L'autunno è forse il periodo dell'anno più amato dall'internet - sì, in certi casi batte pure il Natale - e per questo, negli ultimi decenni, è diventato un trend iper virale. Anzi, una vera ossessione, un culto, un rito di passaggio cui è proprio un peccato non prendere parte, pena una FOMO potente. La GenZ lo adora, questo è sicuro: Tik Tok è praticamente tutto arancione, si parla solo di pumpkin picking e boo basket e oltre al foliage e alla sua scenografica vitalità diventano tema dominante i film horror o le serie inquietanti da vedere (o rivedere) e i libri da leggere rigorosamente a lume di candelabro. Da Edgar Allan Poe a Mercoledì di Jenna Ortega non si mette limite o gerarchia alle reference sul tema: vale tutto, dalla citazione intellettuale alla gif di Mano della Famiglia Addams. La Spooky season - inutile girarci intorno - è diventata un vero e proprio core business, sia editoriale che di marketing, che va oltre la passione per i travestimenti e l'amore per la goth aesthetic e alimenta un'industria da milioni di dollari.



Secondo uno studio riportato da insightsinmarketing.com, la GenZ ama questa ricorrenza perché permette di essere ciò che non si è: nell'arte del travestimento si riscopre la capacità e la necessità di poter essere altro o potersi catapultare nell'altrove (ad esempio un'altra epoca o luogo). La FOMO di perdersi un evento così rilevante a livello culturale, sociale e social da qualche anno fa sì che Halloween - e in generale la stagione autunnale con tutto il carico iconografico che porta con sé - inizi a settembre: in pratica le promozioni e il bombardamento pubblicitario legato a questa ricorrenza iniziano sempre prima, quando ancora siamo sotto l'ombrellone. Quest'anno, solo in America e solo parlando di caramelle, ci si aspetta un indotto di 4,5 miliardi di dollari: la cifra conteggia le azioni commerciali di un target molto specifico, ovvero i genitori, e non considera il fatto che Halloween oggi è un affair politico inter-generazionale e a-geografico, oltre che una leva di consumo e di visualizzazioni senza pari sulle piattaforme social con un ritorno economico stratosferico.

A rendere l'autunno e relative ricorrenze ciò che è (ovvero la stagione più fotogenica, fortunata e affascinante di tutte) è stata ovviamente una certa iconografia, condensata in centinaia di classici sia letterari che cinematografici molto amati: sul fronte horror il genere è stato recentemente rinvigorito da pellicole che strizzano l'occhio ai temi d'attualità senza perdere di vista ad esempio lo splatter (è il caso fortunato di The Substance o di Smile 2, del 2024), un focus che ha contribuito a rendere certi titoli molto pop e apprezzati anche da un pubblico non troppo verticale. E dal punto di vista estetico, soprattutto su Tik Tok, trionfano i meme e le citazioni di Una mamma per amica, forse il drama televisivo più connotato stagionalmente - in particolare sui colori dell'autunno - degli ultimi 20 anni.

Per tanti, GenZ e Millennials su tutti, questa stagione che va dai primi di ottobre alla Festa del Ringraziamento di novembre è legata a doppia mandata alla nostalgia, un concetto che, manipolato da differenti generazioni, appare sempre diverso e sfaccettato: per la Gen Z è un vero e proprio driver, anche e soprattutto di consumo, che ha portato alla riscoperta di trend ormai considerati sepolti sia nella gadgettistica che nella tecnologia e nella moda, oltre che alla riscoperta di prodotti seriali e cinematografici che oggi considereremmo vintage. Non è un caso che Gilmore Girls torni a ossessionarci ogni anno allo scoccare del solstizio e che cult come Nosferatu trionfino al cinema in chiave nuova con i volti più amati dai ragazzi a rinvigorire la narrazione.

L'esoterico però ci affascina. Forse perché stiamo sdoganando la paura della morte

Mentre il #DeathTok prolifera (è uno spazio della piattaforma in cui si parla della morte in ogni sua forma: lo affollano, tra gli altri, medici legali e creator che hanno come missione quella di pulire tombe antiche per restituire al defunto la sua identità) è chiaro che le nuove generazioni si approcciano all'ultimo viaggio in un modo differente da come hanno fatto a lungo i Millennials e prima di loro i Boomer. Come spiega Francesca Tropea (@franztropea), content creator calabrese che sui suoi canali discute spesso di questi temi, «più che una questione generazionale potremmo trattarla come un'evoluzione sociale quasi fisiologica: dal Dopoguerra, epoca permeata dalla ricerca di perfezione in cui non c'era spazio per drammi, brutture, malattia e morte, siamo arrivati a un oggi in cui, soprattutto grazie alla GenZ, stiamo sdoganando ogni tabù legato alla morte e al dolore. I nuovi studi in ambito antropologico e psicologico ci dicono che l'essere umano sta comprendendo che non può vivere guardando al mondo come se fosse tutto perfetto, ma che ci sono sempre cose nascoste e ignote che non potrà mai comprendere. E che il dolore fa parte della vita».

Per questo anche «la passione per l'horror e il gotico è rifiorita, anche se sarebbe meglio dire che è mai tramontata davvero, è sempre stata una sottotraccia del mondo della cultura e dell'intrattenimento». Il risultato è che «negli ultimi anni questo tipo di estetica, così come le creature leggendarie legate a quelle epoche come i vampiri o Frankenstein, sono ritornati alla ribalta, anche se popolari lo sono sempre stati, con un picco negli anni Novanta e nella Tumblr-era dei primi Duemila». Ai tempi c'era Intervista col Vampiro, oggi sono show come Mercoledì, Penny Dreadful e L'alienista a tenere alto un gusto che sembra conquistare soprattutto i giovanissimi.

E l'ignoto, perché ci affascina così tanto? Secondo Tropea «l'uomo non può sopravvivere senza la curiosità che lo spinge verso il non-conosciuto, verso quella necessità di vedere una scappatoia anche e soprattutto in ciò che non conosce: è un fascino ancestrale che ci colpisce in quanto esseri umani». Oltre il consumismo dunque, c'è antropologia, storia, costume: Halloween e in generale il culto dei morti sono tutte queste cose insieme e si riflettono su un segmento della cultura pop che intreccia moda, bellezza e intrattenimento. Una cultura che, tra corsi e ricorsi storici, torna a rendere "virali" certe ispirazioni a fasi e periodi alterni.

Il fatto che il 31 ottobre segni ufficiosamente la fine dell'estate decretando l'avvio della stagione più fredda e più cupa dell'anno ha amplificato, sul piano dell'emotività collettiva, la necessità di festeggiare: non va dimenticato che in certe culture il culto dei morti dà luogo a veri momenti di festa. «Noi pensiamo ad Halloween come a una festa americana votata al consumismo quando in realtà anche in Italia, ad esempio in Calabria, Sicilia e Sardegna, sotto questa data un tempo si andava in giro con sacchetti e zucche per chiedere offerte per i defunti», racconta @franztropea. «Nel calendario pagano in cui si cadenza il ciclo delle stagioni, il periodo più propizio per celebrare i defunti è sempre stato l'autunno, con il culmine tra il 31 ottobre e il 2 novembre, da noi tradizionalmente giorno dedicato ai Morti. Credo che il sentimento nei confronti di questa ricorrenza non si riaccenda solo in tempo per Halloween: è proprio la sua ragion d'essere da sempre».

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