Come ti vedi? «Uno specchio rotto che riflette un'immagine imperfetta e distorta di un corpo che non sento mio». Come stai? «Come se non fossi ascoltata o capita». Cosa provi? «Sento che l'unico modo per andare a letto felice e soddisfatta è quello di aver fatto una buona impressione sugli altri». I ragazzi non stanno bene, è quello che emerge dalla Grande Inchiesta sulla Salute Mentale di Cosmopolitan, le ragazze, però, a quanto pare sono quelle che stanno peggio. A dirlo è uno studio che analizza gli accessi ai servizi di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza in Lombardia dal 2015 al 2022. Il focus è regionale, ma il trend è ugualmente indicativo, dato che la risposta dei centri lombardi ai minorenni con disturbi legati alla salute mentale è tra le più strutturate in Italia. Dopo la pandemia sempre più giovani ragazze chiedono aiuto molto più dei ragazzi.
Che la situazione sia peggiorata dopo il lockdown lo sentiamo ripetere da parecchio: la salute mentale dei più giovani è sempre più a rischio. Dal sondaggio di Cosmopolitan è emerso come il 97% degli intervistati voglia «cambiare qualcosa di sé», il 49,8% dichiari di stare male al pensiero dell'incertezza del futuro e il 94% dica di soffrire di stress. A questo si aggiungono gli standard di bellezza irraggiungibili alimentati dai social, l'uso eccessivo della tecnologia e l'ansia per guerre e crisi ambientale. Guardando ai dati dei servizi di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza si scopre, però, che esiste un gap di genere. Tra i minori a cui è stata fatta una prescrizione di psicofarmaci, nel 2015 i ragazzi erano circa 7 su mille e le ragazze circa 6 su mille, nel 2022 siamo passati a 9,48 ragazzi su mille e 10,92 ragazze su mille. Gli accessi al pronto soccorso per disturbi psichiatrici erano quasi pari tra il 2015 e il 2020 mentre nel 2022 siamo a 9,71 ragazze su mille e 8,86 ragazzi su mille. Infine, se nel 2015 le ragazze con almeno un percorso in residenzialità terapeutica erano 85 e i ragazzi 110, nel 2022 si è passati a 316 ragazze e 215 ragazzi.
Spesso le ragazze manifestano disagi gravi come comportamenti autolesionistici e tendenze suicidarie, sono comuni i disturbi alimentari e aumentano le diagnosi di disturbi dell’attenzione e autismo, a lungo considerate condizioni più "maschili" perché nelle donne si manifestano diversamente. Rimane da chiedersi cosa ci sia alla base di questo divario di genere: «Le femmine soffrono di più? Chiedono più aiuto?», si chiede parlando con Il Post Elisa Fazzi, presidente della Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza. «In generale viene da dire che le ragazze chiedono aiuto e manifestano le proprie sofferenze più facilmente, mentre i ragazzi tendono a negare o a esternare il loro disagio con comportamenti più aggressivi o di ricerca dello sballo. Sicuramente durante la pandemia e nel periodo appena dopo, risse e altri comportamenti aggressivi erano limitati dalle restrizioni e dal coprifuoco. L’abbiamo notato anche in ospedale: c’erano ragazze, ma i ragazzi erano pochissimi».










