The Scandalous Ball ha compiuto 10 anni. Dai suoi primi passi mossi tra le mura del Cassero di Bologna nel 2015, un decennio dopo, al District 272 di Milano, abbiamo celebrato l'evento che ha dettato le sorti e l'evoluzione della ballroom culture italiana, dove arte e politica non conoscono barriere, e si fondono nelle categorie più disparate, ma rappresentative del valore intersezionale di cui vive la sua community.

Tra contorsioni e outfit intrisi di storia e significato, inni di vittoria, incitamenti sentiti da parte del pubblico, ma anche messaggi di denuncia, come "our society seems okay with violence but races to censor nudity" oppure "protect the dolls", il più rappresentativo di tutti, che di fronte alla meraviglia di strass e colpi di voguing supera lo spettacolo e l'immagine mainstream a cui siamo abituati sui nostri schermi, è quello di uno striscione in particolare, che costituisce un messaggio chiaro, un elogio all'importanza di una partecipazione attiva al cambiamento e il totale rispetto della comunità in cui si è ospiti: "We are not your muses, we are the creators".

L'esibizione de La B. Fujiko

scandalous ball 2025 by © arthur buoso – @film.by.arthurpinterest
© Arthur Buoso [@film.by.arthur]
La B. Fujiko

A guidare l'evento è stata La B. Fujiko, Legendary Mother della House of Ninja Italia, fondatrice di BBallroom, nonché “madre” della stessa The Scandalous Ball. Accompagnata dalla sua house, che con grida di incoraggiamento ne elogia e riconosce la stima insieme al resto del pubblico, il suo ingresso ha dimostrato un talento evidente, fresco, ma anche consapevole, frutto di anni di esperienza, probabilmente, e un'innegabile passione per ciò che ha costruito. Anche se, forse, il momento più significativo è stato quello finale, con il nome della house che faceva eco tra la folla, e anni di storia e impegno racchiusi in un abbraccio con i suoi "figli".

Il glow invidiabile della categoria Face

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© Arthur Buoso [@film.by.arthur]

Sebbene chiunque gareggi nella categoria presenti una lucentezza propria e un fulgore naturale, alla ball di sabato hanno dominato il silver e toni metallici, che insieme a paillettes e palloncini, che a primo acchito nascondono il viso, ma poi esplodono in una polvere argentata, hanno regalato alla categoria un glow ancora più evidente. Le protagoniste si muovono a passo lento, con una gestualità posata, con le braccia che seguono un ritmo rilassato, mani che incorniciano il viso e si sollevano verso l'alto, puntando al cielo, alla radiosità della luna e delle stelle, cui luce pare riflettere, in qualche modo, sulla loro pelle.

La flessibilità come estensione del sé nella categoria New Way

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© Arthur Buoso [@film.by.arthur]
Cesare D’Amico

Volto neutro, passo deciso, arti che si allungano verso l'infinito: la categoria New Way pone l'attenzione verso la contorsione del corpo per costruire una narrazione unica e personale. A tratti, i movimenti appaiono meno morbidi o fluidi rispetto alla categoria Old Way, da cui si distacca e da cui movimenti evolvono in forme più distinte, creando comunque un quadro armonioso, caratterizzato da geometrie sorprendenti, che sfidano i propri limiti corporei e lasciano lo spettatore a bocca aperta, scardinando i limiti del possibile.

L'espressività corporea nella categoria Vogue Femme

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© Arthur Buoso [@film.by.arthur]
Havva Balenciaga

Dalla catwalk alle pose, questa categoria dà al voguing un'energia ineguagliabile, dettata da un dinamismo leggiadro, forse dato dagli spin continui e l'abilità di muoversi su tacchi vertiginosi con maestria, mentre lacci, frange e piume seguono il ritmo della musica, insieme a capelli sciolti e liberi di esprimersi. Nulla è totalmente casuale, partendo proprio dalla scelta dell'outfit. L'intesa tra il calore dell'oro e la tonalità fredda del blu rende praticamente impossibile distogliere lo sguardo dalla scena, senza però oscurare il movimento, caratterizzato da una delicatezza gestuale di fronte alla quale si ha come l'impressione che la categoria potrebbe andare avanti per ore, senza mai stancare lo sguardo dello spettatore.