Se il Pumpkin Spice Latte di Starbucks non vi ha ancora convinto dell’entrata ufficiale nell’Halloween Season (anche se si suda ancora all’ombra dei 35 gradi) a farvi appendere il costume da bagno al chiodo sarà Beetlejuice Beetlejuice, che arriva in sala dal 5 settembre e che ha ufficialmente aperto le danze dell’81. Mostra del Cinema di Venezia.

Il nuovo film di Tim Burton con Michael Keaton, che ritorna nell’iconico ruolo dello spettro dispettoso, è il remake del film uscito per la prima volta in sala più di tre decadi fa, con Winona Ryder e Catherine O'Hara (che tornano anche qui), e le new entry Justin Theroux, Monica Bellucci, Arthur Conti, Jenna Ortega e Willem Dafoe.

Vincere le paure è un tema dominante in questo secondo capitolo, un sequel nato quasi tre decadi dopo, dove il regista Tim Burton sembra essersi divertito davvero. Non è passata inosservata infatti la frecciatina lanciata in conferenza contro produzioni che in passato lo hanno vincolato troppo a certi schemi e dinamiche a cui si è sempre voluto sottrarre.

Con questo secondo Beetlejuice è riuscito a far quel che voleva, forse ancor di più del primo capitolo, frutto del successo di un Mercoledì che su Netflix ha spopolato e che vede come protagonista sempre Jenna Ortega. Nel film è Astrid, adolescente ribelle di una madre sensitiva che ha dovuto per necessità far diventare spettacolo il suo dono. E Astrid non potrebbe essere più diversa da Mercoledì (salvo le scelte dubbie in ambito sentimentale. Ci fosse una volta in cui i personaggi dell’Ortega azzeccassero i ragazzi con cui uscire…) Astrid non crede ai fantasmi, solo a quello che può vedere, che è una bella metafora su cui il regista gioca in più punti.

C’è una scena in particolare in cui Tim Burton sembra quasi attaccare gli influencers, neanche troppo velatamente, rinchiudendo le loro anime in quello che annichila la loro tutto il giorno, lo smartphone, che li distacca dalla realtà e li lega a un mondo che non è quello “reale”. Applausi scroscianti in proiezione stampa.

Ma a colpire è anche un’intera sequenza in italiano “recitata” da Micheal Keaton, un omaggio al regista horror italiano Mario Bava, in cui racconta la nascita della storia d’amore con la sua ex moglie, interpretata da Monica Bellucci.

Letale e spietata, metà Sally metà Sposa Cadavere, perfetta femme fatale e villain della storia, la Bellucci ne esce benissimo, così come il resto del cast in cui spiccano le conferme Winona Ryder e Catherine O’Hara e incantano per i loro ruoli caricaturali Willem Dafoe e Justin Theroux.

Divertente, spaventoso il giusto, Beetlejuice vi conquisterà a suon di risate.

Le dichiarazioni di Tim Burton alla Mostra del Cinema di Venezia 2024

Presentato in anteprima fuori concorso il regista si è raccontato in conferenza senza limiti, rispettando lo spirito divertente del film: «La cosa buffa è che, per quanto lo ami, non ho mai capito perché sia stato un successo. In genere non faccio sequel, e se scelgo film voglio fare film che mi divertano, non voglio più cadere negli errori del passato».

Su questo si è ricollegata anche Monica Bellucci, convincente villain del film e compagna del regista nella vita: «Tim ama l’horror italiano, e settimanalmente mi mostra così tanti film. È così che ho scoperto Mario Bava».

E su un possibile ritorno con un terzo capitolo (che potrebbe succedere, già solo per rispettare la sequenza del titolo…) Tim Burton risponde così: «Facciamo i conti ci sono voluti 35 anni per questo, diciamo 30 per il prossimo, avrò più di 100 anni, Immagino che sia possibile con la scienza medica in questi giorni, ma non credo».

Il film uscirà nelle sale cinematografiche italiane il 5 settembre , distribuito da Warner Bros. Pictures.