La pensione non è solo un affare da over 60, in Cina sta diventando un trend socio-economico che coinvolge soprattutto i giovani: GenZ e Millennials stanno infatti scoprendo le gioie - anche finanziarie, in termini di risparmio - delle Youth Nursing Home, spazi costruiti ai margini delle grandi città, in montagna o sulle sponde dei laghi, che accolgono ragazzi tra i 20 e i 30 anni delusi dalla vita professionale e da quel caro-prezzi che impedisce loro di affittare una casa, figuriamoci comprarla, o mettere su famiglia. La filosofia alla base di questo trend viene definita “Fire” (financial independence, retire early/indipendenza finanziaria, in pensione presto) che si appoggia su un altro stile di vita molto popolare in Asia, ovvero il lying flat: è modo di vivere che spinge a fare il minimo indispensabile un po' come il Quiet Quitting, un trend del mondo del lavoro di qualche anno fa.

Esistono decine di Youth Nursing Home in svariate zone della Cina, risposta alla crescente domanda da parte dei potenziali abitanti di questi pensionati in cui si trovano tutte le facilities per vivere una vita lenta e in cui il benessere mentale e la soddisfazione personale non sono schiavi dell'ambizione sfrenata. Nei complessi delle Youth Nursing Home ci sono bar, ristoranti, palestre, ci si può dedicare alle proprie passioni seguendo corsi artistici e letterari: si tratta, questo almeno dicono gli analisti, di un "pensionamento" temporaneo, una sorta di retreat che permette una fuga dal mondo rigenerante, al pari dei grandi viaggi di benessere e detox tanto di moda nel periodo post-pandemico. Molti ragazzi, nel 2024, hanno scelto di trasferirsi in una di queste strutture per sfuggire alla frustrazione generata dalla città; altri, soprattutto creators e digital nomad, lo hanno fatto per capire cosa spinge i ragazzi a lasciare da parte non solo la vita professionale ma anche quella sociale a favore di ritmi decisamente più dimessi.

Come si sta nelle Youth Nursing Home

Uno di loro è Ren Binglin, fotografo cinese di 25 anni che, alla fine del 2024, ha trascorso ben due mesi nello Youth Village di Guanye, a Hebei, a pochi chilometri a sud di Pechino: Bingling si definisce un nomade digitale soffocato dai ritmi delle metropoli, incapace di trovare un luogo in cui sentirsi a casa. A Business Insider il fotografo ha raccontato di aver affittato la sua stanza per circa 500 yen al mese, una cifra irrisoria a confronto di quelle richieste per un appartamento in città; circondato da coetanei desiderosi di distaccarsi dalla vita "reale" per qualche mese, Binglin ha invece scelto di ritirarsi nel villaggio montano continuando a fare il suo lavoro da remoto, pur rallentandone i ritmi. Dopo la sua esperienza ha capito che queste strutture, che in realtà sono dei veri e propri villaggi, delle corti immerse nella natura incontaminata, sono soprattutto degli spazi psicologici, luoghi in cui ritemprarsi prima di tornare indietro.

Recentemente il trend si è evoluto in modo anche commovente: alcune case di riposo per anziani hanno aperto le loro porte gratuitamente, offrendo vitto e alloggio agli over 30, in cambio di compagnia e chiacchiere con i loro assistiti. In questo modo si combinano due cose insieme: l'esigenza di offrire supporto alle categorie più fragili e dimenticate e quella di scappare da tutto e da tutti, anche solo per qualche settimana, in risposta al crescente disagio provato da chi non riconosce, nella vita e nelle aspettative che a questa esistenza standard si legano, un disegno accettabile.