Forse come me non ve ne siete mai accorti: le rondini in cielo sembrano andare sempre a tempo. Adesso che è stagione, provate a mettere una canzone qualunque, e poi a guardare in su. In ogni meteo o condizione, vedrete il loro volo farsi coreografia perfetta. Senza un inciampo, un fuori sincrono, una sbavatura. Tutto che torna come deve: i volteggi, le audacie, certe più calme rotte. Ha l’aria di un mistero, e invece è così semplice: stanno prendendo la vita con leggerezza, quella leggerezza che è, come suggeriva Italo Calvino, «planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore». Ecco, se dovessi augurarci qualcosa per questa nuova estate che torna è di imparare a riconoscere, questo è Archiloco, «il ritmo che governa gli uomini». Ritrovare il punto di messa a fuoco in ogni fuori fuoco che ci toccherà per scelta, innamoramento, ferocia del caso. Perché non arrivi più, né dipenda da fuori di noi, la vetta o la rovina del sentire.
Il titolo che abbiamo amato dare a questo numero vuole illuminare proprio in questo senso: The Soul Issue, con in copertina la cantautrice Rose Villain, madrina del Pride, ritratta dentro un’estetica notturna tra bolle di luce, per giocare attorno al concetto di risplendere (che guida anche il carro con cui Cosmopolitan sfila per il terzo anno consecutivo a Roma sotto lo slogan «Danziamo, sogniamo, brilliamo», indossando la maglietta che abbiamo immaginato la sola giusta: «Infinitamente brilliamo», sempre con le illustrazioni di Flaminia Veronesi). Rose in un tratto della conversazione che fa con Giulia Cavaliere dice: «I diritti negati a qualcuno sono diritti negati a tutti», e ha ragione. Il portfolio fotografico è dedicato alla transizione, ed è di Grace Martella, che espone alla Giovane Fotografi a Europea; le parole che scambia con la nostra Elisabetta Moro ci fanno questo regalo: «Per me, pensare a una cosa significa anche darle importanza». C’è anche un pezzo stupendo di Viola Stefanello sulle nuove icone pop, tutte queer, something beautiful, e tra loro la storia di Clairo, da teenager di Boston a pop star internazionale grazie al suo diario non più segreto che narra un universo di sogni e di caos. «Scrivo ciò che vivo, e ricorda qualcosa che hai vissuto o stai vivendo anche tu». Il cuore caldo del numero è la self confidence, a cui dedichiamo un’inchiesta, la nostra, condotta via social e firmata da Virginia Gambardella, fra le massime esponenti di mindfulness, di cui portar con noi questa sintesi assoluta: «L’ascolto richiede silenzio». Anche del corpo, che è tutto testa (non a caso, è lui spesso a iniziare a rifiutarsi di fare: ridere, luce, l’amore, alla fine di una relazione). Ricordarsi poi sempre che chiedere scusa è una forma di evoluzione, la gentilezza verso se stessi, lo è, sentirsi libere e non più mai abbastanza. Mentre impariamo ad assomigliare a quel volo.












