È un grido che non si ferma, una voce che ripete costantemente e spesso senza essere ascoltata che «i ragazzi non stanno bene», che la loro salute mentale è in bilico. Lo dicono i dati, lo dice il nuovo report Unicef “Child and adolescent mental health - The State of Children in the European Union 2024”, pubblicato in occasione della Settimana europea della salute mentale e lo hanno spiegato bene le voci dei lettori e delle lettrici di Cosmopolitan che hanno raccontato il loro rapporto con il corpo e la salute mentale nella Grande inchiesta in edicola sul nuovo numero.

«Sono tanti i giovani e giovanissimi che soffrono di disturbi mentali e soprattutto depressione: parliamo di oltre 700mila ragazzi in Italia», dichiarano all’Ansa le presidenti della Società Italiana di Psichiatria, Liliana Dell'Osso ed Emi Bondi commentando gli ultimi dati preoccupanti. Nell’Unione Europea circa 11,2 milioni di bambini e giovani entro i 19 anni (il 13%) soffrono di un problema di salute mentale: 5,9 milioni di ragazzi e 5,3 milioni di ragazze. Tra le persone di età compresa tra i 15 e i 19 anni, circa l'8% soffre di ansia, il 4% di depressione e il suicidio è la seconda causa di morte (dopo gli incidenti stradali). Inoltre, i dati disponibili sull'accesso ai servizi per la salute mentale mostrano che, per quasi la metà dei giovani tra i 18 e i 29 anni, i bisogni di assistenza non vengono soddisfatti.

Di fronte a tutto questo sono molte le domande che sorgono spontanee e rischiano di rimanere vaghe e senza risposta. Per questo Cosmopolitan ha provato a rivolgerle ai diretti interessati, per dare voce al disagio di una generazione che passa attraverso il rapporto con il proprio corpo, i propri sogni, gli altri e noi stessi. «Come stiamo? Come viviamo la nostra età? Che percezione abbiamo di noi stessi nel mondo? Quanto contano l’apparenza, l’estetica, il giudizio degli altri e come reagiamo quando ci sentiamo esclusi?» Dopo quella sulle relazioni e quella sul lavoro, la nuova Grande Inchiesta di Cosmopolitan sul corpo e la salute mentale ha proposto un questionario di 22 domande, alcune aperte, altre a risposta multipla, al quale hanno partecipato in oltre 5000 persone, tra utenti del sito di Cosmopolitan, follower affezionati e amici del brand come Alessia Lanza, Martina Socrate, Francesca Michielin e gIANMARIA. Il risultato, che ha coinvolto anche la società di ricerche InTribe SB, la psicologa e tiktoker Irene Sanguineti e il comitato scientifico di Humanitas, si può leggere sul nuovo numero in edicola, The Self Issue, ed è un punto di partenza.

Se ci vediamo come «Uno specchio rotto che riflette un'immagine imperfetta e distorta di un corpo che non sento mio, ma con il quale mi trovo costretta a convivere», se ci sentiamo «Come se non fossi ascoltata o capita. Come se ciò che sento non fosse importante, o abbastanza importante», forse parlarne (e far sì che se ne parli) è il primo passo. «La depressione», sottolineano le presidenti della Società Italiana di Psichiatria , «è una malattia, non una scelta. Molti personaggi pubblici, anche giovanissimi, stanno trovando il coraggio di parlarne, di esporsi, di raccontare il loro passato e la loro battaglia contro la depressione. I ragazzi devono fare come loro: alzare la voce»