Dopo settimane ricche di sport ed emozioni, tra gare memorabili ed eventi collaterali, ieri sera si è conclusa un'edizione storica dei Giochi Olimpici Invernali Milano Cortina 2026. L'Italia saluta questi Giochi con un risultato senza precedenti: ben 30 medaglie conquistate, un primato storico per il gruppo azzurro. A fare da cornice alla Cerimonia di Chiusura Olimpica Milano Cortina 2026 è stata l'Arena di Verona, monumento Patrimonio UNESCO e, per la prima volta a livello mondiale, straordinaria location di un evento olimpico di tale portata. Un palcoscenico unico che ha celebrato l'arte italiana in tutte le sue forme: cultura, sport, musica, lirica e cinema. Lo show è stato uno spettacolo capace di fondere incanto, brividi, acqua e luce in un racconto visivo di rara bellezza. Tra i protagonisti della serata, Gabry Ponte, che con il suo coinvolgente show ha reso omaggio ai volontari delle Olimpiadi, rappresentati simbolicamente dal novantenne Mario Gargiulo, già presente a Cortina 1956. Joan Thiele che ha regalato un’emozionante esibizione insieme a Roberto Bolle: per la prima volta nella sua carriera, l’étoile ha danzato in un’azione aerea mozzafiato sulle note della cantante. A impreziosire ulteriormente la serata, le performance di Benedetta Porcaroli e del cantautore Achille Lauro. È stato un autentico omaggio al territorio italiano. Uno "show dentro lo show" che ha raccontato, in chiave simbolica e poetica, il viaggio dell’acqua: dal ghiaccio delle Alpi fino alla Laguna Veneta, trasformando la bellezza del paesaggio in movimento, emozione e identità condivisa. Per l'occasione abbiamo avuto l'onore di incontrare Ramon Agnelli, ex allievo di Amici di Maria De Filippi e attuale ballerino del Teatro dell'Opera di Roma. Il suo viaggio è una coreografia di dedizione e talento che lo ha portato a esibirsi in teatri del calibro del Teatro alla Scala agli Arcimboldi. Ma l'emozione, quella vera, non si abitua mai al successo. A pochi giorni dall'atteso appuntamento di domenica 22 febbraio, abbiamo incontrato un artista consapevole della rarità del momento che sta vivendo. Con il cuore a mille, Ramon Agnelli ci ha regalato un punto di vista intimo, fatto di attesa vibrante e di profonda gratitudine, che solo chi ama la danza riesce a trasmettere.

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Courtesy of Ramon Agnelli


Come sei stato selezionato per partecipare alla Cerimonia di Chiusura Olimpica Milano Cortina 2026 e quando lo hai scoperto?

«Sono stato selezionato da Diego Tortelli, il coreografo della cerimonia. Ha visto una mia esibizione al Teatro dell’Opera di Roma e mi ha contattato. Mi sono poi confrontato con Eleonora Abbagnato, la direttrice del Teatro, e abbiamo pensato di accettare questa bellissima opportunità e di spostarmi dal palco romano al palco veronese per questa fantastica occasione. L’opportunità mi è stata data anche dall’azienda Filmmaster, sotto la direzione di Alfredo Accatino, che ha creduto in me per questo grande evento. Per me è molto speciale».

Quanto tempo durano le prove?

«Le prove sono intense e molto strutturate. Durano diverse settimane e in alcune giornate si arriva a provare anche per otto o dieci ore. Non è solo una questione di coreografia ma anche di coordinamento tecnico, luci, tempi televisivi... ogni dettaglio dev'essere perfetto. Per me queste prove sono state una sfida anche fisica. L’Arena di Verona è un monumento aperto quindi la preparazione deve essere il doppio per avere sempre il corpo caldo e pronto per ballare nonostante le temperature».

Hai già partecipato a eventi di questa portata o è la tua prima esperienza a livello internazionale?

«Ho avuto la fortuna di partecipare a eventi importanti nei migliori palchi d'Europa e d'America ma un evento globale di questa portata è qualcosa di completamente diverso. L’energia, l’attenzione mediatica e la responsabilità artistica sono su un altro livello. È sicuramente una delle esperienze più significative della mia carriera».

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Courtesy of Ramon Agnelli

Come gestisci la pressione per un evento globale così seguito?

«La pressione c’è ed è inevitabile. Cerco di trasformarla in adrenalina positiva. Mi aiuta molto la preparazione: sapere di aver lavorato duramente mi dà sicurezza. E poi mi concentro sul momento presente, sul respiro, sulla musica. Quando inizia la performance, tutto il resto scompare, inizi a goderti tutti i sacrifici e le rinunce che fai ogni giorno per essere forte su un palco come l’Arena».

Quanto è stato importante il lavoro di squadra in una produzione così grande? I ballerini provengono da tutto il mondo?

«Il lavoro di squadra è fondamentale. In produzioni di questa dimensione nessuno brilla da solo: è l’insieme che crea la magia. I ballerini arrivano da tutta Italia. Nel mio segmento si esibiscono due gruppi del corpo di ballo: dei ragazzi di House Dance, provenienti da ogni città d’Italia, e sette allievi della scuola del Teatro dell’Opera di Roma selezionati per prendere parte a questa meravigliosa opportunità: ballare in una cerimonia così importante».

⁠Pensi che in qualche modo questa esperienza influenzerà il tuo futuro artistico?

«Assolutamente sì. Ogni esperienza di questo livello ti cambia. Ti rende più consapevole, più ambizioso e anche più responsabile verso il pubblico. Mi ha spinto a sognare ancora più in grande e ad alzare ulteriormente l’asticella».

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Courtesy of Ramon Agnelli

Che consiglio daresti ai giovani ballerini che ti seguono e che vorrebbero una carriera simile alla tua?

«Se hai un obiettivo, guarda solo quello. Non farti distrarre dai giudizi, dalle paure o dagli ostacoli. Inseguilo ogni giorno con determinazione, anche quando significa fare sacrifici, rinunciare a qualcosa o rialzarti dopo una caduta. Il talento è importante, ma la differenza la fanno la costanza, la disciplina e la fame di arrivare. Se ci credi davvero e sei disposto a lavorare più degli altri, prima o poi i risultati arrivano».

⁠Hai nuovi progetti in programma? O un sogno nel cassetto che ti piacerebbe realizzare?

«Ci sono diversi progetti in fase di sviluppo, alcuni legati alla performance live e altri più creativi. Un sogno nel cassetto? Poter aiutare e supportare giovani artisti come me. Oltre alla mia carriera da ballerino, sento che il mio obiettivo si sta spostando anche verso gli altri. Mi piacerebbe offrire loro il sostegno e la guida che a volte mancano tra noi artisti, accompagnandoli nel percorso verso i loro obiettivi e il loro successo. Credo che crescere davvero significhi anche creare opportunità per chi viene dopo di te».