«Delle mie estati con il disturbo alimentare ricordo solo che avevo freddo. La ricordo ancora oggi come la notte più fredda dell’anno, quella di Ferragosto del 2014», a parlare è Aurora Caporossi, Founder di Animenta, associazione no-profit che si occupa di disturbi alimentari e CEO di Comestai, startup che offre servizi clinico terapeutici per i disturbi alimentari. L’estate è una stagione particolare per chi vive un DCA: «Il corpo si scopre e tu proprio non ce la fai, si organizzano i viaggi con gli amici ma ti chiedi come riuscirai a mangiare fuori per una settimana», spiega Caporossi. La pressione sul corpo esposto si mescola al clima di festosa socialità che, però, può generare ulteriori difficoltà in chi soffre di un disturbo alimentare.
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Per questo alcune professioniste del team clinico di Comestai e Animenta hanno lavorato a un e-book che possa fungere da "cassetta degli attrezzi" per il periodo estivo. Raccoglie consigli, riflessioni, esercizi pratici e spunti di lettura per affrontare al meglio i mesi caldi ricordando che «l'estate è una stagione da vivere e non da superare» ed è attraverso il corpo che si può tornare a «respirare, correre, ballare in riva al mare, nuotare, cantare a squarciagola».
Estate e DCA: le pressioni sul corpo
Secondo uno studio pubblicato su Forbes, il 51 % della GenZ dichiara di sentirsi sotto pressione per il corpo da spiaggia prima delle vacanze estive e lo stesso vale per il 37 % degli adulti. Si parla di «rimettersi in forma», di diete da fare prima del mare, di allenamenti più intensi. Il corpo è più esposto agli occhi e ai commenti altrui, perché il caldo spinge a scoprirsi: «La paura del giudizio non va in vacanza», si legge in una delle testimonianze raccolte da Animenta, «cosa penseranno di me se mi metto il costume? Non posso mettere questa maglietta è troppo corta».
L'estate rischia quindi di mettere al centro l'aspetto estetico e alimentare un confronto continuo con gli altri e con gli standard di bellezza che la società propone. Per questo, come sottolinea la Dott.ssa Valeria Ventura, psicologa di Comestai, è importante ricordare che «L’estate non va meritata: il solo fatto di esistere e di avere un corpo vi rende degnə di vivere questo periodo e godervi serenamente ogni giornata».
Estate e DCA: il cibo e la vita sociale
Estate spesso equivale anche a una più intensa vita sociale: più occasioni di uscire, di organizzare gite, vacanze con gli amici, cene e aperitivi. Per chi ha un DCA, però, gli eventi sociali, specie se strettamente legati al cibo, possono risultare molto stressanti e stancanti. «Non avevo più voglia di uscire, le cene e gli aperitivi fuori che mi proponevano gli amici mi spaventavano troppo», racconta un'altra testimonianza raccolta dalle esperte, «Nonostante il desiderio di passare il tempo con loro, non ce la facevo a uscire, mi costavano troppa fatica».
L'estate è anche associata a luoghi comuni per cui certi cibi sono preferibili ad altri: è meglio non mangiare troppo pesante, conviene diminuire i carboidrati, tanto «la fame diminuisce a tutti». Questo può generare ansie e alimentare la tendenza al controllo in chi ha già un rapporto complicato con il cibo. Come spiega la Dott.ssa Lucia Elisabetta Abate, dietista di Comestai, è fondamentale tenere a mente che «L’estate non è una corsa a chi si controlla di più o a chi segue la dieta perfetta per stare dietro ad un ideale di bellezza non reale o a delle regole alimentari che non hanno alcun fondamento».
Il decalogo dei consigli di Comestai e Animenta
1. Non devi “meritare” l’estate.
Quante volte hai pensato prima di leggere queste righe: “Devo mettermi a dieta per la prova costume” oppure “Devo andare in palestra per mettermi in pantaloncini”? Devi sapere che l’estate non è un premio da poter vivere solo se hai superato delle sfide. Non devi raggiungere un certo peso per goderti il mare. Non devi "fare l* brav*" per mangiare il gelato con gli amici. Il solo fatto di esistere e di avere una corpo ti rende degnə di vivere questo periodo e goderti serenamente ogni giornata.
2. Il cibo è cura, non controllo.
In estate possono aumentare i momenti conviviali e può capitare di avere pasti meno organizzati, questo può generare ansia e tensione in chi gestisce la propria relazione con il cibo con ipercontrollo e vigilanza. Ricorda che il cibo non è un nemico da temere, né un banco di prova morale, ma è parte di molti momenti conviviali e tu puoi sostituire il controllo con la scelta.
3. Non vuoi scoprirti? Va bene così.
E’ normale esporre di più il nostro corpo in estate ma puoi decidere tu quanto, quando e come. Scegli il costume che ti piace e che ti fa sentire a tuo agio. Vuoi mettere il pareo in spiaggia? Chiediti perché lo fai! Ti vieti di mettere i pantaloncini perché “non te lo puoi permettere” nota da dove arriva questo pensiero. Non vuoi scoprirti affatto? Va bene così ma rendi questa decisione una scelta consapevole e serena.
4. Lascia andare il confronto
Il corpo degli altri d’estate è ovunque. Sui social, in spiaggia, nei discorsi che ascolti. Se il tuo sguardo è un radar sempre acceso che misura dove stai rispetto agli altri, sappi che puoi imparare a regolarlo. Non è facile, ma è possibile.
5. Specchiati diversamente
L'estate moltiplica gli specchi: nei negozi, negli occhiali da sole, nelle foto. Il riflesso può diventare un luogo di tortura. Ma il fulcro di tutto non è lo specchio o l’immagine che vedi: è la narrazione che fai.
6. Quando "leggero" non vuol dire felice
Estate e leggerezza sono spesso presentati come sinonimi. Ma chi vive un DCA sa che dietro il corpo "leggero" c’è un’anima appesantita. La vera leggerezza non è quella del numero sulla bilancia, ma quella di poter essere così come siamo.
7. Fai conoscere i tuoi confini
Il disagio in estate può derivare spesso dalle persone che ci sono intorno: commenti sul corpo, parere indesiderato, giudizi sul cibo che mangi o che non mangi, battute fuori luogo. Imparare a comunicare, senza sensi di colpa, quello che per te “Non è più ok” e saperlo comunicare in maniera adeguata è fondamentale. Dire di "no" spesso è un atto di cura.
8. Rallenta, se ne senti il bisogno
In questo periodo tutti dobbiamo avere mille amici da incontrare, tanta voglia di divertirci e tante attività da fare. Bene, deve essere per forza così! Ricorda di ascoltarti e di prenderti delle pausa quando ne senti il bisogno.
9. Chiedi aiuto, anche in estate
Anche in estate puoi iniziare un percorso di cura ed essere guidati* da figure professionali che possono aiutarti e sostenerti. Per comprendere e iniziare un percorso di cambiamento e cura da un Dca è necessario e imprescindibile il sostegno di un professionista.
10: E se il/la terapeuta è in ferie?
Nei percorsi di cura per DCA, la relazione terapeutica è spesso un pilastro di contenimento emotivo. Quando il terapeuta si assenta in estate può emergere una sensazione di vuoto o instabilità, anche se quella pausa viene sufficientemente preparata. È importante validare queste emozioni e, allo stesso tempo, attivare strumenti interni per attraversare il momento in autonomia temporanea.









