Nasciamo liberi, sì, ma ben presto crescerlo diventa un lavoro. Intendiamoci, non un lavoro verso gli altri, ma un lavoro primario, più profondo e spesso invisibile, che anticipa sempre in verità ogni altro che condurremo fuori: un lavoro su di noi.

Chi sono? Che cosa mi piace? Come mi metto a questo mondo per provarci, almeno: a essere pieno e luminoso e non svuotato e opaco. Felice, o qualcosa che gli somigli. Se io dovessi isolare nei miei anni le volte in cui in un’apparente e non intaccata quiete esteriore dentro mi stavano scuotendo tempeste, mi arrivano negli occhi diapositive che erano presagi e centrano i punti cardinali più fortemente identitari della mia storia di essere umano. Possono sembrare solo scene, ma a ritrovarli erano eventi, e lo sapevano.

C’è stata una sera di quasi estate della mia giovinezza, durante una festa di fine liceo, seduta sulle scale sotto al pergolato di rose in quel giardino di quel villino oltre il cancello. Stavo con lui, era arrivata lei, e io lì nel mezzo, a sentire tutta l’importanza di non capire tutto. C’è stata poi la scelta dell’università, iscrizione a Medicina, dentro un desiderio di futuro più di mia mamma che mio, al mio non sapevo ancora dare un nome, che ora c’è: scrivere come passione, come mestiere. C’è stata la chiamata di mia figlia Sveva quando ancora non era che un vuoto che tutto però governava, il viaggio per raggiungerla dove non esisteva, ma mi aspettava.

Manifesto Libertà è il titolo che abbiamo voluto per questo numero di Cosmopolitan,
il più attivista del nostro corso, con in copertina un’Annalisa angelo madrina
di Roma Pride in conversazione con La ghey sul coraggio di autodeterminarsi
,
e la nostra grande inchiesta, questa volta sul viaggio, condotta sui nostri social
e qui analizzata dai Ross e Mike di vangolden, che un giorno hanno deciso di camperizzare un camion trasformandolo nella loro casa ovunque, e non tornare. Mentre per il secondo anno teniamo alto il diritto di amare, anche qui liberi, sul nostro carro in parata nella Capitale, il 15 giugno, e da lì partiamo per l’Ultra-Pride, il nostro tour delle province dove neanche il pride arriva, risalendo con Coca-Cola l’Italia, destinazione finale Milano, il 29. E da qui a lì, tutti i baci possibili (li abbiamo fotografati). Perché mon amour, qualunque sia, sia. Per tutta l’estate e oltre.