I manga, un fenomeno culturale in continua espansione. Io stesso ne leggo molti di numerosi generi diversi, e come me anche molti altri si stanno appassionando a queste letture, ormai a tutti gli effetti parte della cultura pop che interessa sempre meno una piccola nicchia ma bensì un pubblico sempre più di massa.
Ma i Manga, Cosa sono? Come sono nati? Qual è la loro origine? Bene, tutte domande a cui risponderemo oggi, tuffiamoci ora in questo lungo viaggio!
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Cosa sono i Manga?
Se parliamo di manga non possiamo fermarci a un'analisi superficiale, ovvero che sono solo semplici fumetti giapponesi, ma come già anticipato precedentemente sono un vero e proprio fenomeno culturale che ha influenzato, e influenzerà, numerose generazioni.
I manga sono divisi per generi che spaziano dall’azione al romance, e dal fantasy al più classico manga scolastico. Oltre a ciò possiamo considerarlo una forma d'arte riconosciuta, capace di raccontare al mondo il Giappone.
Qual è l’origine del termine “Manga”?
L'origine del termine è spesso attribuita al celebre pittore giapponese Katsushika Hokusai (Colui che ha dipinto il celeberrimo quadro “La grande onda di Kanagawa” tra il 1830-1833), quando egli pubblicò nel 1814 i primi Hokusai Manga, ovvero una raccolta di schizzi e illustrazioni che ritraevano scene di vita quotidiana, paesaggi, caricature e animali.
Nonostante questo, la prima vera apparizione del termine risale al 1798 in un libro illustrato di Shiji no yukikai di Santō Kyōden, dove veniva usato per descrivere schizzi spontanei di scene quotidiane.
Per quanto riguarda il significato attuale, il primo a usare questa parola fu Rakuten Kitazawa ad inizio XX sec per distinguere i fumetti satirici dalle forme d’arte più tradizionali e ricercate.
Mentre l’etimologia della parola manga(漫画) può essere tradotto letteralmente come "Immagini involontarie” o “disegni stravaganti”, da Man(漫)+Ga(画).
Le origini arcaiche dei Manga
Prima del XVIII e XIX secolo abbiamo numerose opere che possiamo considerare antenate dei moderni manga, nonostante siano ancora in stato completamente embrionale, risalenti al VII sec con alcuni graffiti che possiamo considerare proto-manga.
Ma sono i cosiddetti emakimono, o emaki (rotoli di pergamena con storie illustrate) che gli studiosi hanno individuato come veri e propri antenati dei manga, risalenti al medioevo (XII-XIII).
Degni di nota sono i Chōjū-giga (lett. Rotoli degli animali) attribuiti all’abate Toba Sōjō che raffigurano storie di animali con sembianze e comportamenti umani posti in pose stravaganti. L’affinità con i moderni manga è presto detta: dato che la parola manga significa letteralmente “disegni stravaganti”, così come le illustrazioni “giga”.
L’arte emaki perdura per un periodo molto longevo, addirittura fino all’epoca Edo (1603-1863), spianando la strada per il futuro avvento del fumetto.
Lo sviluppo dell’epoca Edo e gli Hokusai Manga
Dopo l’unificazione del Giappone nel periodo Edo, abbiamo una fioritura culturale con la nascita del teatro Kabuki e i libri illustrati ad ampia tiratura. Ovviamente l’arte manga vi riprende numerosi temi e ambientazioni sceniche.
Nascono le stampe xilografiche con i cosiddetti Ukiyo-e (lett. “immagini del mondo fluttuante”). Erano un fenomeno talmente di massa, considerabile pop per l’epoca, tanto da influenzare direttamente l’estetica del manga moderno. Raffiguravano immagini paesaggistiche e di vita quotidiana, indirizzati ad un pubblico popolare e cittadino grazie alla popolarizzazione della cultura, non più riservata alle élite dei nobili e guerrieri.
Gli usi più comuni di questi, oltre che decorativi, sono anche pubblicitari e sociali.
Per l’altro filone abbiamo i Toba-e, considerati i discendenti dei Chōjū-giga medievali, utilizzate per rappresentare caricature e soggetti/situazioni umoristiche.
Tra gli artisti più importanti degli Ukiyo-e troviamo proprio l’artista Hokusai, che tra il 1814 e la sua morte (1849) disegna una serie di opere raffiguranti paesaggi, soprannaturale (come Oni -demoni- e Yokai -mostri- del folklore giapponese), figure umane e numerosi altri soggetti. Sono queste le opere considerabili gli antenati dei moderni manga che leggiamo tutti i giorni!
