Il progetto fotografico di Tania Shcheglovais “Innerland” parte da un presupposto: non fermarsi alla forma esteriore. Artisti provenienti da tutto il mondo si sono lasciati studiare e raccontare dalla fotografa ucraina, parte del duo Synchrodogs, la quale con il suo progetto mira a costruire un ampio archivio fotografico di ritratti ai creativi di diverse discipline artistiche, offrendo una rappresentazione astratta del loro paesaggio interiore e aprendo la strada a un concetto di ritrattistica che si discosta da quella tradizionale, dove l’aspetto fisico è spesso al centro dell’attenzione. Abbiamo affidato il compito di tradurre in parole un’operazione dalla carica visiva così forte a un’altra creativa, Martina Bernocchi, meglio nota come @sonoibi sui social, che esprime la sua arte attraverso il teatro e il poetry slam. La natura che la circonda è parte integrante del suo lavoro e, lasciandosi ispirare dai ritratti di questo portfolio, si è immaginata «sdraiata nel bosco che non mette fretta», «sulle ali di falene luna, a cantare la pazzia».
Sul ciglio
dello spigolo
del filo del rasoio
con cui mi graffio
per sbaglio
tutte le gambe
in bilico sulla soglia
Ofelia
è scivolata
tessendo una corona di fiori.
Non mi tenevi e mi sono sporta
“è triste il nostro destino
ci incontriamo sempre sulla porta”.
Sul bordo
dell’angolo
dell’argine
su cui passeggio
di notte
con ratti e civette
meduse di plastica
aspetto,
affondano
nel fango i miei sandali
i miei piedi melmosi.
Chissà quando arriva l’alba
ci eravamo date appuntamento,
avrà perso il bus.
Attendo
sulle punte di talloni tagliati
sulle ali di falene luna,
canto la pazzia
di chi oggi vorrebbe che rimanesse oggi
e non già domani.
Che assurdità.
Che bizzarria.
Mi sdraio nel bosco
che non mette fretta
dove posso annusare la terra
dove le radici non mi fanno inciampare
E posso correre sui sassi appuntini
se voglio.
“L’importante è lasciarsi cadere,
se ti opponi
Ti fai solo più male”.
Mi alzo e corro sui sassi
Sulla riva del fiume.
Sull’estremità
della punta
del cocuzzolo
della montagna
è arrivata l’alba,
alla fine è venuta a piedi
meglio
passeggiare schiarisce sempre
la notte
e le idee.



















