C'è stato un tempo in cui l'estate era la stagione senza pensieri, quella in cui sentirsi lontani da tutto, in una dimensione sospesa. Vacanza era vacanza prima di tutto dalle preoccupazioni ed è questa l'illusione che oggi cerchiamo di ritrovare non appena le giornate si allungano, senza riuscirci.
A impedirci di svuotare la mente e vivere la leggerezza delle spiagge della nostra infanzia ci sono le allerte meteo, i blackout per il caldo, le grandinate che bucano le auto, le piogge che allagano la metropolitana di New York, i video degli incendi da qualche parte del mondo. Proviamo a non pensarci, ma l'estate è diventata la stagione dell'eco-ansia.
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Un'estate rovente
«È un paradiso perduto» titola il New York Times, «il cambiamento climatico cambia le estati europee». Di seguito il pezzo elenca i disastri causati dal caldo in Europa: la Torre Eiffel è chiusa al pubblico perché incandescente, i turisti a Roma cercano refrigerio nelle chiese, in Grecia il caldo ha raggiunto i 43 gradi e in Spagna il record di 46. A Carcavelos, in Portogallo, a 15 chilometri da Lisbona, domenica la spiaggia era così affollata che Camila Guerra, un'assistente sociale di 37 anni, intervistata dal NYT, ha fatto fatica a trovare un posto per sé e i suoi due figli. «Casa nostra non ha l'aria condizionata e ci siamo svegliati tutti sudati», ha raccontato, «Sapevamo di dover andare in spiaggia».
Le stime dicono che il caldo eccezionale abbia già ucciso 2.300 persone in 12 grandi città tra il 23 giugno e il 2 luglio. Milano, come riporta il Guardian, è stata la città più colpita in termini assoluti, con 317 decessi per caldo su 499 attribuiti al collasso climatico, seguita da Parigi e Barcellona mentre Londra ha registrato 273 decessi. E quando il caldo se ne va, lo fa di colpo, con la grandine che cade e i rischi di allagamenti, frane e fiumi che straripano.
L'eco ansia colpisce i più giovani
L'eco ansia dura tutto l'anno ed è un male soprattutto generazionale: il cambiamento climatico incombe sul futuro dei più giovani in un momento storico in cui i governi sembrano più concentrati sulle spese per il riarmo che sugli investimenti green. È più difficile, però, cercare di distrarsi quando il meteo giornaliero ci ricorda che qualcosa non va.
L'ansia climatica pesa soprattutto sulla salute mentale degli under 25. Uno studio pubblicato lo scorso aprile pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS) ha intervistato quasi 3.000 giovani statunitensi di età compresa tra 16 e 24 anni e scoperto che circa il 20% ha paura di avere figli per via del riscaldamento climatico. La percentuale sale a oltre il 30% tra i giovani che hanno vissuto in prima persona un evento meteorologico estremo.
Il trend è confermato anche a livello mondiale. Uno studio del 2021 pubblicato su The Lancet ha intervistato 10.000 giovani tra i 16 e i 25 anni in 10 paesi e scoperto che quasi il 60% degli intervistati ha detto di considerarsi molto o estremamente preoccupato per il cambiamento climatico e quasi l'85% si è dichiarato almeno moderatamente preoccupato. Oltre il 45% del totale ha aggiunto che l'eco-ansia influenza negativamente le proprie attività quotidiane, il 75% ha affermato di pensare che il futuro sia spaventoso e l'83% ha concordato sul fatto che gli adulti non siano riusciti a prendersi cura del pianeta, lasciando il problema alle generazioni future.
Secondo gli ultimi dati disponibili, al momento l'Unione Europea è sulla buona strada per rispettare gli obiettivi fissati per il 2030 e questa è una buona notizia. «È la prima volta che il risultato aggregato è allineato con l'accordo di Parigi», ha dichiarato l'eurodeputato francese Pascal Canfin, commentando l'ultima valutazione della Commissione Europea. Eppure con le ultime elezioni sia il Parlamento Europeo sia la Commissione si sono spostati a destra, e stanno puntando meno sulle misure ambientaliste in quello che viene definito climate backlash. «Penso che per i giovani sia diverso», ha dichiarato un sedicenne intervistato nello studio su Lancet, «Per noi, la distruzione del pianeta è una questione personale».













