Ha appena vinto il Leone d’argento Gran premio della giuria alla Mostra del cinema di Venezia e ora Vermiglio, il film di Maura Delpero sull'omonimo villaggio di montagna in Trentino-Alto Adige, è il film italiano scelto per essere candidato all’Oscar come Miglior film internazionale. I film in gara da ogni Paese verranno selezionati dai membri dell’Academy a partire da dicembre per poi essere annunciati il prossimo 17 gennaio. Per ora Vermiglio ha ricevuto recensioni molto positive ed è stato preferito a una rosa di altri 16 film tra cui Parthenope di Paolo Sorrentino, dato per favorito. Se sarà scelto tra i migliori film internazionali, potrebbe davvero rappresentare l'Italia alla cerimonia del 2 marzo 2025.

Il film è stato selezionato da una commissione dell’Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche Audiovisive e Digitali composta da esperti dell'ambito che ogni anno ha il compito di fornire un titolo all'Academy. La scelta è ricaduta su Vermiglio «Per la sua capacità di raccontare l’Italia rurale del passato, i cui sentimenti e temi vengono resi universali e attuali». La vicenda si svolge in un villaggio alpino nel 1944, siamo sul confine, tra i crinali e la neve, e in bilico tra la guerra e la pace. Segue la vita di una famiglia: il patriarca Cesare (Tommaso Ragno) severo ma mai tirannico e grande amante della musica, i suoi figli e soprattutto le sue figlie, ognuna con i suoi segreti, i sogni, gli amori, le paure e le lotte quotidiane. «Nel corso del cambio delle stagioni», scrive Variety, «lo sguardo della magnifica e austera macchina da presa di Mikhail Krichman si divide tra i numerosi membri della famiglia, cogliendoli tutti al lavoro o a riposare, mentre la durezza delle loro routine domestiche quotidiane è compensata da riunioni comunitarie, esplosioni di gioco e da quei momenti in cui Cesare porta il suo amato grammofono in classe e insegna ai suoi studenti ad ascoltare l'estate nella musica di Vivaldi».

vermiglio è il film italiano scelto per gli oscarpinterest
Ernesto Ruscio
Maura Delpero

È un racconto autentico e dettagliato di un'esistenza isolata ma condizionata dalla guerra e dai cambiamenti in arrivo, come una presenza fuori campo. La vita quotidiana imprigiona soprattutto le donne in un orizzonte limitato fatto di attese, gravidanze, solitudine. Non viene mai a mancare, però, anche nei momenti più crudi, una certa delicatezza nello sguardo sui paesani e la loro ingenuità che non è mai stupidità o disinteresse. «È meravigliosamente recitato, con un naturalismo non artefatto, dal suo cast di professionisti e nuovi arrivati», scrive il Guardian, «​​e suona un pizzicato stravagante, quasi sfacciato, sulle corde del cuore del pubblico».