Nella notte tra il 31 maggio e il primo giugno, alla vigilia del Pride Month, tre donne trans a Roma sono state aggredite, derubate e insultate da una decina di uomini. Mentre le donne venivano prese a calci e pugni, c'era chi rideva e filmava la scena, per poi condividerla sui social. Si tratta di un'aggressione transfobica, le donne sono state attaccate in quanto donne trans in un clima di indifferenza generale.

«Non è un caso isolato, è il frutto di un clima politico e culturale costruito per legittimare odio, paura e violenza», scrive Antonia Monopoli, responsabile dello Sportello Trans presso l'Associazione Ala Milano Onlus, «È il risultato diretto delle politiche di questo governo».

I diritti trans sotto attacco

Secondo i dati del Trans Murder Monitoring di TGEU, nel 2024 nel mondo sono state uccise 350 persone trans e gender non conforming. In base all’ultimo report di ILGA-Europe che monitora i diritti LGBT+ e le tutele da discriminazioni, odio e violenza in 49 Paesi europei, l'Italia è al 35° posto. Siamo saliti di una posizione nell'ultimo anno, ma rimaniamo sotto l'Ungheria di Viktor Orbán che ha da poco emanato una nuova legge che potrebbe rendere illegali anche i Pride.

L'Italia si inserisce quindi in un clima politico mondiale che vede i diritti LGBT+, e in particolare i diritti trans, sotto attacco. Negli Stati Uniti Donald Trump ha firmato ordini esecutivi con cui ha chiesto a tutte le agenzie federali statunitensi di riconoscere soltanto il genere maschile e quello femminile nei documenti, nei contratti e anche nelle politiche come quelle sulla divisione dei detenuti nelle prigioni federali. Ha anche posto fine a programmi di diversity e inclusion all’interno del governo, cancellato alcune protezioni esistenti per tutelare le persone trans sul posto di lavoro, vietato la transizione di genere alle persone di età inferiore ai 19 anni e la partecipazione di ragazze e donne transgender agli sport femminili nelle scuole superiori, nelle università e nelle associazioni sportive che ricevono fondi federali. Nel Regno Unito, nel frattempo, la Corte Suprema ha negato alle donne trans il riconoscimento legale come donne e sono state emanate delle nuove linee guida per imporre l'uso dei bagni pubblici in base al sesso assegnato alla nascita.

Anche in Italia i diritti trans sono sotto attacco. Come fa notare il report Ilga, c'è stata l'indagine da parte del ministero della Salute sull’ospedale Careggi di Firenze, unico polo in Italia a offrire percorsi di transizione per minorenni con il consenso delle famiglie. È stato anche aperto un tavolo di lavoro per rivedere le linee guida sui percorsi di affermazione di genere delle giovani persone trans e non binarie e, in particolare, sull'uso dei farmaci bloccanti delle pubertà, ma senza coinvolgere la comunità trans. Si possono poi elencare le dichiarazioni transfobiche della ministra Roccella sulla «realtà intrinseca del sesso biologico», gli attacchi alla pugile Imane Khelif, l’apertura di un’istruttoria sul corso "Teorie di genere e queer" all’Università di Sassari da parte della ministra dell’Università Anna Maria Bernini e la proposta di legge contro la fantomatica "teoria gender" firmata dalla leghista Laura Ravetto.

A questo si aggiungono le aggressioni omotransfobiche nell'assenza di una legge che le punisca espressamente. «Stiamo vivendo senza stato e senza tutele», ha scritto su Instagram la fumettista e attivista Yole Signorelli, «Ogni giorno qualcosa mi fa sentire sola e abbandonata al mio destino, da tutte le parti del mondo vedo montare l'odio contro noi persone trans. L'indifferenza è ciò che mi fa più paura».

Il clima d'odio e le aggressioni violente verso la comunità influiscono sulla salute mentale delle persone LGBT+ che sono più esposte al rischio di suicidio, soprattutto in giovane età (si parla di un rischio fino a cinque volte superiore rispetto ai coetanei eterosessuali). «Il sangue delle persone queer in Italia, quando non sgorga, ribolle e si ghiaccia nelle nostre vene a ritmo alterno e costante», ha dichiarato su Instagram Pietro Turano vicepresidente di Arcigay Roma, «Un movimento schizofrenico fra rabbia e terrore che attenta al benessere mentale oltre che fisico. Così si manifestano le campagne di repressione, la stessa che agisce il governo di questo paese legittimando l’odio civile e silenziando la resistenza».