Black Lives Matter (le vite dei neri contano) è l'argomento che in questi giorni sta tenendo banco più di tutti e da figlio/a, dovresti parlare con i tuoi genitori di ciò che sta succedendo in America. Perché dovresti farlo anche se siamo in Italia? Perché purtroppo il razzismo tocca anche il nostro paese e, in generale, mettersi nei panni degli altri e confrontarsi su temi attuali fa bene per capire a fondo determinate situazioni contemporanee; perché tra i tuoi amici ci potrebbero essere ragazzi/e di origini, culture e religioni diverse che potrebbero aver vissuto episodi di discriminazione; perché trattare argomenti delicati con i propri genitori non è mai facile ma avere un confronto diretto e sincero, li potrebbe aiutare non solo a capire di più te ma perché è importante avere un mondo in cui queste differenza non dovrebbero più esistere e perché anche a loro di questo dovrebbe interessare. È esemplare il video virale TikTok in cui un ragazzo afroamericano elenca tutti i "non fare" che sono consigliati a una persona di colore per non finire nei guai. E se fosse la tua libertà ad essere minata come ti comporteresti?

Black Lives Matter spiegato ai tuoi genitori

Dopo l'uccisione di George Floyd a Minneapolis a seguito di un fermo della polizia, la comunità nera (e non solo) americana è insorta e ormai da 6 giorni ci sono cortei e manifestazioni in varie città degli Stati Uniti. Le conseguenze di queste azioni, però, si stanno facendo sentire anche in altri paesi che hanno manifestato il supporto per la causa. Già perché il razzismo, purtroppo, non è un problema solo americano e basti pensare a comunità nere o asiatiche presenti anche in Europa che in molti casi non sono ancora accettate e integrate pienamente. L'Italia fa parte di questi paesi.

Tu stessa potresti avere avuto a che fare con compagni o amici asiatici o neri o latinoamericani che non sempre, vengono visti di buon occhio o potresti proprio essere una di loro. Riprendendo la parole del tweet di Michele Obama, se vogliamo cambiare questa situazione, ce ne dobbiamo occupare tutti, indipendentemente dal colore della nostra pelle. E dove si comincia ad affrontare un discorso del genere se non in famiglia? Parlare con i tuoi genitori della situazione di rivolta negli Usa, è importante proprio per mettere fine a questi episodi di razzismo sistemico, e a maggior ragione se hai amici con origini diverse dalle tue, potresti far capire loro perché la questione #BlackLivesMatter ti e vi riguarda.

Sappiamo però che parlare con adulti che hanno avuto un passato e vissuto situazioni diverse da quelli attuali, potrebbe non essere semplice e ad alcune tue affermazioni potrebbero ribattere con convinzioni radicate, schemi mentali un po' chiusi e ritornelli già sentiti più volte. Ecco perché ti forniamo una sorta di guida a come affrontarli, che alcuni attivisti e docenti hanno stilato per Cosmopolitan US proprio per avere un sano e diretto confronto genitori - figli. Il punto di partenza però deve essere uno e uno soltanto: ognuno ha la propria opinione. Come suggerisce Veronique Ehamo, attivista dei diritti civili per le comunità nere e International Fellow all'United Nations Association di New York, approcciati a questi discorsi con curiosità e per cercare di capire i diversi punti di vista senza un metro di giudizio giusto o sbagliato. Ricordiamo che si sta parlando proprio di libertà e ci deve essere anche quella di opinione: poi tu potrai essere d'accordo o meno, ma tutti possono esprimere il proprio parere. Ecco quindi quali sono alcuni punti che i tuoi genitori potrebbero controbattere durante il vostro discorso e come li dovrai argomentare.

black lives matter parlare con i genitoripinterest
TIMOTHY A. CLARY//Getty Images
Come parlare con i genitori delle proteste negli Stati Uniti?

Il non capire perché le persone protestano

Una delle obiezioni che i tuoi genitori potrebbero muovere è: "Che bisogno c'è di protestare?". Come spiega Omékongo Dibinga, direttore di UPstander International e professore di comunicazione interculturale all'American University, le persone protestano quando sono stanche delle ingiustizie. Ricordiamoci che in America, le comunità nere erano inizialmente comunità di schiavi. La situazione è andata cambiando negli anni, ma ci sono episodi ancora oggi, in cui i neri non si vedono riconosciuti gli stessi diritti dei bianchi. La differenza è che oggi questi episodi vengono filmati con uno smartphone e i video fanno il giro del mondo scatenando l'indignazione non solo delle comunità colpite, ma anche in chi crede nei principi di integrazione e uguaglianza. Motivo per cui alle manifestazioni americane, non vedi solo persone di colore.

Persone di ogni razza, cultura ed età protestano perché sono stanche dell'ingiustizia.

Questo discorso del perché scendere in piazza e del perché protestare, si può allargare a tantissime altre situazioni. Pensiamo per esempio al Gay Pride. Le comunità LGBTQ+ per anni sono stati oggetti di discriminazioni e per questo attaccate anche con violenza. Hanno iniziato a creare manifestazioni in cui rivendicavano il veder riconosciuti i propri diritti indipendentemente dall'orientamento sessuale. Ai Gay Pride tu non vedi sfilare solo persone omosessuali o transgender ma anche persone eterosessuali che semplicemente esprimono i valori di uguaglianza in cui credono. Questo è un ulteriore motivo per cui anche i bianchi si mettono in prima fila per il Black Lives Matter, condividere e rendere reali i valori in cui si crede.

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Kena Betancur//Getty Images
Negli Stati Uniti diverse città stanno insorgendo.

