Nei mesi estivi, lungo le coste italiane, sono apparse delle schiume biancastre sulla superficie del mare, che hanno destato la preoccupazione di molti: stiamo parlando delle mucillagini, la cui formazione è dovuta all’aggregazione di sali, molecole d’acqua e polisaccaridi prodotti da piante e microrganismi marini facenti parte del plancton. Le mucillagini si formano inizialmente lungo tutta la colonna d’acqua; in una seconda fase gli aggregati sprofondano per loro peso, per poi ritornare successivamente in superficie a causa della formazione di gas di putrefazione.
Intrinsecamente le mucillagini non costituiscono un pericolo per l’uomo, ma per la loro stessa natura queste schiume possono concentrare sostanze inquinanti presenti in mare, come idrocarburi, tensioattivi sintetici, pesticidi ed erbicidi; in alcuni casi possono essere associate addirittura a fioriture microalgali tossiche. Queste microparticelle sono dunque normalmente presenti nell'acqua marina come conseguenza dell'attività metabolica degli organismi, ma in particolari condizioni possono aumentare a dismisura causando anche danni al settore turistico e alla pesca. Il processo di formazione è infatti accentuato dalle alte temperature e dallo scarso ricircolo dell’acqua: proprio per questi motivi, l’impatto maggiore si è avuto in Adriatico, un bacino che presenta una conformazione chiusa e fondali poco profondi. Qui, già a fine luglio, sono state registrate temperature in mare di oltre 30°C, valore allarmante considerando che la media estiva si attesta sui 23°C.
Le mucillagini sono quindi una spia che ci deve mettere in allarme non tanto per la presenza di sostanze tossiche in mare, quanto per l’aumento delle temperature che si sta verificando sul nostro Pianeta. Le ondate di calore, in mare e sulla terraferma, si fanno sempre più frequenti, con conseguenze a cascata su tutti gli ecosistemi.
Cosa possiamo fare per mitigare il problema? Worldrise, un’organizzazione no-profit che si occupa di tutelare il mare attraverso vari progetti di sensibilizzazione e campagne di salvaguardia della biodiversità, crede che ogni singolo cittadino possa essere parte della soluzione, attraverso semplici gesti quotidiani volti a ridurre le emissioni di anidride carbonica. Inoltre, è importante far sentire la nostra voce e chiedere ai governi la protezione efficace di almeno il 30% dei mari entro il 2030, istituendo aree in cui gli ecosistemi possano rigenerarsi. Worldrise si fa portavoce di questo attraverso l’Alleanza 30×30 Italia, un’alleanza che si inserisce all’interno di uno sforzo internazionale volto a perseguire questo importante obiettivo.











