In un video in cui racconta la violenza di vedersi restituire il passaporto con la scritta "male", "maschio", al posto di "female", la modella e attrice Hunter Schafer ha detto «Non smetterò mai di essere trans. Non smetteremo mai di esistere», non basta un documento per cancellare l'identità di una persona. In questo momento la comunità LGBT+ negli USA è sotto attacco, in particolar modo la comunità trans che l'amministrazione Trump semplicemente non accetta, eppure, stando ai dati, sono sempre di più le persone che negli Stati Uniti si identificano come LGBT+.
Il nuovo sondaggio
Secondo un sondaggio della società di consulenza e analisi Gallup pubblicato giovedì, la percentuale di adulti americani che si identificano come LGBTQ+ è salita al 9,3% della popolazione. C'è stato un aumento di oltre 1 punto percentuale rispetto alle stime del 2023 dunque nonostante la repressione e il clima di odio e paura di perdere i propri diritti, le persone continuano a identificarsi come lesbiche, gay, bisessuali, trans o, in generale non eterosessuali. Il numero di persone LGBT+ negli USA è quasi raddoppiato dal 2020 ed è cresciuto notevolmente dal 3,5% dal 2012.
Secondo Gallup, l'incremento è dovuto in gran parte ai giovani, che sono molto più propensi a fare coming out rispetto alle generazioni precedenti. «Più di uno su cinque adulti della Gen Z, nati tra il 1997 e il 2006, con un'età compresa tra i 18 e i 27 anni nel 2024, si identifica come LGBTQ+», sostiene il rapporto, «Ogni generazione di adulti più anziana, dai Millennial alla Generazione silenziosa, ha tassi di identificazione via via più bassi, fino all'1,8% tra gli americani più anziani, quelli nati prima del 1946». Rimane da vedere se, con questo clima di crescente oppressione verso la comunità i numeri cambieranno, si tornerà indietro e le persone inizieranno a ad avere più paura di identificarsi come LGBT+, come accadeva in passato.
Attualmente, tra le 899 persone che si sono identificate come LGBTQ+, il 56% ha dichiarato di essere bisessuale, il 21% ha dichiarato di essere gay, il 15% si è identificato come lesbica, il 14% ha dichiarato di essere transgender e il 6% ha dichiarato di essere «qualcos'altro».
«Se c'è una cosa che le persone dovrebbero imparare da queste nuove scoperte, è questa» ha dichiarato alla CNN Jaymes Black, CEO di The Trevor Project, un'organizzazione per la prevenzione del suicidio tra i giovani LGBTQ+, «le persone LGBTQ+ sono sempre state qui e continueremo a esserci, indipendentemente dalle leggi o dalle politiche che tenteranno di cancellarci».













