Rinascita, scoperta e il primo sguardo di meraviglia: prosegue con The Spring Issue il nuovo percorso di Cosmopolitan Italia che trovate in edicola da giovedì 13 aprile. Ce lo racconta nell'editoriale Lavinia Farnese, Chief Editorial & Brand Officer di Cosmopolitan.
Sotto questo stesso cielo
Ogni stagione a modo suo lo fa, ma la primavera di più: restituirci il primo sguardo, quello che ognuno di noi un tempo almeno una volta ha avuto sulle cose. Quel senso di stupore puro per la scoperta che ci sorprende gli occhi e scuote dentro, quando tutto nell’andare avanti consueto sembrava sopito, dormiente. In inverno è stata quella mattina che ci siamo svegliati nella nostra casa all’improvviso sommersa nella neve. D’autunno quando guadammo quel parco arancio, giallo e marrone con le foglie fino alle ginocchia sotto alberi ormai nudi. La scorsa estate fu nello scroscio improvviso di quel temporale che ci colse nel bosco vestiti troppo leggeri, o davanti quell’alba al centro di un mare fermo su cui celesti e rosa si confondevano insieme.
Oggi è il glicine che imperioso esaudisce la promessa, tu che sotto quel profumo abbassi gli occhi in un sorriso denso, Sveva che a neanche tre anni guarda in su, poi noi, e dal niente elabora: «Mamma, Dede, ci pensate che il cielo è l’unico spazio senza ombre?». No, amore mio, non ci penso mai, non ci abbiamo mai pensato, in tutta onestà, mai, ma insegniamoci ogni giorno questo: a conservare quel primo sguardo, a farci chiamare con i nomi che abbiamo scelto e semplicemente famiglie con chi scegliamo di esserlo. Senza «omogenitoriali» vicino, senza scomodare l’«arcobaleno», l’arcobaleno lasciamolo lassù, che (lo vedrete) c’è il colore e il buio e la bellezza e il disordine di tutte le famiglie nelle foto e nelle storie del nostro portfolio: entra nei salotti e nei giardini, va sulle barche e sui tetti condominiali di uomini, donne, figli e cani, e in cui nessuno “spaccia” niente per niente che non sia già fedele alle leggi non scritte, quelle che in Antigone erano leggi naturali del cuore, e dalle tragedie greche faticano ancora contro le leggi scritte solo perché queste ultime sono difettose, e senza un governo capace di pensare al presente restano indietro, tardano ad aggiornarsi. Quando le vite, invece, irrompono. E chiedono giustezza di forma e sostanza. Le cause sono di forza ormai maggiore.
Lavinia Farnese














