Ci sono stati anni in cui sembrava davvero che la rappresentazione della comunità LGBT+ tra cinema e serie TV stesse cambiando, stesse diventando più frequente, approfondita e sfaccettata. Si è passati da rari casi di personaggi apertamente gay o queer agli inizi degli anni 2000 (spesso molto stereotipati), a vedere sugli schermi un numero sempre maggiore di storie che mostravano le esperienze LGBT+ da diverse angolazioni. Il picco c'è stato nel 2021-2022 con 637 personaggi LGBTQ+ registrati a livello di serie TV.

i personaggi lgbt nelle serie tv stanno diminuendopinterest
See-Saw Films
Heartstopper - Netflix


Ora, però, il rischio è quello di tornare indietro. A dare l'allarme è stato un recente rapporto di GLAAD, organizzazione statunitense no-profit che lavora per promuovere un'accurata e inclusiva rappresentazione delle persone LGBTQ+ nei media. Il report "Where We Are On TV" di GLAAD ha rivelato che, nonostante i personaggi LGBTQ+ siano aumentati nella programmazione televisiva, via cavo e in streaming la scorsa stagione, in futuro si prospetta un quadro molto meno roseo. Il prossimo anno, infatti, molti programmi che includono personaggi e storie LGBT+ non torneranno. And Just Like That… di HBO Max , Harlem di Prime Video , Mid-Century Modern di Hulu e Heartstopper di Netflix sono tutte terminate o stanno per concludersi. Il rischio è che si assista a una netta diminuzione della diversity tra cinema e serie TV con conseguenze sulla vita delle persone. «Per riflettere l'esperienza LGBTQ e mostrare la diversità della nostra comunità, questo tipo di serie è essenziale per una rappresentazione autentica», si legge infatti nel report.

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Angus Pigott
The Buccaneers - AppleTv


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Eleven film

Personaggi LGBT+ nelle serie TV: i nuovi dati

Secondo lo studio che ha monitorato i personaggi LGBTQ+ regolari e ricorrenti apparsi durante la stagione televisiva 2024-25, c'è stato, in realtà, un aumento del 4% su tutte le piattaforme, portando il totale dei personaggi queer a 489. Eppure il report esprime preoccupazione: ha rilevato infatti che il 41% di questi personaggi non tornerà a causa di cancellazioni o finali di serie, morte o uscita di scena del personaggio. I numeri che vediamo ora, dunque, sono ancora frutto di scelte fatte in anni diversi, con un clima politico diverso.

In base allo studio, attualmente HBO si è classificata al primo posto a livello di rappresentazione inclusiva con 18 personaggi queer in The Last of Us, House of the Dragon e Somebody Somewhere. La richiesta di diversity c'è, soprattutto da parte della Generazione Z che si è distinta come un gruppo demografico chiave che nell'alimentare la domanda di media inclusivi. Del resto attualmente negli USA il 23% dei ragazzi della Gen Z si identifica come LGBTQ+. Le storie per ragazzi, dunque, spesso in questi anni hanno incluso personaggi e storie queer.

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Sony Pictures Television, PlayStation Productions, Naughty Dog, The Mighty Mint, Word Games

Le preoccupazioni: vedremo un calo nei personaggi LGBTQ+?

«C'è una forte preoccupazione che l'anno prossimo non si assisterà a una crescita rispetto a quanto annunciato finora», ha dichiarato Megan Townsend di GLAAD a TheWrap, «Non abbiamo ricevuto molti annunci o notizie su nuove serie e ritorni durante il periodo di ricerca che possano compensare alcune di queste perdite». Dalle prime valutazioni delle serie in arrivo, quindi, sembra che la diversity sia in calo e si faticherà a mantenere gli standard degli ultimi anni. I personaggi trans, in particolare, potrebbero essere particolarmente a rischio per via degli attacchi ai loro diritti a cui stiamo assistendo durante la seconda amministrazione Trump. GLAAD ha contato 33 personaggi transgender nelle serie TV quest'anno, ma solo quattro compaiono in serie ufficialmente rinnovate. Il numero di personaggi transgender, quindi, pur essendo aumentato rispetto all'anno precedente potrebbe calare del 61% perché molti di questi personaggi non torneranno a causa di cancellazioni o finali di serie.

A preoccupare l'organizzazione è l'impatto che l'attuale governo degli Stati Uniti può avere a livello di rappresentazione mediatica della comunità. Finanziamenti, decisioni creative e scelte di quali storie rappresentare vengono influenzati dal clima politico e lo stiamo già osservando negli ultimi mesi: i media tendono a coprire meno argomenti che risultano poco popolari o considerati "problematici". «Quasi un terzo degli americani non LGBTQ+ afferma che i media inclusivi LGBTQ+ hanno cambiato la loro percezione della nostra comunità», ha sottolineato Sarah Kate Ellis, CEO e Presidente di GLAAD. «Oggi ci troviamo in un momento critico, con una retorica d'odio che circola incontrollata da parte di politici e media e che gode di una piattaforma falsamente amplificata, nonostante la maggior parte di questo Paese sostenga in modo schiacciante la comunità LGBTQ+». «Con così tante serie TV diverse, divertenti e di impatto che vengono cancellate a un ritmo allarmante», ha aggiunto, «è imperativo che le reti e gli streaming non facciano marcia indietro».

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