Non so perché ma, scrivendo questo articolo, ho un'immagine chiara davanti. Siamo nello studio di Amici di Maria De Filippi, da una parte abbiamo l'ex squadra bianca (i millenial) e dall'altra i blu (la Gen Z). In giuria, invece, AI, social, giornali e tv. Ecco, oggi parleremo proprio di questo. La differenza, però, la fanno gli scroll che farete nelle prossime ore. Questo per dire che la Gen Z sta riscrivendo le regole del rapporto con l’informazione. Cresciuti in un mondo in cui smartphone e social network sono sempre presenti, i giovani tra i 18 e i 24 anni non cercano più le notizie come una volta. Raramente, al contrario dei millenial, sfogliano giornali o seguono telegiornali. Lo conferma la ricerca del Reuters Institute, che fotografa un consumo di news sempre più in digitale (e qui l’intelligenza artificiale inizia a giocare un ruolo concreto).



La Gen Z si informa, sì...scrollando

Secondo lo studio, circa due terzi dei giovani legge news quotidianamente attraverso lo scrolling sui social. Sono sempre meno dunque le ricerche sui motori di ricerca per reperire informazioni su siti o app dedicate. Solo il 14% dichiara di andare direttamente a fonti tradizionali, mentre il 40% si affida ai social e il 26% ai motori di ricerca. In dieci anni il quadro è cambiato radicalmente. Qualche esempio? Nel 2015 solo il 21% dei giovani usava i social per informarsi, il 36% visitava siti di news e il 28% guardava la tv. Oggi questo mezzo di comunicazione scende al 21% e la carta stampata rimane marginale, con solo il 4% di utenti. Le piattaforme più utilizzate sono Instagram, YouTube, TikTok e X, mentre l’uso di Facebook tra i nativi digitali è crollato. Interessante è anche l’approccio all’intelligenza artificiale. Pensate che circa il 15% dei giovani usa strumenti basati su IA per accedere alle news (molto più degli over 55!) e la maggioranza la considera utile per spiegare notizie complesse o sintetizzarle rapidamente. P.s. Attenzione alle fake news!

I giovani sono poco interessati alla politica (!)

«La nostra ricerca documenta un maggiore senso di alienazione in questo segmento di pubblico. Alcuni trovano le notizie tradizionali irrilevanti, difficili da comprendere o ingiustamente distorte rispetto al loro gruppo demografico», argomenta il rapporto di Reuters Institute. E qui scatta il paradosso. L’interesse per la politica nella Gen Z (35%) è inferiore rispetto agli over 55 (52%). Eppure, dati alla mano, i giovani sono la percentuale più alta che si è presentata alle urne per l'ultimo referendum! Tematiche come scienza, tecnologia e cambiamento climatico attirano maggior attenzione. Circa un terzo dei ragazzi intervistati infatti ritiene che i media non debbano necessariamente essere neutrali su questioni come razzismo o ambiente, mostrando un approccio più etico delle news. La vera sfida per il futuro, che ci vede coinvolti direttamente, è: come possiamo (e dobbiamo) comunicare per abbracciare tutte le generazioni? E quanto può esserci d'aiuto la tecnologia in questo? Chissà.