Fisica e arte non si incontrano solo sui libri o sui banchi di scuola. Lo fanno nel moto delle particelle, nella loro natura ondulatoria, nei fenomeni che abitano l'universo e che nascondono una bellezza intrinseca, spesso riconosciuta e riservata ai musei, o alle opere che li popolano, o di chi ne tesse l'estetica.

Ma il mondo fuori è già in dialogo con una commistione di leggi fisiche e artistiche, che si fondono in tutto ciò che ci circonda, e che il National Quantum Science and Technology Institute (NQSTI) ha deciso di celebrare con il Quant’ARTE Festival. Un format pensato dalla sezione “Education and Outreach” dell'istituto, che dal 4 al 17 dicembre, al MyOwnGallery | Superstudio di Milano, ospiterà le opere dei giovani talenti di diverse Accademie di Belle Arti e Istituti di Design italiani, in un viaggio espressivo e visuale che integra la fisica quantistica nel linguaggio artistico, e ne traduce la complessità in un racconto creativo.

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Courtesy of Ufficio Stampa

Teorie e intuizioni scientifiche cominciano così a parlare un idioma condiviso e comprensibile a tutti, che trova spazio nell'arte contemporanea, dove non esistono limiti al possibile; un aspetto che, in fondo, riflette l'avanzamento tecnologico stesso, che accoglie il nuovo senza dimenticarsi del vecchio, affacciandosi alle possibilità del futuro mantenendo ben salde le radici al passato, costellato da scoperte che hanno permesso l'evoluzione della società stessa.

Con questo spirito, le opere degli studenti comunicano l'innovazione in tutte le sue forme, cambiandone però prospettiva, partendo proprio dai laboratori di fisica quantistica, che insieme a incontri dedicati con scienziati, hanno permesso loro di conoscere le tecnologie quantistiche più all'avanguardia, favorendo la contaminazione culturale di cui si nutrono le opere da loro realizzate. Un inno all'esplorazione dei saperi, insomma, che cade proprio nel 2025, Anno Internazionale delle Scienze e Tecnologie Quantistiche stabilito dall'UNESCO.

Per elogiare ancor di più la contaminazione tra discipline diverse, gli studenti sono stati scelti da un comitato di figure che nel tempo si sono distinte per il proprio impegno sia in ambito artistico che scientifico, tra cui spiccano i nomi di Andrea Crespi, artista che esplora il legame tra arte e tecnologia, Amalia Ercoli Finzi, scienziata e ingegnera aerospaziale, ma anche Cristiana Capotondi, attrice e imprenditrice culturale, e Lavinia Farnese, giornalista e direttrice di Cosmopolitan, da sempre in dialogo diretto con le nuove generazioni, valorizzandone la comunicazione attraverso iniziative come CosmoIAm, che esplora l'identità porosa dei giovani partendo proprio dagli atenei e le università italiane.

Al Quant’ARTE Festival emergerà un racconto altrettanto diretto, che insieme all'esaltazione dei talenti emergenti aprirà le porte anche a quattro artisti professionisti: Robin Baumgarten, Carlo Bernardini, Max Papeschi e Fabio Weik, cui installazioni non sono solo ispirate ai principi della fisica quantistica, ma rafforzeranno ancora di più l'intersezionalità rappresentata dalla mostra, rendendo il legame tra arte e fisica sempre più indissolubile.