In un'epoca di hype e attese, di foto rubate dal set e di anticipazioni lanciate a mezzo stampa, è molto facile sentirsi sopraffatti o delusi dalla visione quando finalmente la pellicola arriva allo spettatore finale nelle sale di un cinema o sulle piattaforme di streaming. Tante, troppe volte, è capitato che un film non superasse, alla visione, le speranze sommate nell'attesa. A volte il piacere rimane nell'aspettare che qualcosa arrivi a noi, altre - quelle più fortunate - si sublima nell'effettiva fruizione. Con A Complete Unknown, film di James Mangold ispirato al romanzo del 2015 di Elijah Wald Dylan Goes Electric! Newport, Seeger, Dylan and the Night That Split the Sixties, il rischio di rimanere nel limbo della delusione era altissimo.
Uno, perché il soggetto del film è un mito come Bob Dylan, per lo più vivente (affare complicato, quando si celebra un artista ancora vivo e vegeto: il biopic disruptive su Robbie Williams Better Man, infatti, non ha funzionato granché). Due, perché l'attore principale del film altri non è che il divo del momento, il personaggio che smuove migliaia di fan e sosia - i contest look-a-like sono fioriti anche grazie a lui, anche se involontariamente - colui che ha saputo ritagliarsi una vastissima fetta di pubblico tra gli estimatori del cinema d'autore (Chiamami col tuo nome) e gli amanti dei blockbuster (Dune, Wonka) e che sa muoversi sapientemente sul filo del radical chic (è considerato un interprete impegnato) e della cultura pop (sta niente meno che con Kylie Jenner).
Basta leggere una qualsiasi recensione uscita sui giornali americani per capire che nel biopic su Bob Dylan Timothée Chalamet rimane Timothée Chalamet pur senza togliere un briciolo di sfacciataggine, bravura, carisma all'originale. E non a caso il film, che è arrivato nelle sale USA il giorno di Natale e giungerà nei cinema italiani il 23 gennaio, è riuscito ad entrare, pur senza una copertura completa dei botteghini internazionali, nella classifica dei 25 biopic musicali più visti di sempre: con l'uscita nelle sale europee si pensa possa scalare la classifica, sulla cui sommità c'è Bohemian Rhapsody, in modo sostanzioso.
Com'è, quindi, A Complete Unknown?
La prova artistica di Chalamet, che ha cantato tutti i brani della pellicola e anche in modo convincente (almeno a detta di Dylan, che l'ha promosso) ha convinto i principali quotidiani internazionali, dal New York Times al The Guardian, che hanno giudicato la sua performance in modo più che positivo, lodando anche quella delle sue comprimarie Elle Fanning e Monica Barbaro (che interpretano rispettivamente la prima fidanzata newyorkese di Bob Dylan Sylvie Russo, dipinta sui contorni della vera Suzy Rotolo e l'amante Joan Baez). Chalamet è stato giudicato «insolente e affascinante» al punto giusto, oltre che preparato sul fronte vocale; il film ha ricevuto in media 4 stelle su Metacritic e IMDB dagli spettatori che l'hanno già visto; l'impresa impossibile di raccontare i primi anni di Dylan nella Grande Mela, preludio della sua immensa carriera, è diventata, con questo film di James Mangold, un po' meno irraggiungibile.
Il film arriva nelle sale il 23 gennaio, unica richiesta: va guardato in originale con i sottotitoli, così da godersi la prova di Chalamet in tutta la sua potenza.