La svolta del periodo Meiji e Taishô
Con la fine dell’isolazionismo giapponese, i numerosi pionieri americani giunti in terra nipponica importarono nuovi generi letterari che influenzarono l’arte giapponese degli Ukiyo-e, portandoli presto a diventare un mezzo di comunicazione di massa.
Una di queste opere è proprio la rivista satirica “Japan Punch” fondata da Charles Wirgman nel 1862, pioniere nell’uso del fumetto come strumento di critica sociale in Giappone. Oltre a ciò abbiamo il “Nihon Boeki Shinbun”, il primo giornale giapponese a fare uso di illustrazioni sui modelli occidentali.
Questo apre la strada ai comic strips di fine XIX secolo, ovvero strisce di fumetti pubblicate all’interno dei giornali quotidiani, considerabili il 1° vero incontro tra il Giappone e il fumetto occidentale.
Uno dei più importanti illustratori di comic strips è il cosiddetto Yasushi “Rakuten” Kitazawa, tanto che le sue strips gli valsero la Legion d’onore a Parigi nel 1929.
Oltre a lui abbiamo Ippei Okamoto, considerato il 1° mangaka a discostarsi dalle comic strips per passare ad un fumetto con una trama complessa, decretando la nascita degli story manga. Ora i manga a fumetti entrano a far pienamente parte della cultura giapponese, tanto che i moderni manga si basano fortemente sulla struttura introdotta da Okamoto.
La rinascita post-bellica
I manga per come li conosciamo noi oggi nascono nel 2° dopoguerra, in un Giappone devastato e chiamato a ricostruirsi, anche attraverso la cultura.
Colui che emerge e rivoluziona il modo di scrivere ed illustrare i manga è Osamu Tezuka, che introduce nel genere il linguaggio cinematografico per rappresentare le scene. Inoltre pubblica numerose opere come “Black Jack”, “La principessa Zaffiro” e il più famoso “Astro Boy”. Da lui in poi i manga iniziarono a dividersi per generi.
Il Boom
Il Boom avvenne tra la fine degli anni ‘70 e l’inizio degli ‘80, con numerose opere che lasciarono le sponde del Giappone per approdare (sempre più numerose) sulle sponde del mondo occidentale. Tale fenomeno venne alimentato anche dalla diffusione degli “Anime”, ovvero trasposizioni animate dei manga, trasmesse in tutto il mondo. Troviamo titoli come “Goldrake”, “Dragon Ball”, “Sailor Moon” e numerosi altri.
Negli anni ‘90 i manga si consolidarono come prodotto culturale globale grazie al successo di “Pokémon”, “One Piece” e “Yu-Gi-Oh!”, oltre alla nascita di numerose riviste dedicate alla scoperta di questi meravigliosi prodotti.
La New Gen
Dopo essersi affermati, i manga ora sono un piedistallo fondamentale della cultura pop e dell’economia culturale giapponese. Tanto che negli ultimi decenni il panorama si è notevolmente ampliato grazie ad una nuova ondata di autori e storie capaci di rinnovare il genere.
Dopo l’epoca dei “Big Three”: “One Piece”, “Naruto” e “Bleach”, la cui popolarità è acuita dai rispettivi Anime, abbiamo la svolta Dark Fantasy, con uno dei più famosi e influenti manga dell’epoca moderna: “L’Attacco dei Giganti”. Quest’opera, anche grazie anche alla sua controparte animata, è riuscita ad attirare un pubblico molto vasto e fare da tramite tra coloro che già leggevano manga e le persone che precedentemente erano poco avvezze a queste opere, io stesso ho iniziato a leggerli dopo la scoperta di questo splendido capolavoro.
Che magnifica scoperta!
Siamo giunti al termine di questa lunga storia tra le epoche che ci ha fatto scoprire la genesi e l’affermazione di queste splendide opere orientali, ora parte della cultura pop mondiale.
Ora, cari lettori, sta a voi scoprire e immergervi all’interno di questo meraviglioso mondo! Vi lascio riportando alcuni manga da cui poter iniziare la vostra avventura: “L’Attacco dei Giganti”, “One Piece”, “The Promised Neverland”, “Berserk” e “Death Note”.








