In Turchia i diritti LGBT+ sono sempre più a rischio. Il governo di Recep Tayyip Erdoğan sta prendendo di mira la comunità in un crescendo preoccupante. Tiene toni sempre più esplicitamente omofobi e transfobici, l'Istanbul Pride, vietato per la prima volta nel 2015, è sempre più difficile da organizzare e viene regolarmente represso duramente con l'intervento della polizia, scontri e arresti. Human Rights Watch sostiene che il Paese sta attraversando «una crisi sempre più profonda dei diritti umani» e mette in guardia da una nuova proposta del governo turco contro la comunità LGBT+, che potrebbe costituire «una delle più allarmanti violazioni dei diritti degli ultimi decenni».

Si tratta di una proposta di legge denominata 11° Pacchetto Giudiziario, un piano per modificare il codice penale e il codice civile turchi con nuovi articoli particolarmente allarmanti per i diritti delle persone LGBT. Uno di questi articoli, infatti, criminalizzerebbe i comportamenti considerati «contrari al sesso biologico e alla moralità generale» mentre altri due emendamenti andrebbero a colpire l'assistenza sanitaria alle persone trans.



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KEMAL ASLAN//Getty Images

I nuovi emendamenti anti LGBT+

Sono almeno tre gli emendamenti che fanno parte del nuovo piano e che mettono in pericolo la comunità LGBT+. Innanzitutto è previsto un emendamento all'articolo 225 del codice penale sugli «atti indecenti», che stabilisce che chiunque «si impegni in atteggiamenti o comportamenti contrari al sesso biologico e alla moralità generale, o che incoraggi, elogi o promuova apertamente tali atteggiamenti o comportamenti» rischia fino a tre anni di carcere. Si tratta di un testo molto vago e ampio che potrebbe portare all'incriminazione di cittadini ma anche di organizzazioni che sostengono le minoranze sessuali e di genere e ne promuovono i diritti, e persino di organi di stampa e giornalisti che trattano questioni relative all'identità di genere e all'orientamento sessuale.

Secondo Human Rights Watch, inoltre, questo emendamento consentirebbe di incriminare penalmente chiunque prenda parte a una cerimonia di fidanzamento o matrimonio tra persone dello stesso sesso (in Turchia il matrimonio omosessuale non è legale, quindi si tratta di cerimonie private), con pene fino a quattro anni di carcere.

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Un altro emendamento mira invece a modificare l'articolo 40 del codice civile sul «cambiamento di sesso», innalzando l'età minima per l'assistenza sanitaria di genere da 18 a 25 anni, rendendo obbligatoria l'infertilità permanente per tali procedure e richiedendo valutazioni multiple da parte di ospedali approvati dal governo. «Imporre limiti di età arbitrari per l'assistenza sanitaria e costringere le persone transgender a sacrificare la propria capacità riproduttiva sono gravi violazioni della loro autonomia fisica, della loro salute e della loro uguaglianza davanti alla legge» sottolinea ancora Human Rights Watch.

Sempre sul tema dell'assistenza sanitaria alle persone trans la bozza diffusa include anche modifiche al codice penale per punire gli operatori sanitari che eseguono interventi medici di affermazione di genere in violazione dei nuovi emendamenti, con multe e fino a sette anni di carcere. Anche le persone trans che ricevono cure mediche necessarie considerate illegali ai sensi degli articoli modificati potrebbero essere punite con un massimo di tre anni di carcere. Questo potrebbe incentivare trattamenti sanitari in contesti poco sicuri e non regolamentati, aumentando i rischi di sfruttamento, complicazioni mediche e danni irreversibili.

Diritti in pericolo

Al momento le relazioni tra persone dello stesso sesso non sono illegali in Turchia, ma il Paese non offre alcuna tutela legale contro la discriminazione e, con le nuove modifiche, potrebbe diventare molto facile di fatto criminalizzare la comunità LGBT+. All'inizio del 2025 Erdoğan aveva annunciato che questo sarebbe stato «l’Anno della famiglia» ed è proprio in nome della famiglia tradizionale e della la «morale pubblica» che vengono giustificati gli emendamenti anti-LGBT. Il clima è sempre più teso, le aggressioni omofobe e transfobiche sono in aumento e a febbraio scorso sono stati arrestati ad Ankara diversi attivisti di Kaos GL, una delle più importanti organizzazioni per i diritti LGBT in Turchia.

Dopo la diffusione della bozza, quindici gruppi LGBT in Turchia hanno espresso forte preoccupazione e l'Associazione Medica Turca ha sottolineato che il lavoro dei medici per garantire alle persone LGBT l'accesso ai servizi sanitari necessari non dovrebbe mai essere criminalizzato. «Incriminare penalmente le persone per la loro identità di genere o il loro orientamento sessuale è una profonda violazione della dignità umana ed equivale a un'oppressione sancita dallo Stato», ha affermato Hugh Williamson , direttore per l'Europa e l'Asia centrale di Human Rights Watch, «Il governo turco dovrebbe abbandonare i piani per introdurre questi emendamenti, che violano palesemente il diritto internazionale e lascerebbero le persone LGBT nella costante paura di essere arrestate e perseguite».