Si è avvicinato alla recitazione alle scuole medie, e il palcoscenico, in maniera quasi salvifica, gli ha dato quella spinta necessaria per credere in sé stesso. Marco Bonadei, cui carriera si divide in due palchi molto diversi, il teatro e il cinema, lo raccontava in una recente intervista a Cosmopolitan, e in occasione della Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, è passato di nuovo a trovarci.

All’82esima edizione della Biennale Cinema presenta il film Il rapimento di Arabella, di Carolina Cavalli, e insieme a Benedetta Porcaroli, narrano di una storia quasi “generazionale”, di cui tutti siamo un po’ vittime: quella del desiderio di tornare indietro nel tempo, riconnettersi con le aspettative deluse, i sogni infranti, in noi del passato.

A Orizzonte Mare, Bonadei ci parla del valore che ha questa storia, di come si è preparato all'affrontare il suo personaggio, di cosa gli ha insegnato, raccontandoci anche dei progetti a cui desidera partecipare (come il cinema autorale), confrontarsi con ruoli diversi, e scoprendo sempre di più sé stesso.