Il 30 novembre esce su Netflix Baby, una delle serie tv più attesa di questo autunno-inverno 2018, ma anche una produzione italiana che, per tema, sta facendo molto discutere, perché si parla di baby prostitute, perché è stata presentata come una vicenda che vuole raccontare il disagio giovanile e perché dietro ci sono fatti di cronaca realmente accaduti, risalenti al 2013 e che hanno coinvolto la "Roma bene", ovvero quella che bazzica intorno al Parioli.

Baby, la trama

Le protagoniste sono due adolescenti (aka minorenni) che abitano in uno dei quartieri più prestigiosi di Roma, ovvero il Parioli, e che diventano amiche sui banchi di scuola del liceo privato Collodi. C'è Chiara, che la ragazza giudiziosa che studia ma a cui va stretta la famiglia, e c'è Ludovica, quella che si rivelerà essere la sua via di fuga all'insegna della trasgressione. Insieme, alla ricerca del senso del brivido, entrano in un giro di prostituzione minorile e conducono una doppia vita tra la loro normalità da adolescenti e il lavoro di squillo.

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C'è l'appartamento vip in cui si danno degli appuntamenti, ci sono persone potenti e in vista (a volte adulti più grandi anche di 50 anni) che lo frequentano e c'è il senso e l'apatia che le intrappola in una condizione di cui perdono il controllo.

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La serie tv in 6 episodi è stata scritta dal collettivo GRAMS*, un gruppo di scrittori romani e super young (l'età media si aggira sui 24 anni) che si è posto come obiettivo principale quello di replicare, o essere quanto più vicini possibile, al linguaggio parlato dai giovani e dagli adolescenti. Entrare nel loro mondo e sondarne il terreno, è significato anche lavorare sul parlato. E nella fattispecie è significato trovare la strada per parlare di disagio, sesso, scoperta della sessualità, senso della trasgressione e mondi adolescenziali vorticosi e confusionari. Baby, infatti, attraverso la storia delle giovani squillo, racconta anche questo: amicizie, desiderio di accettazione, paure, incoscienza del senso del limite, fragilità, ribellione, ricerca d'amore e dell'indipendenza. Ad affrontare temi simili, ma in dinamiche di storie diverse su Netflix ci sono state le serie tv Élite, spagnola, e 13 Reasons Why, statunitense.

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Il cast, le attrici e la loro età

Le protagoniste principali sono Chiara, interpretata da Benedetta Porcaroli (classe 1998), e Ludovica, a cui dà il volto Alice Pagani, 20 anni protagonista anche di Loro, il film del premio Oscar Paolo Sorrentino.

Nel cast anche Isabella Ferrari, Claudia Pandolfi, Tommaso Ragno, e Brando Pacitto e Mirko Trovato, già conosciuti per la fiction Braccialetti rossi.

La storia ispirata a un fatto vero di cronaca

La serie tv di Netflix è ispirata ai fatti di cronaca del 2013 quando un'indagine dei Carabinieri aveva portato alla luce un giro di squillo minorenni che coinvolgeva gli ambienti della "Roma bene" e alcuni personaggi in vista, dai politici agli imprenditori. Cinque anni fa aveva destato molto scandalo, sia perché si parlava di minorenni, sia perché tra i frequentatori della casa di appuntamenti c'erano persone potenti e in vista, sia perché, in alcuni casi, le famiglie conoscevano le attività delle figlie che rientravano in casa com vestiti firmati, borse e molti soldi. Erano stati parecchi gli arresti e le denunce.

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