C'è stato un prima e un dopo la copertina di Time Magazine con Ellen Degeneres e il titolo «Yep, I'm gay». C'è stato un prima e c'è stato un dopo il post di Elliot Page dove raccontava la sua transizione. Alcuni coming out cambiano la storia, molti cambiano la vita delle persone, le aiutano a sentirsi meno sole. Oggi può sembrare normale che le celebrity parlino della loro identità sessuale, che sui loro social si definiscano apertamente bisessuali, gay o trans (l'ultima è stata l'attrice Jessica Madsen, Cressida Cowper in Bridgerton che ha scritto su Instagram «In Love with a woman, loud about it and proud about it!»), ma non è sempre stato così e l'importanza, per le comunità marginalizzate, di vedersi rappresentate rimane tuttora.

Non è scontato crescere in un ambiente dove si abbia la possibilità di vedere modelli di persone con diverse identità sessuali a cui ispirarsi. Ci sono ragazzi queer che non conoscono direttamente persone LGBTQ+ e che faticano ad avere un dialogo su questi temi con il mondo adulto. Per molti di questi giovani scoprire le storie di celebrità con identità simili alla loro, vederle in TV o seguirle sui social ha un forte impatto, può aiutarli ad abbracciare la propria diversità. «Quando una persona con visibilità pubblica usa il proprio privilegio per offrire una rappresentazione che amplia e decostruisce le narrazioni socialmente diffuse sulle soggettività LGBTQIAPK+, il suo coming out è capace di generare nelle piccole e giovani persone un senso di riconoscibilità, vicinanza e riconciliazione con la sfera pubblica», spiega a Cosmopolitan la psicoterapeuta ed educatrice sessuale Francesca Fadda. Aggiunge che oggi è ancora molto facile imbattersi in narrazioni stereotipate o patologizzanti, specie per quanto riguarda l'esperienza delle persone trans e non binary, per questo diventano essenziali le testimonianze positive di personaggi visibili e amati.

Quando Ellen Degeneres ha raccontato di essere lesbica era il 1997, un periodo molto diverso da oggi. Lei era nel pieno della sua carriera, amatissima e molto richiesta ma, nel giro di un anno, il suo show venne cancellato e lei si ritrovò senza lavoro. Eppure il suo coming out è stato come uno scossone nell'industria dell'intrattenimento americana e di ispirazione per migliaia di persone che si sono sentite viste.

Lo stesso è successo quando, nel 2020, Elliot Page ha fatto coming out come ragazzo trans, ma anche quando Demi Lovato ha detto di essere non binary, quando Billie Eilish ha rivendicato la sua identità queer (perdendo oltre 100 mila follower su Instagram) o quando Cara Delevingne ha fatto coming out come bisessuale. Sono aumentate le ricerche sui termini utilizzati nelle loro dichiarazioni, è cresciuto il dibattito su questi temi e forse qualcuno ha trovato il coraggio che stava cercando. «Avere dei riferimenti positivi non normativi raccontati come soggettività di genere e sessualità dissidenti che si autodeterminano e che in quanto tali valgono, attenua il senso di minaccia sociale che può inibire e portare all’isolamento», spiega Fadda, «permette di creare un maggiore clima di accoglienza e sicurezza, incoraggiando la possibilità di esprimersi e condividere la propria esperienza identitaria con la percezione che, proprio perché altre persone famose lo hanno fatto, è legittimo farlo».

Come fa notare l'esperta, però, la visibilità delle celebrities può dare l'idea che fare coming out sia ormai facile, quando sappiamo, invece, che non sempre e non per tutti è così: «non tutti i contesti sono sicuri e accoglienti e riconoscere i segnali di rischio di oppressione e violenza è necessario per scegliere se, quando e con chi essere visibili oppure no». Il coming out rimane un processo delicato perché può portare con sé ansia, paura del rifiuto e voglia di vivere a pieno la propria identità. «Ascoltando le esperienze e le voci delle soggettività di genere non normate», spiega Fadda, «si apprende che la scoperta e costruzione di sé non è riassumibile a un singolo momento, ma è un processo molto variabile, plurale e creativo: per alcune persone lineare e liscio per altre un viaggio avventuroso».