Quando ci si sveglia presto, dentro al rosa del mattino e a quella luce propria solo delle giornate invincibili che anticipano l’estate, è più facile farsi delle promesse. Minute all’apparenza, ma ambiziose. Tipo: domani lo rifaccio. Proprio come oggi. E magari stavolta vinco il tempo che sempre ci supera. E prima del lavoro vado finalmente a camminare nel parco. O a tagliare l’acqua in canoa, sul fiume. Anzi, aspettami, domani, che ti passo a prendere. Vestiamoci leggeri, perché il sole inizia a scaldare, mettiamoci un jeans, una camicia, un cardigan sulle spalle, e fuggiamo al mare. Sì, è in mezzo alla settimana, ma che importa. Annulliamo tutto. Non lo saprà nessuno. Lo penso dal treno dell’alba su cui sto viaggiando e scrivendo. Di tanto in tanto osservo il ragazzo che ho a fianco, che invece lo sguardo dal suo smartphone non l’ha alzato mai, neanche quando avrebbe dovuto alzare anche se stesso, per permettermi di sedere al mio posto senza costringermi al circo goffo di scavalcarlo.
Era troppo intento a scrollare quanto gli proponeva un algoritmo tagadà: una ragazza allo specchio, varietà di pose, un miracoloso metodo per riempirsi di muscoli prima delle spiagge, labbra d’ogni forma e dimensione, un itinerario a strapiombo su un lago, due gattini che si leccano e uno grazie all’intelligenza artificiale prepara pure un caffè fumante, una ricetta che promette un gusto indimenticabile a zero calorie, un tipo a caso che in canottiera dice la sua su Trump e la diplomazia internazionale, una baita in un bosco, un paio di bei piedi smaltati. Svuotato di senso umano, mentre la campagna toscana scorreva fuori, non stava trattenendo niente, e in quel movimento automatico del suo pollice non c’era più misura dei minuti, percezione dello spazio e delle fermate. The Connection Issue nasce (anche) da questo non incontro che poteva esserlo. Qui ci chiediamo dove ritroviamo le connessioni autentiche, tra corpi e tra noi esseri umani, con l’inchiesta sul sesso a firma di Flavia Restivo.
A simbolo di questi tempi, abbiamo eletto la creator Alessia Lanza, e la finestra sul feed che vedete in copertina ed è finta, perché – proprio come noi che ci affacciamo ogni giorno nei vari reel per durate di screen time sempre crescenti – dà su tutto e su niente. La conversazione con lei la conduce la sceneggiatrice, stand-up comedian e podcaster Giada Biaggi, e anticipa un portfolio stupendo con dati sensibili sul sex work, un contributo poetico sullo spogliarsi, una confessione sul femminile prima di partorire, quando si compie forse la più grande connessione tra due corpi che un corpo possa sperimentare. E ancora: che cosa vuol dire essere «emotivamente non disponibili», la mostra #CosmoIAm in cui giovani delle università e delle accademie e il collettivo REA Arte hanno risposto in opere alle domande su questo mondo che sembra e in cui sembriamo toccarci sempre meno. È un numero che fa dell’osservazione il suo centro, e compone un quadro. Su cui vale la pena fermarsi e ragionare. Da soli, nella propria intimità. E poi insieme.