Il non vedere la differenza tra manifestazione pacifica e sommossa

Le informazioni che circolano sui media (tv, giornali, radio, siti...) possono deformare la realtà. Ammettiamolo, diversi hanno calcato la mano su episodi di violenza che sono successi durante questi giorni di manifestazioni piuttosto che farne vedere altri in cui polizia e manifestanti erano dalla stessa parte. Quello che passa agli occhi di chi vede le immagini o di chi legge gli articoli, ed è una cosa sui cui i tuoi genitori potrebbero obiettare, è che si tratta non di manifestare ma di mettere a ferro e fuoco una città. Non è così. Come spiega il professore Dibinga, ci sono 2 realtà diverse: la prima è quella di organizzazioni pacifiche che vogliono davvero ottenere giustizia, l'altra è quella di individui disgregatori che soprattutto di notte, agiscono violentemente come per dare il via a una guerra razziale. Il problema è questo secondo gruppo sta avendo maggiore visione del primo e si arriva quindi a generalizzare che queste sono solo sommosse per creare caos.

Il problema è che i manifestanti pacifici non stanno ricevendo l'attenzione dei media tanto quanto i disgregatori.

Il consiglio quindi è quello di far vedere tu in prima persona, immagini e filmati dell'aspetto pacifico della manifestazione. Il professor Dibinga suggerisce di fare ricerca su Youtube per i migliaia di video di "peaceful protests". Bisogna fare una netta distinzione tra le persone che con slogan, striscioni e cartelli vogliono dare voce ai loro diritti e chi lo fa perché vuole solo creare il panico. E a questo si collega il punto successivo.

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Erik McGregor//Getty Images
Le manifestazioni Black Lives Matter in America possono aprire un dibattito costruttivo in famiglia.

Saccheggiare e dare fuoco ai negozi non c'entra con la vera manifestazione

Come in ogni tipo di manifestazione, non importa quanto le tue intenzioni siano buone, ci sarà sempre un gruppo che si approfitterà della situazione per mettere in atto rabbia e distruzione. Questo è lo stesso che sta accadendo in America secondo Ehamo e Dibinga. In particolare si creano gruppi di anarchici e suprematisti bianchi che sfruttano il momento per compiere atti di distruzione e violenza. Ma così facendo, si vanno a perdere le buone intenzioni di chi davvero vuole manifestare per i diritti che gli spettano e soprattutto il punto cruciale della protesta: essere una persona di colore vuol dire rischiare la vita più di un bianco.

Nel mezzo di buone intenzioni, ci saranno sempre persone che potranno approfittare della situazione per soddisfare le loro nefaste intenzioni egoistiche.

Questo punto è importantissimo da capire, perché anche l'Italia si è vista coinvolta in situazioni simili. Parliamo dei black block. Uno degli ultimi episodi recenti risale al 2015 quando in una manifestazione contro Expo 2015, i black block hanno devastato la città di Milano nella zona di Corso Magenta. Si può protestare contro qualcosa che non ci sta bene o su cui vogliamo far luce, ma non confondiamo le persone che vogliono aprire un dialogo con quelle che invece vogliono portare solo altra violenza.

La colpa è sempre dei manifestanti

Come abbiamo detto prima. le immagini che ci vengono mostrate possono davvero alterare il nostro giudizio. Cosa dedurrai quindi dai video di atti vandalici e scontri con la polizia che circolano? Che i manifestanti sono i cattivi e che la polizia è la parte buona che si sta difendendo. Non bisogna generalizzare. Tutti riconoscono il grande lavoro delle forze dell'ordine, ma nel momento in cui ci sono episodi gravi come quello di George Floyd, perché altri poliziotti non parlano e non condannano quanto fatto dai colleghi? Così come non bisogna generalizzare che tutti i manifestanti siano criminali, così non si dovrebbe generalizzare che tutti i poliziotti siano buoni. Come sottolinea il professor Dibinga:

Il silenzio è conformità. Se vedi alcuni poliziotti fare quello che hanno fatto a Floyd e non parli, quanto puoi essere una brava persona?

Il non capire quanto i gesti, anche di una singola persona, servano a cambiare la realtà in cui viviamo

Ora che ti hai avuto questo confronto con i tuoi genitori, e potresti aver fatto capire loro l'importanza di queste manifestazioni pacifiche e la differenza con chi invece di pacifico non ha nulla, potresti vederti sollevata un'ultima obiezione come: "Sì ma tanto le proteste sono in America, non in Italia, e poi io cosa posso fare?".

Se anche in Italia non ci sono state manifestazioni come in America, ci sono però anche qui comunità straniere. Il tuo protestare quindi equivale ad un passare all'azione attraverso la solidarietà. Amici, colleghi o anche solo persone che incontriamo per un minuto, nessuno ci vieta di essere gentili e farle sentire un po' più integrate. Se hai un amico che ha una nazionalità diversa dalla tua, perché non invitarlo a casa organizzando una cena anche con i tuoi genitori così che possano capire la sua realtà?

Se i tuoi genitori tengono alla causa, consiglia loro di leggere e studiare la storia. Se ci sono dei comportamenti che non capiamo, la storia ci può essere davvero d'aiuto, perché ci mette a disposizione i fatti senza nessun tipo di giudizio. Come consiglia il professor Dibinga:

Usa questo tempo per ascoltare senza giudizio ma impegnati a leggere di più e ad imparare la storia, così la prossima volta che parlerai, parlerai in maniera più consapevole.

Grazie a questi suggerimenti, ora sarai in grado non solo di affrontare il discorso di ciò che sta succedendo in America in famiglia, ma anche di controbattere ad alcuni schemi mentali che potrebbero avere i tuoi famialri e soprattutto, far capire loro che se anche non siamo in America, siamo altrettanto responsabili di prendere parte a questo cambiamento sociale.

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