La comunità LGBT rappresenta una delle voci più potenti nella lotta per il raggiungimento dell’uguaglianza e della conseguente accettazione delle differenze degli esseri umani, che meritano la parità dei diritti. Alla base vi è il concetto di identità di genere, inteso come la percezione che ognuno ha di se stesso, quale appartenente a una determinata categoria, che può differire dalla definizione culturale e sociale.

Alcune persone si identificano con il genere corrispondente al loro sesso di nascita, mentre, al contrario, per altre l’identità personale non coincide con il sesso “assegnato”; peraltro, potrebbe anche cambiare nel corso del tempo o non appartenere a nessun concetto specifico. Esistono un’infinità di generi (oltre al tipico sistema binario, uomo-donna), tra i quali il genderfluid, in cui rientrano coloro che non vogliono essere etichettati in alcun modo, poiché la loro identità cambia costantemente e ciò si riflette anche in ambito sentimentale; essere fluidi in amore non significa essere bisessuali, sebbene il confine sia sottile, ma, semplicemente essere liberi di amare qualsiasi persona, in quanto tale.

La comunità LGBT si occupa di promuovere la comprensione, la sensibilizzazione e il sostegno nei confronti delle diverse identità di genere, al fine di creare società più inclusive. Vediamo in cosa consiste nel dettaglio e conosciamo la sua storia, nonché gli obiettivi raggiunti e quelli ancora da raggiungere.

Il significato dell’acronimo LGBT

Ogni lettera della sigla che identifica la comunità in questione rappresenta un aspetto specifico dell'identità di genere e dell'orientamento sessuale, in particolare:

L = Lesbiche, donne omosessuali, attratte da altre donne;

G = Gay, uomini omosessuali, che amano altri uomini;

B = Bisessuali, persone che hanno attrazione romantica o sessuale sia per persone dello stesso sesso che per persone di sesso diverso;

T = Transgender, persone la cui identità di genere non corrisponde al genere o al sesso determinato alla nascita.

Queste rappresentano gli orientamenti iniziali a cui, col passare degli anni, se ne sono aggiunte altre (LGBTQIA+), come, ad esempio:

Q = Queer, persone che sono in disaccordo rispetto alla sessualità tradizionale;

I = Intersessualità, in riferimento a coloro che possiedono caratteri sessuali non esclusivamente maschili o femminili;

A = Asessualità, ossia la mancanza di attrazione sessuale in generale;

(+) = il simbolo che rappresenta tutte le altre identità, non incluse nelle altre lettere.

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La storia della comunità LGBT

L’ampliamento della sigla con l’aggiunta delle nuove lettere, come anticipato, avviene nel corso del tempo, step by step. È difficile indicare una data precisa per rispondere all’interrogativo “quando è nata la comunità LGBT?”, poiché esistono testimonianze che dimostrano la presenza delle idee e dei principi che stanno alla base di essa, già nelle culture antiche.

Ciò detto, con ampia probabilità, la risposta più corretta consisterebbe nel far coincidere la nascita del movimento moderno (sebbene alcune organizzazioni esistessero già dai primi anni del XX secolo) con i moti di Stonewall, avvenuti a New York nel 1969, caratterizzati dalla ribellione contro la polizia che cercava di arrestare senza motivo le persone presenti all’interno del locale gay Stonewall Inn e durati diversi giorni. Da quel momento in America e, in seguito, nel resto del mondo, si iniziano a fondare associazioni per la tutela dei diritti LGBT e, pian piano, vengono promulgate le prime leggi antidiscriminatorie, con una svolta, soprattutto, negli Anni ’90, dopo una battuta d’arresto nel decennio precedente, a causa dell’epidemia di HIV che coinvolge il movimento, vittima di stereotipi e stigmatizzazioni.

Il simbolo della comunità lgbt è la bandiera arcobaleno (i cui colori sono speculari rispetto a quella della pace), ideata da Gilbert Baker nel 1978, nel tempo ha assunto varie forme e varianti, al fine di includere le diverse sfaccettature del movimento.

La comunità LGBT italiana, dal primo Pride organizzato a Roma nel 1974 da Arcigay e Circolo di cultura omosessuale ad oggi, è cresciuta molto e porta avanti diverse battaglie, alcune vinte, altre ancora da combattere.

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Mark Case//Getty Images

Le conquiste della comunità LGBT

Nel tempo, abbiamo assistito a un’importante evoluzione nel riconoscimento e nella tutela dei diritti portati avanti dalla comunità, sebbene alcuni Paesi siano decisamente più avanti rispetto ad altri, ancorati a retaggi culturali antichi e poco propensi all’apertura verso libertà, uguaglianza, parità e identità di genere. Purtroppo, infatti, vi sono luoghi in cui persiste la discriminazione, accompagnata da episodi di bullismo e violenza, che rimangono impuniti e sono proprio queste le principali sfide per il movimento che continua la sua lotta per garantire pieni diritti.

In generale, comunque, le maggiori conquiste, che in molte nazioni hanno portato alla promulgazione di leggi antidiscriminatorie, riguardano, oltre al riconoscimento della parità, il diritto di sposarsi con persone dello stesso sesso, nonché di poter adottare (in Italia le unioni civili sono state introdotto, nel 2016, con la legge Cirinnà, mentre l’adozione non è ancora riconosciuta a livello legislativo, se non tramite stepchild adoption, cioè l’adozione dei bambini del partner).