Forse, nello smettere la pillola dopo tanti anni (magri perché eravamo stufe, perché qualcosa non ci tornava, per un consiglio del medico o per qualsiasi altra ragione), qualcuna di noi si è sentita esattamente come si è sentita Lorde. La cantautrice ventottenne, nel suo nuovo album in uscita il 27 giugno, porta in superficie tanti pezzi di sé: la fine di un amore, l’uso terapeutico dell'MDMA, una nuova percezione della propria identità di genere, il difficile rapporto con il corpo. Di recente ha anche raccontato come l'aver preso la pillola anticoncezionale a lungo per poi smetterla, si sia rivelata un'esperienza che ha cambiato in parte il suo modo di vivere e di percepirsi. «Non ovulavo da 10 anni», ha detto, «E quando ho ovulato per la prima volta, non riesco a descrivere quanto sia stato folle. Una delle migliori droghe che abbia mai provato».
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Sul fatto che per alcune persone interrompere la pillola sia un'esperienza impattante (o forse semplicemente più impattante di quello che ci si aspetta) sono concordi anche le moltissime ragazze che su TikTok raccontano i cambiamenti fisici e psicologici che hanno vissuto smettendo di assumere il contraccettivo ormonale. Le esperienze variano moltissimo: c'è chi mostra una pelle perfetta e chi sostiene di essere tornata un'adolescente con l'acne, chi dice di sentirsi più lucida e chi riporta sbalzi d'umore e crisi di pianto, chi parla di aumento di peso e chi di vedersi più sgonfia. «Quando ho smesso di prendere la pillola anticoncezionale, è stato come se avessi reciso una sorta di cordone tra me e quella femminilità regolata», ha raccontato Lorde a A Rolling Stone, «All'improvviso, ero fuori dalla mappa della femminilità. E credevo fermamente che questo mi avrebbe permesso di aprirmi». Dopo l'interruzione, però, alla cantante è stato diagnosticato un disturbo disforico premestruale e per questo ha raccontato di aver deciso di ricorrere alla spirale intrauterina, quella che si vede nella radiografia che è la copertina di "Virgin".
Che succede se si smette la pillola?
«L’effetto fisico varia da persona a persona e va sempre contestualizzato», spiega la ginecologa Viviana Stampini a Cosmopolitan. «Dipende molto dal motivo per cui si era iniziato a prenderla. Se la pillola era stata prescritta per dolori mestruali, interromperla potrebbe portare al ritorno del dolore, specialmente se alla base c’è una condizione come l’endometriosi. Se invece veniva assunta per irregolarità del ciclo – magari legate a una diagnosi di ovaio policistico, a volte data con troppa leggerezza – può succedere che, una volta sospesa, il ciclo diventi più regolare. Questo non tanto grazie alla pillola, quanto perché nel frattempo il corpo è maturato e l’assetto ormonale si è stabilizzato nel tempo». Ogni esperienza, quindi, è a sé: nell'interrompere il farmaco qualcosa cambia a livello di equilibrio ormonale e ci si può trovare in una fase di assestamento in cui il corpo deve ricalibrarsi e che può presentarsi in forma diversa da persona a persona.
Per questo può capitare anche che le mestruazioni impieghino un po’ di tempo a ricomparire, specialmente se prima dell’assunzione erano già irregolari. «Se non si presentano entro 2-3 mesi», spiega la dottoressa Stampini, «il primo passo è eseguire un test di gravidanza. Se negativo e dopo tre mesi ancora non arrivano, è opportuno fare una visita ginecologica. Spesso è solo questione di tempo, ma talvolta può emergere una condizione che prima era “silente”. In ogni caso, senza ansia, meglio approfondire».
Anche riguardo gli effetti sulla pelle è difficile generalizzare. Alcune pillole, in particolare quelle con effetto antiandrogenico, possono migliorare molto l’acne e sospendendole potrebbero smettere gli effetti benefici, facendo riemergere il disturbo. Secondo l'esperta è importante tenere conto delle esigenze caso per caso considerando che esistono anche altri approcci terapeutici (trattamenti dermatologici specifici, ad esempio a base di acido retinoico) che possono essere validi anche in caso di acne ormonale. Per questo è importante fissare una visita prima di sospendere la pillola in modo trovare insieme al medico delle soluzioni per ovviare ai possibili effetti collaterali che ci si aspetta di trovare. «Ci sono integratori che sia possono assumere per la sindrome premestruale, altri a base di inositolo se le mestruazioni non ritornano perché c’è un problema di sindrome dell’ovaio policistico», spiega la ginecologa, «Infine, se c’è dolore mestruale, la pillola sarebbe meglio non sospenderla, ma eventualmente anche qui possono aiutare degli integratori. In tutti i casi è necessario farsi aiutare dal medico».
Gli effetti sull'umore
Sappiamo che i cambiamenti a livello ormonale possono anche agire a livello dell'umore. «Alcune persone notano un calo dell’umore durante l’assunzione della pillola, perché il blocco dell’ovulazione riduce quella naturale ciclicità ormonale che accompagna le nostre emozioni e questo può tradursi in una sensazione di “appiattimento”», spiega Stampini. In altri casi, invece, l'interruzione può far riemergere la sindrome premestruale o altri disturbi del tono dell’umore. «È una questione molto soggettiva», aggiunge nuovamente la dottoressa, «e, anche in questo caso, il dialogo con la ginecologa può aiutare a fare chiarezza».
Eppure, a volte, ciò che sembra mancare è proprio una corretta informazione sui possibili effetti a cui si va incontro sia iniziando che sospendendo la pillola. La consapevolezza di quello che può accadere al nostro corpo assumendo la pillola non dovrebbe condurre a una demonizzazione di un farmaco che ha cambiato la vita a generazioni di donne. Secondo Stampini è importante sapere che le formulazioni moderne sono molto più leggere e sicure di quelle di un tempo e, in base ad alcuni studi, potrebbero portare anche a dei benefici sulla salute generale (si parla ad esempio, di una riduzione del rischio di tumore dell’ovaio e del colon). È fondamentale, però, comprendere le necessità della persona. «Ogni pillola ha caratteristiche diverse e si può fare un primo tentativo sulla base dell’idea iniziale, con la consapevolezza che, se non va bene, si può sempre cambiare», spiega la ginecologa, «E per chi invece non si trova proprio con la pillola, ci sono tante alternative valide. L’importante è scegliere insieme, con ascolto e fiducia reciproca».








