Uno dei momenti più condivisi sui social di questa notte degli Oscar 2026 (uno di quelli che rimarranno, forse) è quello in cui Javier Bardem è salito sul palco e ha dichiarato «No alla guerra» e, subito dopo, «Palestina libera». L'attore spagnolo indossava due spille sulla giacca: una specie di toppa nera con scritto in rosso «No a la guerra» (ha detto che è una vecchia spilla usata già nel 2003, quando vinse il Premio Goya, contro la guerra in Iraq) e una spilla bianca con disegnato il personaggio di Handala, creato dal fumettista palestinese Naji al-Ali nel 1969 e diventato simbolo di resistenza.

Bardem è stato il più esplicito nel lanciare un messaggio politico dal palco degli Academy Awards, al punto che abbiamo trattenuto il respiro subito dopo le sue frasi: non sono tempi in cui è più così comune vedere gli attori esporsi su questioni che c'è chi definirebbe «divisive». Agli Oscar 2026, però, qualcosa si è mosso rispetto alle ultime edizioni e diverse star hanno indossato spille o altri accessori per dire qualcosa su ciò che sta accedendo nel mondo.



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Penske Media//Getty Images

ICE Out

Già ai Golden Globe di gennaio, si erano viste spille e messaggi politici soprattutto contro l'operato dell'ICE, il corpo di agenti federali anti-immigrazione, in seguito dall’uccisione di Renee Good e Alex Pretti a Minneapolis. Le organizzazioni che hanno promosso le spille con su critto «ICE Out» e «Be Good», indossate da diverse celebrità per tutta la stagione dei premi cinematografici, sono arrivate anche a Los Angeles alla vigilia degli Oscar. Hanno organizzato delle manifestazioni proiettando gli slogan su edifici come il Museo dell'Academy e il Loews Hollywood Hotel. Hanno anche distribuito le loro spille che sono arrivate sul red carpet.

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Kevin Mazur//Getty Images

La costumista polacca Małgosia Turzańska, candidata per Hamnet di Chloe Zhao, indossava una spilletta con scritto «ICE OUT» e lo stesso vale per la calciatrice Abby Wambach che accompagnava sua moglie, l’attrice Glennon Doyle, che teneva in mano una borsetta con la scritta «Fuck ICE». Di quanto accaduto a Minneapolis durante le operazioni anti-immigrazione di Trump, ha parlato anche David Borenstein, uno dei registi di Mr. Nobody Against Putin, che ha vinto come miglior documentario raccontando la propaganda del regime russo e sottolineando alcune analogie con gli USA di Donald Trump. Il regista ha detto o che il documentario parla di «come si perde il proprio Paese» attraverso «innumerevoli piccoli atti di complicità», come «quando un governo uccide persone per le strade delle nostre principali città» o quando «gli oligarchi prendono il controllo dei media». «Tutti noi ci troviamo di fronte a una scelta morale», ha detto, «ma per fortuna anche un signor nessuno è più potente di quanto si pensi».

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Le spille per la Palestina

Anche se la quantità di spille contro l'ICE agli Oscar è stata decisamente minore rispetto ai Golden Globe, altre celebrity hanno indossato pin relative ad altre cause attuali. L'attore australiano Guy Pearce, ad esempio, indossava una spilla con la scritta «Free Palestine», l'attrice Glennon Doyle una con un'anguria, sempre a simboleggiare il sostegno al popolo palestinese. Diversi altri, poi, sono stati visti con una spilla rossa con una colomba bianca, disegnata da Shepard Fairey. Si tratta della spilla ufficiale di Artists4Ceasefire, un gruppo di oltre 500 attori e creativi che hanno firmato una dichiarazione in cui chiedono un cessate il fuoco permanente in Palestina da parte di Israele.

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Julian Hamilton//Getty Images

Del collettivo fanno parte attori estremamente noti, come Ben Affleck, Pedro Pascal, Florence Pugh, Jennifer Lopez, Andrew Garfield e Bradley Cooper, e alla cerimonia di ieri la spilla è stata indossata dalla regista e sceneggiatrice Kaouther Ben Hania, dall'attrice Saja Kilani e da Charithra Chandran, nota tra le altre cose per la seconda stagione di Bridgerton. «L'idea di bambini e persone che muoiono non è qualcosa che posso accettare o tollerare», ha commentato Chandran, «sono fortunata di avere una piattaforma e voglio usarla in ogni modo possibile per sostenere un mondo migliore».