Per molti anni Berlino, captiale per eccellenza del clubbing, è stata sinonimo di libertà notturna. Dopo la caduta del Muro, la città si è riempita di spazi vuoti. Dalle fabbriche abbandonate alle centrali elettriche dismesse, i luoghi pullulavano di persone interessate a riappropriarsi della propria libertà. Da questi luoghi è nata così una cultura clubbing unica fatta di maratone musicali con biglietti d’ingresso sorprendentemente economici. Insomma, nonostante la portata internazionale, chiunque (o quasi) poteva permettersi una notte in pista. Negli ultimi anni però questa immagine ha iniziato a cambiare. Entrare nei club berlinesi oggi costa sensibilmente di più rispetto al passato e i prezzi continuano a salire. Il trend non riguarda un singolo locale, attenzione, ma l’intera scena notturna della città. Per questo ci si è dovuti inventare un termine tanto buffo, quanto mai attuale "technoinflazione".
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La "technoinflazione"? Te la spieghiamo noi
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Nell'ultimo periodo, per descrivere l’aumento dei prezzi nella nightlife berlinese è stato coniato il termine "technoinflazione". L’espressione unisce la parola techno, genere musicale simbolo della città, e inflazione, indicando la crescita progressiva dei costi legati alle serate nei club. Biglietti di ingresso in primis come dicevamo, ma anche tutti i servizi collaterali come guardaroba, prevendita, drink, tavolo...abbiamo altro? Il fenomeno riflette inevitabilmente sia l’inflazione generale che ha colpito l’Europa negli ultimi anni (il nostro Paese non è molto lontano, eh!), sia le trasformazioni economiche di Berlino dove affitti, e spese di gestione sono aumentati notevolmente. In questo contesto, i club hanno iniziato ad adeguare i prezzi per mantenere sostenibili le proprie attività, trasformando gradualmente un’esperienza un tempo molto accessibile in una forma di intrattenimento decisamente più costosa e a dir poco accessibile. E se il Berghain, locale simbolo della città, ha portato il biglietto d'ingresso a 30 euro lo stesso vale anche per tutte le altre tipologie di locali (che si aggirano attorno ai 20/25 euro a biglietto). È lontano dunque il ricordo di quando un ingresso costava circa 10 euro con consumazione inclusa... ve lo ricordate? Per non parlare della chiusura del locale queer Schwuz, il più longevo in città, che ha spento le luci e abbassato la palla da discoteca ad agosto 2025. Clubcommission, associazione berlinese di oltre 100 locali in città, ha fatto comprendere quanto la parte nightlife sia importante e richiesta dai turisti. Basti pensare che la movida notturna fa guadagnare oltre 1,5 miliardi di euro l'anno. Nel 2024, su quasi 13 milioni di turisti, 4,3 milioni hanno soggiornato in città proprio per la nightlife.
La notte vista dagli occhi della Gen Z
Vi abbiamo parlato qualche settimana fa del soft clubbing, la discoteca mattutina arrivata anche a Milano. Una soluzione decisamente più economica e meno rischiosa, essendo alcol free. Eppure, per molti giovani della Gen Z che vivono o arrivano a Berlino, il clubbing non è più l’esperienza economica e spontanea che raccontavano le generazioni precedenti. Se negli anni Duemila bastavano pochi euro e un po’ di pazienza all’ingresso per passare un weekend tra discoteca e after (altro che biglietti con qr code!), oggi una serata richiede un budget decisamente più alto solamente per arrivare al locale (spesso si opta per taxi condivisi, per un rientro in sicurezza). Questo sta cambiando anche il modo in cui i più giovani vivono la nightlife. Si esce meno spesso, si scelgono con più attenzione gli eventi e, in molti casi, si cercano anche alternative più accessibili come feste underground, concerti (che anche qui, ultimamente, parliamone...) piccoli collettivi musicali o addirittura karaoke nei pub. E, volendo vedere, è proprio l’aumento dei prezzi nei club più famosi che potrebbe spingere una nuova generazione a reinventare la scena (riportando lo spirito DIY e sperimentale che aveva reso Berlino un laboratorio culturale unico negli anni Novanta).











