Il GDR viene ancora considerato un passatempo esclusivo del mondo nerd. Questo perché fino a poco tempo fa, chi ne aveva sentito parlare, ossia solo una piccola parte della popolazione, si immaginava un gruppo di persone rintanate in un seminterrato che creando mondi fantastici vestivano i panni di maghi e cavalieri e combattevano mostri immaginari. L’opinione pubblica non è stata mai molto clemente con il gioco di ruolo e con chi ne era appassionato, tanto da arrivare a creare una vera e propria campagna diffamatoria. Fortunatamente oggi questo clima si è parecchio disteso lasciando la possibilità al GDR di vedere la luce del sole e di diffondersi anche grazie ai grandi schermi, a tal punto che può davvero rappresentare una risorsa preziosa per sfuggire a un mondo che vuole rendere anche il nostro tempo libero produttivo. Il desiderio di gioco e di svago è genuino, il nostro cervello ne ha bisogno, ed è quindi giunto il momento di sfatare il mito per cui rifugiarsi in mondi fantastici è una perdita di tempo e di scoprire i benefici del gioco per vivere meglio la propria quotidianità.
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Il trionfo del fallimento (e perché va bene così)
Si dice che il vero scopo del GDR, e la missione segreta di ogni Game Master (gli arbitri del gioco), sia uccidere l’eroe. In questa affermazione volutamente ironica si nasconde però un fondo di verità: i giocatori attraverso le loro scelte cercano di portare al successo i propri personaggi e di farli sopravvivere alle avversità, ma alla fine è il tiro di dadi che decreta il loro successo o fallimento. E la verità è che sorprendentemente è il fallimento che porta un personaggio a migliorare…se riesce a sopravvivere. Nei giochi di ruolo dunque il ruolo dei dadi è fondamentale, e sebbene il gioco sia basato sulle scelte e l’interpretazione dei giocatori, è il fato a regolamentare il tutto. La chiave per vivere la miglior esperienza possibile all’interno del gioco è prendere le “decisioni” dei dadi come stimolo alla narrazione, o addirittura come vettore per la propria immaginazione. Nel gioco ci si diverte di più quando si fallisce. Il fallimento crea delle dinamiche divertenti tra personaggi, smuove la trama e porta alla scoperta di strategie alternative alimentando la capacità di problem solving.
Siamo abituati a una società in cui fallire non è concepito. Bisogna sempre essere performanti e se qualcuno non rispetta questa aspettativa si pensa che non sia abbastanza motivato o che nn si sia impegnato a sufficienza. Il fallimento ci rende vulnerabili perchè insinua in noi l’idea che ci porterà ad essere lasciati indietro e abbandonati. In questo non c’è nulla di costruttivo e la paura dello sbaglio congela le persone impedendole di esprimersi al massimo delle loro possibilità, sopprimendo anche certi tipi di esperienze. Nel gioco invece ci si diverte di più quando non si ha paura di perdere, e il Gioco di ruolo è la palestra migliore per allenare questa consapevolezza, perché nel GDR non si vince mai, o meglio ancora non si vince mai da soli! Lo scopo della giocata infatti non è esclusivamente raggiungere i propri obiettivi, ma rendere la storia memorabile e divertente per tutti.
Come nel gioco, il fallimento non solo manda avanti la storia ma la rende ricca e significativa, nella vita potrebbe portare a esperienze costruttive e a una maggiore consapevolezza di sé.
Paladini della creatività
Per tutti gli schiavi dello scrolling compulsivo o per chi semplicemente è alla ricerca di nuovi modi per occupare il proprio tempo libero, il GDR può diventare uno stimolo prezioso. Per un tempo libero più consapevole questo è l’hobby ideale: in un mondo che ci vuole sempre più passivi e sempre di corsa il GDR richiede presenza, richiede solo noi stessi.
Il momento della sessione di gioco crea ritualità: un appuntamento fisso per mantenere le relazioni e perché no allargare la propria cerchia invitando altri amici al tavolo. Organizzare una sessione a settimana, o una al mese, come si preferisce, può aiutare a dare una scansione alla propria vita. Aiuta a bilanciare il tempo del lavoro con il tempo libero, e ci spinge a ritagliarci del tempo per coltivare le nostre passioni, la compagnia e il nostro benessere.
