Immaginate di scorrere il vostro feed e di vedere quattro persone sospese nello spazio, a centinaia di migliaia di chilometri da casa, mentre si avvicinano alla Luna. No, non è la trama di una serie Marvel. Ieri notte, tra il 6 e il 7 aprile 2026, alle 01:07 l’equipaggio della missione spaziale Artemis II ha raggiunto i 406mila chilometri dalla Terra, superando il record dell’Apollo 13. Dopo 50 anni, l'essere umano è andato più lontano di quanto fosse mai successo nella storia. E so già a cosa state pensando: no, non sono atterrati. Hanno sorvolato la Luna in un flyby storico, osservando la superficie da vicino. Gli astronauti in missione, che stanno raccontando tutto attraverso i social della Nasa, hanno scoperto due crateri senza nome. Proprio loro hanno proposto i seguenti nomi: Integrity, il nome della navicella, e Carroll, in ricordo di Carroll Taylor, morta nel 2020 e moglie del comandante Reid Wiseman. Tutto questo mentre un messaggio di Jim Lovell, leggenda dell’Apollo, risuona nella cabina: «Benvenuti nel mio vecchio quartiere… non dimenticate di godervi il panorama». Lo stesso brivido che i nostri nonni hanno provato a guardare le prime immagini in bianco e nero dello sbarco di Armstrong sulla luna io l'ho vissuto ieri (scrollando però il feed di Tiktok e Instagram). Saranno pure cambiati i tempi, vero. La Luna però sembra essere più in forma che mai (beata lei!).
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Artemis II, il senso del viaggio visto dalla Gen Z
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Artemis II è partita il 1 aprile dal Kennedy Space Center con il razzo SLS. Il flyby lunare è il cuore emotivo di questa avventura. La navicella infatti ha sfruttato la gravità della Luna per girarle attorno e iniziare così il viaggio di ritorno verso casa (verso le 19:25 di questa sera dovrebbero abbandonare la sfera di influenza lunare, per poi essere così "risucchiati" dalla gravità terrestre). Durante il sorvolo hanno osservato il paesaggio lunare, immortalando un momento unico nella storia. Il flyby è di fatto una conferma che la Luna non è più un obiettivo lontano, ma qualcosa di vicino. La parte più sorprendente è come stiamo vivendo tutto questo noi, qui sulla Terra. La missione è diventata un racconto virale attraverso i social. Gli stessi astronauti ci hanno raccontato il loro viaggio. A colpire, su tutti, è stata Maya Glover, la figlia dell’astronauta Victor Glover, che esplode di gioia davanti alla telecamera celebrando il viaggio del padre. Un balletto su TikTok che ci fa riflettere anche sullo stato di agitazione di chi vede un proprio caro e andare sulla luna (questa volta è proprio il caso di dirlo!). E poi ci sono i momenti assurdi che piacciono a noi, tanto da diventare virali (Ferrero ha lo spot garantito fino al prossimo sbarco lunare). Ieri i social sono stati invasi di video con protagonista un barattolo di Nutella intento a fluttuare nella navicella all'improvviso. Ed è anche grazie ad un frame simile, che la Gen Z ha scoperto Artemis II.
Gen Z e astronomia: quando la Luna torna a parlare ai giovani (anche grazie all'oroscopo)
Con AstriMatti ogni giorno vi parliamo della luna e dei segni zodiacali che scandiscono le nostre giornate astrologiche. Ma la Gen Z guarda oggi il cielo (anche) in modo diverso. L’interesse per pianeti, stelle, meteoriti e stelle cadenti la notte di San Lorenzo (anche questa è astronomia) passa sempre più dalla cultura pop e dai social. Finito di leggere l'articolo, provate a mettere in riproduzione "Pianeti" di Ultimo e scoprirete che parliamo di astronomia più di quanto non ce ne accorgiamo. E negli spazi più tradizionali, come le aule scolastiche, il quadro non è molto diverso. Un insegnante ha raccontato su Deseret di aver parlato della missione Artemis II ai suoi studenti, ma di non aver visto alcuna vera reazione. «Non hanno esempi di riferimento» dice. Eppure non posso chiudere l'articolo senza tornare su un pensiero fisso che mi attanaglia (scusate). Scommettiamo che il barattolo di Nutella dopodomani sarà già all'asta a milioni di dollari e partiranno una serie di annunci assurdi su Vinted e Ebay?











