Tra proteste e fumogeni in Ungheria oggi è successo quello che si temeva. Il parlamento ha approvato il disegno di legge presentato lunedì dal governo ungherese che permetterà di abolire il Budapest Pride. Il Pride è stato reso illegale e quest'anno a giugno potrebbero non esserci bandiere arcobaleno a sfilare per la capitale ungherese chiedendo il rispetto dei diritti LGBT+. Con la legge appena approvata, infatti, diventerà illegale organizzare o partecipare a eventi pubblici a favore della comunità LGBT+. Partecipare al Pride per le vie della città porterà a una multa fino a 200.000 fiorini ungheresi (500 euro) e, nella migliore delle ipotesi, l'evento potrebbe venire relegato a uno spazio chiuso.
La legge ungherese sulla «protezione dei minori»
Il nuovo divieto di organizzare e partecipare al Pride si lega alla legislazione ungherese sulla «protezione dei minori», che proibisce la «rappresentazione o promozione» dell'omosessualità ai minori di 18 anni. Il governo del primo ministro Viktor Orbán si presenta come paladino dei valori della famiglia tradizionale a fronte della «follia del gender» e su queste basi nel 2021 ha approvato una legge sulla «protezione dei minori». La norma vieta la «rappresentazione o promozione» dell'omosessualità in tutti i contenuti e le circostanze accessibili ai minori e dunque in televisione, nei film, nelle pubblicità, nei libri e via dicendo. Proibisce anche di nominare di questioni LGBTQ+ nei programmi scolastici e proibisce la rappresentazione pubblica di persone trans.
In un discorso tenuto a febbraio Orbán aveva lasciato intendere che il passo successivo sarebbe stato vietare il Budapest Pride e ora, con il disegno di legge, ha fatto sapere alle associazioni LGBT+ che si occupano dell'evento che quest'anno non dovrebbero nemmeno preoccuparsi di organizzarlo. Ha aggiunto che la polizia potrà utilizzare telecamere con riconoscimento facciale per identificare e punire le persone che partecipano al Pride, che si tiene da trent'anni nella capitale con una parata lungo Andrassy Avenue, un'ampia strada nel centro di Budapest.
Da parte loro le associazioni hanno denunciato come questa legge neghi le libertà fondamentali di parola e di riunione. «Nonostante la proposta di modifica alla legge, intendiamo organizzare il Budapest Pride», avevano dichiarato parlando con Reuters del disegno di legge e dicendosi intenzionate a farsi valere anche tramite vie legali o rivolgendosi all'Unione Europea. Lo stesso aveva confermato il sindaco di Budapest, Gergely Karacsony che, in un post su Facebook, nei giorni scorso aveva dichiarato che la marcia si sarebbe tenuta anche quest'anno e sarebbe stata più grande che mai. Ora la legge è stata approvata a tempo record ed è una delle più repressive dell'era di Orbán: ne vedremo presto le conseguenze.








