L'attrice Karla Sofía Gascón potrebbe presto fare la storia come prima donna trans candidata agli Oscar. Potrebbe succedere per il suo ruolo di protagonista nel film visionario del regista Jacques Audiard, Emilia Pérez, già vincitore del Premio della giuria a Cannes e appena sbarcato alla Festa del Cinema di Roma. Le recensioni sono buone (per il Guardian 3 stelline su 5) e concordano almeno su un punto: Emilia Pérez è tante, tantissime cose insieme. È un thriller sui cartelli messicani e un melodramma sulla transizione di genere, è un musical dalle coreografie queer e pop (c'è un numero dove si canta della vaginoplastica) e una favola improbabile di redenzione. È un pastiche un po' folle e pieno di idee che non punta certo alla coerenza eppure funziona, e finisce per cambiare il modo in cui l'identità trans viene narrata cinematograficamente.

«Changing the body/changes the soul», viene detto a un certo punto, ma il passato che ruolo ha? È su questo che si fonda la storia di Emilia Pérez, una donna trans che, come scrive Gay.it, «Ha sempre cullato il desiderio di essere lei, pur essendo nata in un corpo maschile, cresciuta in un tugurio, diventata macchina di morte, con anni passati a pensare al suicidio e la volontà di risvegliarsi finalmente nel corpo giusto, adeguato al proprio reale io, provando a riscattare una prima esistenza segnata dalla criminalità, dagli omicidi, dal male causato a migliaia di persone».

La trama di Emilia Pérez, il nuovo film con Selena Gomez

Il film segue le vicende di Rita (Zoe Saldana), un'avvocata di Città del Messico che lavora per difendere i peggiori criminali della città. Quando Rita viene portata a incontrare il leader del cartello, Manitas Del Monte (Karla Sofía Gascón), rimane scioccata dalla sua richiesta: il boss del narcotraffico vuole che lei lo aiuti ad abbracciare la sua vera identità di donna trovando un medico che possa eseguire discretamente l'intervento di conferma del genere, inscenando la sua morte e prendendosi la responsabilità di sua moglie Jessi (Selena Gomez), e dei loro due figli.

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Why Not Productions, Page 114, Saint Laurent Productions, Pathé, France 2 Cinéma, Pimienta Films
Karla Sofía Gascón nel ruolo di Emilia

Secondo Variety il film è un giocoso e colorato tentativo di rispondere a una domanda: «Cosa succederebbe se prendessi l'uomo manifesto della mascolinità tossica e lo trasformassi in una donna, non alla Griselda Blanco ("la madrina della cocaina"), ma in un modo tale da eclissare la personalità aggressiva originale?» Quattro anni dopo, Rita incontra Emilia Pérez: «Sei tu?» le chiede vedendola apparire ad una cena, radiosa e impegnata nel suo cammino di redenzione. Ora Emilia ha una nuova prospettiva di vita, vuole aiutare i familiari di persone scomparse usando i suoi contatti nel mondo del crimine e vuole riconnettersi con Jessi e i suoi figli fingendosi una parente di Manitas Del Monte.

A reggere le fila della trama sono tre donne e tre attrici straordinarie (hanno vinto un Prix d’interprétation féminine a Cannes). Saldana torna alle sue radici di ballerina ed esegue alla perfezione la coreografia di Damien Jalet, Selena Gomez spicca nei momenti più drammatici interpretando una madre severa che fuoriesce dal cliché della donna del gangster. Karla Sofía Gascón, che ha lavorato con il regista per includere la sua esperienza personale nella parte, è la vera rivelazione. «Emilia Pérez», scrive Entertainment Weekly, «è un'ode all'accettazione della propria identità, una parabola di perdono e una storia d'amore che è sia romantica che platonica. È un viaggio selvaggio, grintoso e intriso di glitter che sfida le convenzioni e le classificazioni».

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Why Not Productions, Page 114, Saint Laurent Productions, Pathé, France 2 Cinéma, Pimienta Films
Zoe Saldana nel ruolo di Rita