«Resistenza arcobaleno, diritti, libertà e democrazia», è questo il motto scelto per il Milano Pride 2025 per catalizzare in un'unica frase le lotte e i valori per i quali, sabato 28 giugno, la città scenderà in piazza in una marea colorata. Ma il Milano Pride, di cui Cosmopolitan è anche quest'anno media partner, non si esaurisce nel suo apice, rappresentato dalla Parata con la musica e i carri dalla Stazione Centrale all’Arco della Pace. Per tutto il Pride Month ci saranno infatti talk, mostre, concerti e altri eventi dedicati alla comunità Lgbtqia+ distribuiti dall'1 al 30 giugno per le strade, le piazze e i locali della città.
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Si potrà partecipare alle iniziative del Fuori Pride sostenute dagli sponsor, alle attività sportive della Pride Sport Arena e agli incontri della Pride Week. Dal 25 al 27 giugno il quartiere di Porta Venezia ospiterà un vero e proprio festival diffuso in diverse Pride Square tematiche dove ci si incontrerà per parlare di diritti, politica, arte, cultura, famiglie e salute. A chiudere sarà ancora una volta il grande evento finale la sera del 28 giugno, che vedrà sul palco del Milano Pride all'Arco della Pace artisti come Sarah Toscano, Serafine Michele Bravi, Levante, Mida, ma anche Senzacri, Antonia e Ambra Angiolini.
Lo slogan e i valori di Milano Pride 2025
«Il motto del Milano Pride 2025», spiega durante la conferenza stampa Angela Diomede, referente lombarda dell'associazione Famiglie Arcobaleno «è nato da una riflessione sul fatto che viviamo in un tempo in cui anche i basilari diritti umani e civili vengono messi in discussione, gli spazi di libertà arretrano e la democrazia è minacciata da vecchi ma anche da nuovi avversari, purtroppo. L'abbiamo visto negli Stati Uniti, ma purtroppo anche vicino a noi, in Ungheria. E succede anche in Italia, questo è fondamentale ricordarlo: gli atti di questo governo, giorno dopo giorno, restringono gli spazi di confronto, limitano la libera manifestazione del pensiero e l'espressione del dissenso».
Il Pride 2025 sarà quindi un momento di festa, ma anche e soprattutto di impegno politico a far sentire la propria voce e a dire «io ci sono». Nel Documento Politico del Milano Pride sono tanti i punti che vengono toccati: il pericolo dell'erosione dei diritti, la violenza omolesbobitransfobica, il pieno riconoscimento dell'identità di tutte le persone, la valorizzazione delle soggettività trans e non binarie. Si parla anche del ruolo della scuola e dell'istruzione, sia per quanto riguarda l'educazione sessuo-affettiva sia in ottica di creare un ambiente «inclusivo e rispettoso dell’identità di ogni studente, contribuendo a un clima di accettazione e riconoscimento».
«In questo momento vediamo come, nel clima politico globale e quindi in Italia in Europa nel mondo, i diritti e le libertà delle persone LGBTQIA+ sono costantemente sotto attacco», spiega Alice Redaelli presidente di Arcigay, «Lo sono quelli delle persone transgender, lo sono quelli delle famiglie arcobaleno, lo è il diritto di manifestare. A Budapest il Pride è stato vietato dal governo Orbán, tra l'altro con una mossa costituzionale particolarmente agghiacciante, nel senso c'è stata una modifica della loro costituzione». Proprio mentre Milano scenderà in piazza per la Parata il 28 giugno anche a Budapest si terrà un Pride clandestino. «Stiamo lavorando per mandare lì una nostra delegazione e avere un loro contributo sul nostro palco All'Arco della Pace», spiega Redaelli, «L'Italia non sta vivendo un momento politico felice per la nostra comunità, ma sappiamo che il Pride di Milano è partecipato, è visibile, ha una certa popolarità ed è giusto utilizzare il proprio privilegio per dare voce a chi in questo momento sta vivendo situazioni estremamente difficili».
Camminare insieme
L'anno scorso oltre 350.000 persone hanno partecipato alla parata e all’evento finale, quasi 15.000 persone hanno partecipato alle Pride Square e 79 aziende hanno sostenuto il Milano Pride. Quest'anno ci si aspetta che l'evento nuovamente molto seguito, proprio per l'importanza che assume occupare uno spazio a tutela dei diritti delle minoranze. «Il Comune di Milano è a fianco del Pride e degli organizzatori con il patrocinio, ma anche con il sostegno e la vicinanza rispetto a un'iniziativa molto importante, di cui la città è assolutamente orgogliosa», spiega l'assessore al welfare Lamberto Bertolè. Il rischio oggi in Italia non è più solo che si rimanga fermi nel riconoscimento dei diritti, ma anche che si torni indietro. Eppure il Pride è resistenza: «È forse la prima manifestazione cittadina per partecipazione, per numero di persone che scendono in piazza, nonostante il caldo, nonostante il momento dell'anno e quindi è diventato un punto di riferimento importante nella città» commenta Bertolaso.
«Il Pride è uno spazio in cui tutta la comunità LGBT+ sfila fianco a fianco con donne, persone razzializzate, persone con disabilità, migranti, lavoratrici, lavoratori precari, corpi non conformi e a tutte quelle persone che la società discrimina, giudica ed esclude», aggiunge Angela Diomede, «Quindi è un richiamo forte perché solo insieme possiamo liberare le forze più vitali e vigili della società civile, quelle più capaci di difendere la democrazia quando viene attaccata».















