Conosciamo tutti Patrick Bateman di American Psycho, John Wick, Thomas Shelby di Peaky Blinders e Tyler Durden di Fight Club. A prima vista non sembrano somigliarsi, ma la verità è che sono tutti l’incarnazione dei cosiddetti maschi sigma. Cosa intendiamo con questa definizione? Soprattutto: c’è da preoccuparsi?

La definizione di maschi sigma è stata resa popolare dalla cosiddetta Manosphere, una comunità di uomini che si schiera soprattutto online contro le donne, contro la loro emancipazione e contro la loro libertà, promuovendo un pensiero spesso antifemminista e sessista. Il re della Manosphere è Andrew Tate, per intenderci, e questo fenomeno è ormai diffusissimo online: su Tik Tok i video con hashtag #sigma sono almeno cinque milioni.

Cos’è un maschio sigma?

Cos’è un maschio sigma? È un’alternativa alla dicotomia maschio alpha e maschio beta, che vede i primi più dominanti e i secondi più subordinati. Chi sono, quindi, questi uomini Sigma? Sono lupi solitari, che si distanziano dalle norme sociali convenzionali e dedicano la maggior parte della loro vita al successo lavorativo.

Per andare a fondo nella questione, abbiamo chiesto aiuto a Lisa Sugiura, professoressa associata di criminalità informatica e genere presso l’Università di Portsmouth. Secondo Lisa Sugiura, «Un maschio sigma è una persona che non si conforma alle aspettative o alle norme della società e opera in gran parte al di fuori delle gerarchie tradizionali. Sono persone solitarie e introverse, che si sentono a proprio agio con la propria solitudine e non hanno bisogno di convalida da parte degli altri per sentirsi sicuri o di successo».

Il Grindset dei maschi sigma

La parola a cui si associa spesso la figura del maschi sigma è la parola Grindset, una crasi tra le parole grind (macinare) e mindset (mentalità), per indicare un’etica del lavoro determinata e ostinata tipica dei cosiddetti “sigmas”. «Le persone che si identificano nella cultura sigma sono orientate a un costante miglioramento di sé, che lavorano duramente per avere la propria indipendenza. Spesso questo atteggiamento sfocia nell’isolamento, perché ogni distrazione può essere deleteria per il loro percorso». Questo approccio al lavoro ha reso glamour un approccio legato al lavoro che invece, a uno sguardo più lungo, è visto come “preoccupante”: una tendenza dilagante al lavoro estremo, in cui si osannano le persone che tendono a lavorare più del dovuto, anche nel weekend, senza mai una vera pausa o un momento di riposo.

Il primo a parlare di maschi sigma è stato lo scrittore di estrema destra Theodore Robert Beale nel 2010, proprio per andare in contraddizione con la classica gerarchia tra maschi alfa e maschi beta. Pian piano questo pensiero si è dilagato e ha trovato supporto nelle community di Reddit e 4Chan - fino a diventare un meme. A livello comportamentale, però, la classificazione del maschio in alfa, beta o sigma è chiaramente di derivazione animale: «Nel 1940, il ricercatore Rudolf Shankle ha osservato che in un branco di lupi sembrava esserci una gerarchia sociale: un lupo alpha dominante che guida il branco e altri lupi beta che assumono ruoli subordinati. Nel corso del tempo, queste etichette sono state adattate e ampliate per descrivere le dinamiche sociali umane, in particolare nel contesto della mascolinità e delle relazioni e, più recentemente, in spazi come la cosiddetta “Manosphere” online».

Un fenomeno dilagante - e preoccupante

Secondo Sugiura quello dei maschi sigma è un fenomeno in crescita e sì, può essere preoccupante: «Quello che deve preoccupare, però, non è l’idea che un uomo possa essere molto determinato nel perseguire i propri obiettivi. È il contesto più ampio, semmai, che dobbiamo tenere sotto controllo. La tendenza dei maschi sigma a essere iper-indipendenti porta inevitabilmente all’isolamento, un approccio che rischia di essere deleterio se non drastico sulla salute mentale maschile. Le prove scientifiche dimostrano, invece, che per gli esseri umani l’interazione sociale è necessaria: di solitudine si può morire».

Non è semplicemente avere come ideale di perfezione un personaggio di finzione come Thomas Shelby di Peaky Blinders.

Peaky Blinders DVD

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È che con questi presupposti il passaggio alla misoginia è davvero rapido, perché porta facilmente a percepire un senso di superiorità rispetto agli altri - soprattutto rispetto alle donne. Un comportamento, questo, assimilabile anche alla cultura incel: sono gli “Involuntary Celibate”, i celibi involontari, tendenzialmente ostili nei confronti delle donne convenzionalmente più attraenti, a loro dire attratte solo da uomini convenzionalmente belli e/o di successo. Continua Sugiura: «Gli Incel possono adottare una versione distorta del maschio sigma per razionalizzare la loro mancanza di successo con le donne, rifiutando le norme sociali e usando il loro isolamento percepito come una scusa per la loro incapacità di creare relazioni sane».

Maschi sigma, incel e MGTOW: un’estensione a macchia d’olio

È lo stesso approccio degli MGTOW, acronimo per Men Going Their Own Way, cioè “uomini che vanno per la propria strada”: si tratta di un movimento separatista maschile che vira facilmente verso la misoginia più estrema. I suoi seguaci sono uomini che sostengono di rifiutare le relazioni con le donne perché li rende più forti e con maggior potere, reale e/o percepito. «Alcuni individui - conclude Lisa Sugiura - adottano una versione tossica delle filosofie dei maschi sigma e degli MGTOW, creando un pericoloso ciclo in cui la disillusione nei confronti delle relazioni e della società alimenta ancora di più l’isolamento e il risentimento nei confronti delle donne».

Aprirsi al dialogo può essere una soluzione: spesso gli uomini che hanno queste tendenze così estreme e potenzialmente pericolose sono anche uomini che faticano ad aprirsi con il prossimo. La strada dell’ascolto e della comprensione può quindi aiutare a migliorare questa sensazione di solitudine tipica dei maschi sigma, per aiutarli a uscire dall’eco del loro stesso silenzio.

Tradotto da Cosmopolitan UK

Articolo scritto da collaboratori esterni, per info e collaborazioni rivolgersi alla redazione