Il ritorno al lavoro, dopo un lungo periodo di pausa, come l'estate, è spesso vissuto con una certa ansia. Questo momento dell'anno porta con sé nuove sfide, la ripresa di vecchi progetti e la consapevolezza di doversi riadattare alle dinamiche lavorative quotidiane. Per alcune persone, poi, andare in ufficio è più di un semplice fastidio: può scatenare una vera e propria fobia, chiamata ergofobia.

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Cos’è l’ergofobia?

L'ergofobia è una paura irrazionale legata all'ambiente lavorativo. Non si tratta solo di una comune sensazione di disagio al pensiero di andare ogni giorno a lavoro, ma di un'ansia profonda e debilitante, che può impedire a chi ne soffre di svolgere le proprie mansioni. Questo disturbo è spesso legato a esperienze lavorative precedenti negative, che possono includere stress, dinamiche tossiche tra colleghi o capi eccessivamente esigenti.

Secondo gli esperti, l'ergofobia può essere collegata a situazioni traumatiche passate, non solo legate al lavoro. È comune che persone con questa fobia abbiano sperimentato ansia, depressione o altri disturbi psicologici in precedenza. In questi casi, il luogo di lavoro diventa la manifestazione di un disagio psicologico più ampio.

Ergofobia: i sintomi da riconoscere

Individuare l'ergofobia può essere complesso, perché i suoi sintomi sono spesso confusi con quelli dello stress o dell'ansia generalizzata. Ma esistono segnali distintivi che possono aiutare a riconoscerla. Tra i sintomi più comuni:

  • Vertigini o capogiri
  • Mal di testa ricorrenti
  • Sensazione di malessere generale
  • Aumento della frequenza cardiaca o palpitazioni
  • Ansia e difficoltà respiratorie
  • Problemi di concentrazione
  • Comportamenti anomali o evitanti nei confronti dei colleghi

Questi sintomi possono manifestarsi già giorni prima in ufficio (che sia il rientro o un nuovo impiego), rendendo la quotidianità un vero e proprio incubo.

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Il ritorno al lavoro dopo lo smartworking

L’ergofobia è diventata un tema ancora più rilevante con l’aumento del telelavoro durante la pandemia di Covid-19. Molte persone, abituate a lavorare da casa per un lungo periodo, si sono trovate a dover fare i conti con l’ansia del rientro fisico in ufficio. Secondo alcune ricerche, il ritorno in presenza può essere vissuto come una perdita di controllo sul proprio tempo e sulla propria libertà personale, che aggrava la sensazione di stress e ansia. La rigidità degli orari, l'obbligo di spostarsi e la percezione di un ambiente meno sicuro o confortevole sono fattori che contribuiscono ad amplificare queste paure.

Come affrontare l’ergofobia

Affrontare l'ergofobia richiede un approccio graduale e personalizzato. Prima di tutto, è importante riconoscere e accettare che si tratta di un problema reale, che può essere superato con il giusto supporto. Ecco alcune strategie che possono aiutare a gestire questa fobia:

  1. Tecniche di rilassamento: La meditazione, la respirazione profonda e la mindfulness sono strumenti utili per ridurre l'ansia e gestire meglio lo stress lavorativo.
  2. Accettare i propri limiti: Non essere troppo duri con sé stessi è fondamentale. Spesso, l'ergofobia è legata a una pressione eccessiva che ci si autoimpone. Saper accettare i propri limiti e prendere le cose un passo alla volta è essenziale per evitare il burnout.
  3. Supporto psicologico: In alcuni casi, l'aiuto di uno psicologo o di un terapeuta è indispensabile. Terapie cognitive-comportamentali e consulenze psicologiche possono offrire strumenti concreti per affrontare le paure legate al lavoro.

Misure aziendali per migliorare il rientro in ufficio

Secondo gli esperti, le aziende dovrebbero adottare strategie che facilitino il ritorno al lavoro per i dipendenti. Organizzare attività di team building o eventi di benvenuto può contribuire a ridurre la tensione tra colleghi, favorendo un clima più disteso. Inoltre, è utile evitare di programmare riunioni importanti nei primi giorni di rientro e promuovere pause rigenerative durante la giornata.

Anche l'ambiente fisico gioca un ruolo fondamentale. Creare spazi di lavoro che favoriscano il benessere, come l’introduzione di piante, una migliore illuminazione naturale o l’inserimento di aree relax, può avere un impatto positivo sulla salute mentale e sulla produttività dei dipendenti.

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