Sono passati vent'anni dall'uscita di Lost In Translation di Sofia Coppola. «Dicevamo sempre che avremmo organizzato una festa per il sedicesimo compleanno, ma non ci siamo riusciti», racconta la regista a Harper's Bazaar. «Ti sembra di visitare Tokyo quando guardi il film» e forse anche per questo Coppola ha mantenuto un legame nostalgico con la città giapponese di cui è riuscita a carpire l'anima. Così la regista non ci ha pensato due volte quando le hanno chiesto di girare il nuovo spot per il 100° anniversario del whisky Suntory: stavolta per davvero, ma niente Bill Murray, il protagonista è Keanu Reeves. Due anniversari, due spot, un cerchio che si chiude.
«Volevo mostrare la storia di questi 100 anni e tutti i contributi culturali di Suntory. Ma volevo anche mettere in risalto la cultura giapponese», spiega la regista. La clip mostra Keanu Reeves, grande estimatore di Suntory, che beve il whisky a Tokyo con degli amici. Poi, come in un collage, scorrono immagini e clip: spot vintage del brand, manifesti, spezzoni di film. Ovviamente compare anche Murray che alza il bicchiere e guarda in camera: a noi ovviamente torna in mente lo slogan: «For relaxing times, make it Suntory time». Coppola ha raccontato che l'idea stessa di far girare lo spot a Murray (aka Bob Harris, star in declino) in Lost in Translation le è venuta ripensando a una pubblicità di Suntory del 1980 con suo padre e Akira Kurosawa.
«Ho chiesto di esaminare tutti gli archivi», ha aggiunto la regista parlando del video per il centenario, «abbiamo cercato di dimostrare che Suntory ha molto rispetto per la natura e le origini da cui proviene. Volevo anche solo mostrare la bellezza di Tokyo stessa: ho sempre amato l'ikebana e poi tutte le insegne al neon e Akihabara con tutti i gadget. Tokyo ha quel mix di elementi contrastanti che adoro». 100 anni di Suntory e 20 di Lost in Translation: alla domanda sul perché il film risuoni ancora a distanza di decenni, Coppola parla del Giappone e di quella connessione immediata che può nascere tra sconosciuti fuori dallo spazio e dal tempo. E poi «è bello, c'è Tokyo e puoi uscire con Bill Murray».













