Il fandom di Michael Jackson sembra godere di ottima salute. Se si passa per Old Compton Street a Londra, si vede quasi sempre una fila di persone in attesa di assistere a MJ: The Musical che nel 2023 è stato candidato a un Grammy e a 10 Tony Awards. A breve, poi, uscirà un nuovo biopic sul cantautore che, dalle prime indiscrezioni, pare calcherà poco la mano sugli scandali e le accuse di abusi sui minori che hanno segnato l'immagine del re del pop. Al contrario, sono usciti due nuovi documentari che ne parlano: Michael Jackson: The Trial, un documentario di Channel 4 sul processo penale a Michael Jackson del 2005 e la seconda parte di Leaving Neverland che, questa volta, racconta la battaglia legale dei due uomini che hanno accusato di abusi il cantautore dopo la sua morte.

Quando uscì la prima parte di Leaving Neverland nel 2019 eravamo subito dopo il #MeToo e se ne parlò tanto. Le testimonianze dei due uomini che raccontavano di essere stati abusati durante l'infanzia da Jackson erano esplicite e devastanti. Personalmente io non riesco più ad ascoltare la sua musica da allora: una particolare descrizione di una delle violenze, mi torna in mente ogni volta che sento la sua voce. Eppure, sembra che gli scandali accumulati negli anni non possano davvero scalfire la fama di una tale leggenda musicale. C'è chi si appella al fatto che non c'è mai stata una condanna (nel processo del 2005 MJ venne assolto, anche grazie a testimonianze di chi adesso lo accusa), chi lo descrive come una sorta di martire, di animo innocente e incompreso e chi cerca di far convivere il suo genio e gli orrori che lo riguardano. In ogni caso, siamo tornati a parlare di lui, tra fake news, teorie virali sui social e nuove accuse.



michael jackson: i bambini salvati da epstein e le nuove accusepinterest
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La teoria virale su Neverland

Sui social è sempre più facile imbattersi in teorie del tutto inventate, ma d'altra parte, ai tempi degli Epstein Files non è sempre facile distinguere ciò che è vero da ciò che sta venendo insabbiato. Ultimamente, proprio in relazione agli Epstein Files, hanno iniziato a circolare video e post che sostengono che Michael Jackson abbia usato la sua tenuta di Neverland per salvare dei bambini proprio dai traffici di Epstein. Il Neverland Ranch era una proprietà di 2.700 acri nella contea di Santa Barbara, acquistata da Michael Jackson nel 1988. Era un rifugio da sogno, con tanto di zoo e giostre, dove, secondo Jackson, i bambini, soprattutto se ammalati o provenivano da situazioni difficili, potevano trovare gioia e sicurezza. È, però, anche il luogo in cui diversi suoi accusatori hanno descritto le violenze.

In ogni caso, come sottolineano varie testate che si occupano di smontare le fake news virali, non sembra esserci alcun legame tra Neverland e l'Isola di Epstein, che venne acquistata dal finanziere nel 1998, un decennio dopo. La teoria si basa soprattutto su clip generate dall'intelligenza artificiale alcune delle quali mostrano Macaulay Culkin, l'attore bambino di Mamma ho perso l'aereo, dichiarare di essere stato salvato dall'isola di Epstein grazie a Jackson, cosa impossibile dato che Epstein non era ancora proprietario dell'isola durante l'infanzia di Culkin. A oggi, quindi, non ci sono prove che Michael Jackson abbia avuto qualche ruolo nell'ostacolare le attività di Jeffrey Epstein.

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Le nuove accuse a Jackson

Nel mentre, a poche settimane dall'uscita del biopic su MJ, si sta tornando a parlare delle accuse di abusi al cantautore che, ad oggi, non hanno mai portato a delle condanne ma continuano a far discutere, tra documentari e nuove testimonianze. Di recente ha attirato l'attenzione una registrazione, parte del documentario The Trial, in cui Jackson dice «I bambini vogliono solo toccarmi e abbracciarmi. Finiscono per innamorarsi della mia personalità, e a volte questo mi crea dei problemi». Inoltre, alla fine di febbraio, è stata intentata una nuova causa contro gli eredi di Michael Jackson. Quattro fratelli della famiglia Cascio, molto vicini a Jackson quando era in vita, accusano il cantautore di essere un «predatore seriale di bambini» e, come si legge nella causa, di aver «drogato, violentato e aggredito sessualmente ciascuno dei querelanti, a partire da quando alcuni di loro avevano appena sette o otto anni». Raccontano esperienze simili a quelle dei precedenti accusatori: regali, visite esclusive a parchi a tema, incontri con celebrità e viaggi che servivano, come si legge nei documenti, a manipolarli e a coprire le violenze.

Il problema è che i fratelli Cascio per anni hanno difeso Michael Jackson negando ogni violenza e parlando apertamente in suo favore. Per questo, la difesa sostiene che sia un «piano per ottenere centinaia di milioni di dollari dal patrimonio e dalle società di Michael», mentre l'accusa ribadisce che «Gli anni di lavaggio del cervello operati da Jackson hanno impedito ai querelanti di chiedere aiuto quando era in vita e per molti anni a seguire». Come riporta USA Today, sembra che qualcosa per i fratelli sia cambiato solo dopo l'uscita di Leaving Neverland nel 2019, quando i quattro si sarebbero trovati «per la prima volta, a prendere coscienza della realtà».