Ballroom è un termine di derivazione anglosassone il cui significato letterale è “stanza da ballo” che, però, al suo interno racchiude molto di più di semplici gare di danza. Si tratta non solo di una meravigliosa forma d’arte ma, anche, di un fenomeno sociale e culturale che affonda le sue radici nelle zone più umili della Grande Mela e, con il passare del tempo, diventa una delle espressioni più creative e autentiche di celebrazione di libertà ed emancipazione.
Creatività, divertimento, orgoglio e inclusione convergono in una manifestazione armoniosa, coinvolgente ed entusiasmante.
Più tecnicamente, con il termine ballroom o altre espressioni usate come sinonimi, quali ball culture o ballroom community, si intende un insieme di persone raggruppate in famiglie (tradotto dall’inglese house) che si sfidano partecipando a funzioni, cioè competizioni (ball), suddivise in categorie.
Le origini delle ballroom
Le ballroom nascono verso la fine degli Anni ’70, a New York e, precisamente, nel quartiere di Harlem, popolato dalle comunità latine e afroamericane, in una fase storica in cui le discriminazioni razziali, con episodi di bullismo e violenza, erano all’ordine del giorno. Non solo le persone di colore, ma, anche, tutti coloro che facevano parte di una minoranza sulla base, oltre che dell’etnia, ad esempio, dell’orientamento sessuale, sentivano la necessità di alcuni spazi in cui potessero essere liberi di esprimersi, senza essere giudicati, né, tantomeno, puniti.
Col passare del tempo le ballroom cambiano veste; se, inizialmente, erano considerate eventi esclusivi, con un dress code elegante e orchestre dal vivo, dopo qualche anno, da semplici serate festose, si trasformano in luoghi in cui manifestare la propria identità, anche grazie a vere e proprie competizioni.
In un’epoca storica in cui, si ribadisce, gli emarginati della società sentivano la forte esigenza di essere compresi, accettati, nonché di appartenere a un gruppo, le “house” rappresentano una sorta di famiglia.
Come è nato il vogueing
Il vogueing è una ballroom dance iconica, probabilmente la più famosa (alcuni la associano al ballo delle drag queen). Nasce e si sviluppa negli Anni ’80 come competizione di danza in cui uomini e donne sono liberi di raccontarsi, soprattutto in un periodo difficile (tra discriminazioni e AIDS) per la comunità LGBTQ+.
Si tratta di uno stile che prende il nome dalla famosa rivista di moda Vogue e, sebbene si evolva nel corso del tempo, distinguendosi in Old Way, New Way e Vogue Femme, presenta quale caratteristica principale l’emulazione, con passi di danza, linee, contorsioni, movimenti, coreografie, nonché intense espressioni del viso, delle pose e degli atteggiamenti dei modelli e delle modelle nelle riviste.
Il potere del vogueing sta proprio nel riuscire a trasmettere emozioni e a raccontare storie personali. L’impatto maggiore, probabilmente, risale al 1990, con il video del brano “Vogue” di Rihanna; ad ogni modo, oggi, il vogueing è un pilastro delle gare nelle ballroom di tutto il mondo.
Le competizioni delle ballroom
L’importanza delle famiglie, all’interno delle quali vi sono delle specifiche gerarchie, oltre a dei precisi criteri per poter essere ammessi, si riflette, chiaramente, nelle competizioni, poiché sono proprio i diversi gruppi a sfidarsi tra di loro.
Per poter accedere alle gare, è necessario superare le selezioni ed è compito della giuria, composta da almeno tre membri, decidere, categoria per categoria, le houses partecipanti. Oltre ai giudici, all’interno delle ballroom, durante le competizioni, non possono mancare il dj, che spazia dalla musica house, al pop e all’elettronica e il presentatore dell’evento.
Quanto alle categorie di ballroom dancing, vi sono delle liste predefinite, sulla base del genere di appartenenza, dell’abbigliamento, della capacità di sfilare e di altri criteri.
In conclusione, le competizioni all'interno delle ballroom sono eventi coinvolgenti e appassionanti, in cui danza, moda e show si fondono alla perfezione. Nel duello artistico in cui i partecipanti si sfidano, mettono in mostra, oltre allo stile di danza, la loro personalità, esprimendo il loro talento liberamente, ed è questo quello che conta, ancor più della vittoria.
La ball culture in Italia
Negli ultimi anni, si stanno diffondendo le ballroom in Italia, sia al nord che al sud, offrendo la possibilità di assistere a spettacoli unici e serate ricche di passione, energia, creatività e divertimento.
La rappresentante italiana più famosa, mother di due case e punto di riferimento delle ballroom nostrane è B.Fujiko (Barbara Pedrazzi), ballerina che si è innamorata del vogueing a New York, oggi insegnante in diversi Paesi del mondo.
La nostra penisola si è dimostrata terreno fertile per la comunità LGBTQ+, che ha avuto modo di abbracciare diverse iniziative, dando la possibilità a coloro che ne fanno parte di esprimersi su un palcoscenico, sfidando le convenzioni sociali e promuovendo l’apertura mentale, l’accettazione e l’uguaglianza.













