Online la conoscono tutti come Jadezzzzz, “con cinque zeta”, come ama precisare. Fashion stylist e content creator, Giada Zappa sui suoi canali social è un vero e proprio universo visivo tra stampe audaci, palette cromatiche vibranti, capi vintage dal sapore retrò e uno stile iper personale e autentico, che si impone con grazia e ironia. Nei suoi contenuti, ogni dettaglio parla una lingua tutta sua – quella di chi sa prendersi sul serio solo quando serve, e per il resto, ride, gioca, sperimenta, vive. Nata a Lecce, città barocca e luminosa, che le scorre nelle vene come linfa creativa, Jadezzzzz custodisce e diffonde ovunque la bellezza delle sue radici: dalle tradizioni di famiglia tramandate con amore, ai profumi intensi della cucina salentina, passando per i richiami folkloristici che danzano tra i ricordi e quell’energia autentica, calda e travolgente, che solo il Sud sa donare. E poi c’è la sua meravigliosa ossessione per i capelli — una vera e propria dichiarazione d’amore quotidiana. I suoi, lunghissimi, sani e incredibilmente lucenti, potrebbero fare invidia a qualunque modella da spot pubblicitario.
In occasione del lancio del suo nuovo format, dal titolo già irresistibile "Pazz* per le Pezze", l’abbiamo incontrata per farci raccontare questo progetto che nasce dal cuore, ma soprattutto dalla sua community. Un’iniziativa che profuma di condivisione e armadi spalancati, di mercatini nelle piazze, di tessuti che raccontano storie e di second hand come manifesto di stile e consapevolezza. “Pazz* per le pezze” è un invito a rompere le regole del fast fashion, ad amare ciò che ha già vissuto, a riconoscere la bellezza nell’imperfezione, a trasformare il vintage in un atto d’amore. È il modo in cui Jadezzzzz stringe un patto con chi la segue: non solo moda e guardaroba, ma dialogo, scambio, identità, condivisione e community.
Sui social sei una presenza ben riconoscibile, ma per chi ancora non ti conoscesse, come ti presenteresti in poche parole?
«Una a cui dicono che è “multi potenziale” ma la verità è che ho tante passioni diverse e non so veramente scegliere, sui miei canali racconto le miei giornate, di moda, di capelli, gli acquisti strani per la mia "Casa museo". Cerco di offrire un intrattenimento positivo in cui chiunque può rispecchiarsi raccontando la mia vita quotidiana senza troppi fronzoli (quelli solo nelle camicie anni 70 dell’usato!)».
Il tuo nome d’arte è Jadezzzzz “con 5 zeta”. Da dove nasce questo nome?
«Sui social quando andava di moda “tutelare” il nome con i nickname mi chiamavo Jade Zeta poi quando mi sono iscritta a Instagram ho pensato a Jadez e ho schiacciato il tasto "z" finché non c’è n’era uno disponibile. Molto poetico, lo so...».
Prima di affermarti come content creator, lavoravi a tempo pieno come stylist. Come hai fatto il salto dal mondo dello styling a quello della creazione di contenuti?
«È stato un percorso rapido e lento allo stesso tempo, probabilmente frutto di un periodo di rivoluzione nella mia vita dove ho deciso di cambiare priorità e scegliere qualcosa che fosse veramente attinente alla mia personalità che spesso (anche per colpa mia) non andava a rientrare negli standard che la gente si aspettava da me nell’ambiente moda».
Quando è scattata la scintilla per la moda e come sei riuscita a trasformare questa passione in una carriera?
«Credo che nella mia famiglia ci sia sempre stato un grande rispetto e curiosità nei confronti della moda. I miei genitori amavano ricercare pezzi particolari per me quando ero troppo piccola per scegliere. Poi è arrivato il galeotto incontro con il mondo dell’usato. Una cintura di pelle - ora tornata di moda nella Y2K era - stretta nelle mie mani mentre sono al mercato da bambina con mia nonna. Da quel momento ho sempre amato customizzare, creare, scambiare, comprare usato e apprezzarlo prendermene cura. Ho ancora dei pezzi in archivio comprati più di 16 anni fa!?».
Hai appena lanciato un nuovo format: “Pazze per le pezze”. Ci racconti di più?
«"Pazz* per le Pezze”, è un tour nei mercati italiani, co-prodotto con l'agenzia Mike Agency, per celebrare la moda circolare, l’incontro tra le persone e la bellezza nascosta nelle cose semplici. Il nome gioca ironicamente sul pregiudizio legato ai vestiti usati – spesso chiamati “pezze” – per restituire loro dignità, creatività e storia. Ci si incontra al mercato presto e si gira insieme tra le bancarelle cercando tesori e scambiandosi consigli, le prime tre date Lecce, Roma e Milano sono state un successo. Un modo di avvicinare chiunque all’acquisto consapevole anche nell’usato, fatta di cura e ricerca senza per forza dover ricorrere al “sempre nuovo”».
E lo Swap Party che hai fatto?
«Sempre nell’ottica del condividere e della moda circolare uno Swap Party era il modo migliore secondo me di ringraziare la community. Svolto da Arca Milano, abbiamo invitato chiunque volesse gratuitamente portare i vestiti che non usavano più (puliti e in buone condizioni) e scambiarli con pezzi provenienti da altri armadi. L’evento è stato un successo e secondo me è bellissimo pensare che tutti quei capi con una storia continueranno a scriverla indosso ad altre persone».
Dividi la tua vita tra tre luoghi: il Salento, dove sei nata, Milano, dove vivi, e il Veneto, dove l’amore ti ha portata. Quali sono gli aspetti migliori e le sfide di ogni posto?
«Lecce è casa casa, il nido di Pascoli. Dove tutto profuma e il sole brilla sempre un po’ più forte e come dico io le rondini nidificano tutto l’anno per quando è bella! Credo sarà il mio punto di ritorno nella vita. Milano è la "Casa museo", è famiglia nel modo più scelto possibile. Mi ha dato tanto e io gli ho dato tanto soprattutto sotto forma di affitti (così, la solita stoccata finale che ci sta sempre). Padova è villeggiatura, è leggere tutto il giorno davanti al camino e mangiare 18 tramezzini uno dopo l’altro».
Sei profondamente legata alle tue radici salentine. Ti immagini, un giorno, di tornare a viverci stabilmente o il tuo futuro è ancora a Milano?
«Nel mio sogno di pensione c’è la "Casa museo Jadez" (il nome è ironico e scimmiotta un po’ le case degli artisti). Avevo pensato anche a "L' Eremo di Jadez" ma mi sembrava pretenzioso. Immagino un posto nel verde colorato aperto a tutti. Nei miei sogni ci sono anche due asini: Giuditta e Gaetano. In questo spazio, voglio dare la possibilità a grandi e piccini di vedere tutte le cose che nella vita ho scelto e ricercato. Oggetti appartenenti alla cultura pop ma anche tutto l'antiquariato in generale che sto collezionando in questi anni».
Se potessi parlare alla Jadezzzzz bambina, cosa le diresti?
«Non pensare che non ci sia spazio per te. Nient’altro. Ah no, aspetta! Le direi anche di continuare sempre a scrivere anche con la sinistra. Ora siamo diventate un po’ scarse!».
Qual è il tuo sogno nel cassetto? Se puoi dircelo...
«La "Casa museo", mi piacerebbe vivere in Giappone per qualche mese, parlare di vintage sempre di più, forse aprire un negozio, stare bene con il mio fidanzato e Banana».
Qual è il consiglio più prezioso che daresti ai ragazzi che ci leggono?
«Di andare sempre a votare e combattere per i vostri diritti».