E il bello è che non si limita solo al momento della giocata, ma crea attorno a sé un bel contorno di vari passatempi che arricchiscono l’esperienza di gioco e ci permettono di vivere la passione del GDR anche in solitaria, cioè quando non si è seduti al tavolo con i propri amici.
Ecco alcuni esempi:
- ○ Scrittura creativa: Dalla creazione dei personaggi alla creazione di interi mondi, tra background e avventure articolate, questa è l’anima delle giocate e le possibilità di dare sfogo alla propria immaginazione, e perchè no capacità narrativa, sono infinite. Può essere anche divertente tenere diari o cronache di una campagna, per tenere memoria degli avvenimenti o scene più divertenti durante le sessioni con i propri amici.
- ○ Illustrazione: e perchè non dare sfogo alla propria vena artistica illustrando i volti dei personaggi delle nostre storie o creando mappe di mondi fantastici disegnate a mano. Per chi invece vuole cimentarsi in qualcosa che richiede materiali più specifici e non solo carta e penna, un’idea può anche essere dipingere le miniature dei propri personaggi o mostri da usare nei combattimenti oppure creare con la resina il proprio set di dadi personalizzati.
- ○ Recitazione e improvvisazione: un accento particolare, un gesto scaramantico, una voce memorabile… sono tanti piccoli dettagli che possono rendere l’interpretazione dei nostri personaggi più viva e credibile, nonché senz’altro divertente. Anche la creazione di costumi e oggetti da portare al tavolo può arricchire la nostra interpretazione e facilitano l’immersione nel gioco.
È proprio nello spirito del GDR incoraggiare la personalizzazione e valorizzare il fai da te. Alla fine è un’esperienza condivisa e più mettiamo del nostro nella scrittura delle avventure, nella personalizzazione dei personaggi e più l’esperienza sarà personale e immersiva.
Giocando si impara
Il contesto ludico crea un ambiente più leggero, perfetto per passare del tempo di qualità con gli amici, per ricaricare le energie godendosi le proprie passioni, e può essere l’occasione perfetta, anche senza rendersene conto, di migliorare il rapporto con gli altri, e di conseguenza con noi stessi.
Ci sono tre costanti che permettono ai giochi di ruolo di essere un’ottima palestra emotiva: le regole, il gruppo e i personaggi.
Le regole pongono dei confini, regolamentano il rapporto tra persone e insegnano il rispetto dei turni degli altri giocatori. La riuscita di una missione dipende dalla capacità di collaborare dei giocatori e quindi rende necessario il sapersi ascoltare. Un Game Master sa bene quando premiare queste strategie e quando invece punire chi non è in grado di valorizzare la dimensione del gruppo.
Come già dicevo nei giochi di ruolo non si vince mai da soli, perché il successo è considerato tale solo se appartiene al gruppo, non al singolo giocatore/personaggio: questo è uno stimolo a sviluppare una buona risoluzione dei conflitti, a lavorare insieme, ascoltare le opinioni di tutti e coinvolgere tutti nelle azioni del gioco. Inoltre la narrazione condivisa crea un senso di appartenenza e porta inevitabilmente ad affezionarsi alla storia e ai personaggi e questo genera a lungo termine dei ricordi impagabili legati alle serate passate con gli amici a vivere avventure straordinarie anche se immaginarie.
Il personaggio infine diventa un filtro attraverso il quale ci si sente più liberi di mettersi in gioco, di uscire dalla propria comfort zone e intervenire nel gioco in maniera più personale e magari improvvisando si scopre un lato della personalità più esuberante che fuori dal tavolo da gioco magari non si avrebbe modo di esprimere senza sentirsi a disagio. Mettersi nei panni degli altri in fondo è sempre un modo per riscoprire sé stessi!
Raccontarsi attraverso una storia diventa più facile, e i confini della fantasia ci permettono di esplorare temi personali o lati di sé con distanza emotiva. Per questo è fondamentale creare un ambiente di gioco sicuro in cui la base è il consenso e il rispetto degli altri.
Il Gioco di Ruolo quindi non è più solo un hobby per nerd: non serve esperienza, non serve saper recitare ed è praticamente a costo zero. Servono solo carta, penna, magari dei dadi, e tanta voglia di giocare. Quindi perchè non provarlo almeno una volta nella vita?






