettivi forzati, tanto che Zora può in modo indipendente, motivata da esperienze personali più che da un attaccamento romantico. In una crew composta da uomini, è lei ad essere capace di gestire situazioni di crisi con strategia e rispetto, preferendo un approccio collaborativo piuttosto che autoritario, distinguendosi dalle figure stilizzate dei protagonisti maschili della saga. Anche se numerose recensioni evidenziano una scarsa densità narrativa del personaggio – Zora è affascinante, ma poco differenziata rispetto a tropi già visti; l'arco personale risulta prevedibile e il suo sviluppo è poco avvertibile – e il film stesso è percepito come formulaico – effetti spettacolari sì, ma scarso spessore emotivo, anche nei rapporti con gli altri protagonisti –, l'eroina interpretata da Johansson riesce comunque nei suoi punti di forza. Per la prima volta nella saga, una donna è protagonista assoluta in un ruolo da action leader, rompendo uno schema consolidato di eroine di supporto. Costume e identità visiva costruite per restituire autenticità, evitando sessualizzazione esplicita e sottolineando la praticità senza rinunciare a femminilità reale. È quindi una protagonista carismatica ed emotivamente bilanciata, in un mondo dominato da caos, dinosauri, azioni, la sua è una leadership femminile solida e misurata, aperta al confronto piuttosto che all’imposizione. Zora Bennett è un tentativo ambizioso di dare centralità a una donna complessa nella saga Jurassic, oltre a offrire a Scarlett Johansson lo spazio per ridefinire il ruolo femminile in un blockbuster d'azione. Nonostante il copione non valorizzi appieno il suo potenziale, la performance e la costruzione del personaggio rimangono i migliori elementi del film. Un esempio moderno di leadership femminile pensata, efficace e non stereotipata.
Jurassic Park: panoramica di tutte le eroine della saga
- Jurassic Park (1993) - Ellie Sattler (Laura Dern)
- Il mondo perduto – Jurassic Park (1997) - Sarah Harding (Julianne Moore)
- Jurassic Park III (2001) - Amanda Kirby (Téa Leoni)
- Jurassic World (2015) - Claire Dearing (Bryce Dallas Howard)
- Jurassic World – Il regno distrutto (2018) - Claire Dearing (Bryce Dallas Howard)
- Jurassic World – Il dominio (2022) - Maisie Lockwood (Isabella Sermon)
- Jurassic World: Rebirth (2025) - Zora Bennett (Scarlett Johansson)












