Di questi tempi su Instagram, TikTok o YouTube potrebbe esservi capitato di imbattervi in un video di Cresciuto Italiano, podcast sul mondo italoamericano oltre che nuova ossessione del web. Ha 98.000 follower su TikTok e video da oltre 2 milioni di visualizzazioni come quello in cui i fondatori, Sabino Curcio e Rocco Loguercio, entrambi italoamericani di prima generazione, si allenano a pronunciare parole come “bruschetta («brushetta»? «bruschedda»?) o “prosciutto” oppure quello in cui si parla di mettere o meno «l’anis ontopp a pizza» (ovvero «l’ananas sopra la pizza»).
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Il podcast è diventato un fenomeno social: si parla delle tradizioni, dei costumi e della lingua della comunità degli emigrati italiani negli States e dei loro discendenti con ospiti fissi e un mix vincente tra curiosità e risate.
Com’è nato il podcast Cresciuto Italiano?
Per capire meglio la popolarità di Cresciuto Italiano bisogna fare un passo indietro perché il podcast deriva da un progetto americano, creato dai fratelli Sabino e Michela Curcio e da loro cugino Rocco Loguercio. Si tratta del podcast in lingua inglese Growing Up Italian: 2,4 milioni di follower su Instagram e 1,5 milioni su TikTok. «Il progetto è iniziato per passione per vedere quante persone si identificavano con il loro stile di vita italo-americano», ci spiega Rebe Crespo, portavoce del team, «Nella chat di famiglia è emersa l’idea di creare un profilo Instagram in cui Rocco e Michela avrebbero condiviso foto divertenti e meme italo-americani, perché non trovavano nulla in giro che mostrasse cosa significasse essere "troppo italiani in America" e "troppo americani in Italia". Volevano creare una comunità online per gli italiani in tutto il mondo e per coloro che amano la cultura italiana. Dopo circa 2 anni, hanno coinvolto Sabino ed è nato il podcast. Sono passati 6 anni e mezzo da allora».
Rocco, Michela e Sabino parlano tutti e tre italiano come prima lingua e, più precisamente, parlano il dialetto della città natale dei loro nonni, Sassano, in provincia di Salerno. «Sono italoamericani di prima generazione», spiega Crespo, «i loro genitori sono nati in Italia e hanno imparato l’italiano da piccoli». Per questo hanno deciso che, dopo anni di conduzione di Growing Up Italian in inglese, era giunto il momento di mettersi davvero alla prova con uno show tutto italiano. Così è nato Cresciuto Italiano, dove Rocco e Sabino cercano di migliorare il loro italiano tramite delle “lezioni” decisamente esilaranti. Con loro solitamente c’è Eva Calvani come “insegnante” di italiano e altri due ospiti fissi, Big Joe Gambino e Mario Bosco, creator e attori, entrambi italoamericani.
Il successo di Cresciuto Italiano
Si parla di usanze, di modi di dire ed emergono le somiglianze tra la l’italiano e l’italoamericano che è una lingua creola non standardizzata, parlata dagli italiani che sono emigrati negli Stati Uniti. Per chi parla italiano sentirla è interessante perché suona un po’ come uno strano dialetto con termini come “lemoncino” (“limone), “noccelli” (“nocciole”), “guappo” (“arrogante”), “Broccolino” (“Brooklyn”). Soprattutto, in Cresciuto Italiano si discute della grande fissazione del bel paese: il cibo. Perché non si può mettere il pollo nella pasta? Perché non si possono fare le polpette giganti come quelle che fanno in America? Perché negli USA esistono i “Manicotti”, un formato di pasta che in Italia, invece, è sconosciuto?
Più che le differenze, sono evidenti i punti di contatto tra le due culture. A oggi la puntata più vista è la numero 5, quella in cui Mario Bosco e Big Joe hanno partecipato per la prima volta al podcast come insegnanti supplenti, dato che Eva Calvani era in Italia per un paio di mesi. «I fan di Growing Up Italian li conoscevano e li amavano già, quindi è stata l'occasione perfetta per presentare i due ospiti al pubblico di Cresciuto Italiano», spiega la portavoce, «Sono diventati rapidamente i preferiti dai fan da entrambe le parti».
Secondo i fondatori, il podcast è così popolare in Italia perché la cultura italoamericana non è poi così nota: «Ci sono molti italoamericani famosi come Al Pacino, Joe Pesci, ecc. su cui le persone basano la loro conoscenza, ma portare sulla scena personaggi come Joe Gambino o Mario Bosco, aggiunge senso dell'umorismo e freschezza a ciò che significa essere italoamericani».
Il pubblico, poi, si sente coinvolto: gli americani scoprono qualcosa di più sull'Italia, gli italiani commentano (e, come sempre, polemizzano) sull’italianità e gli italoamericani vedono emergere la loro comunità, oltre i cliché. «C’è un forte legame tra italiani e italoamericani», spiega Crespo, «e per il team di Growing Up Italian è sempre stato importante restituire qualcosa alla comunità italiana e mostrare la bellezza della loro cultura, non solo i luoghi turistici, ma l'Italia autentica e quotidiana. Allo stesso tempo cercano di superare gli stereotipi obsoleti sugli italoamericani. Per loro, gli italoamericani sono più di ciò che è stato rappresentato dai media. Sono lavoratori instancabili, appassionati e orgogliosi delle loro radici italiane. Cercano di fare da ponte tra i due mondi, contribuendo ad avvicinare la cultura italiana e quella italoamericana».











